Tornare

il

 Nessuna traccia di un movimento coerente, lineare.

Da prendere una mappa, unire i puntini e scommettere che ne verrebbe fuori proprio un bello scarabocchio. La matita andrebbe in una direzione e poi nella direzione opposta, mentre il tratto si farebbe sempre più calzato su alcune rotte.

Mai partita per scappare, ma neppure partita, tante volte, a cuor leggero per la semplice gioia di vagare liberamente per il mondo.

Un bagaglio stracolmo di domande sempre al seguito, domande alle quali mi auguravo di trovare anche solo una risposta, per poi, puntualmente, riscoprirmi con il doppio delle domande e le scarpe consumate.

Solo il cuore, pian piano, diventava un po’ più leggero.

Partire sfogando nei chilometri macinati questa frenesia che brucia dentro, semplicemente partire, attraversare un luogo e vedere dove ti porta, perché lì è dove devi essere.

Ed io a forza di girovagare mi sono ritrovata tra le tue braccia, a guardarti negli occhi, e ci siamo toccati l’anima, scombussolati la vita.

Le tue certezze che crollano mentre di me crollano soltanto i muri, ti faccio entrare nella mia vita.

Forse è questa la volta in cui la smetto di andare senza mai tornare.

Stavolta mi godo il viaggio di ritorno.

Sei il viaggio di ritorno a me.

“Non conosco una singola parola che sia in grado di descrivere tutto questo”.

Parole © Veronica Stopponi Foto © Paolo Raeli | website|


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