Alsazia: “Ci hanno chiesto di scegliere tra il Gallo e l’Aquila, e noi abbiamo optato per la Cicogna”

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“Ci hanno chiesto di scegliere tra il Gallo e l’Aquila, e noi abbiamo optato per la Cicogna”

Il breve inciso contenuto nel titolo si presenta come la frase manifesto dello spirito alsaziano.

Alsazia, quante volte citata da professori di storia assieme alla “collega” Lorena; almeno tre… ma questa non vuole essere una lezione di storia, o almeno… non soltanto.

Strasburgo, seconda capitale d’Europa; questa volta i sette colli non ci sono ma il pluralismo, quello che piace a noi viaggiatori, il profumo di eclettismo, quello sì, persiste, e si fa sentire forte.

Ci troviamo nel dipartimento del Basso-Reno, Alsazia, nord-est della Francia ma già il nome è un campanello d’allarme: difatti la città deve il suo appellativo all’unione di due parole tedesche “Straße”, strada, e Burg, castello, che a loro volta derivano dal latino “strata, ae” = strada lastricata e “burgus,i” = fortezza, letteralmente “Strada del castello”.

Così, giusto perché ci piacciono le etimologie.

Etimologie che spesso racchiudono secoli di storia; fondata dai romani, Strasburgo venne occupata da diverse popolazioni barbare – tra le quali Alemanni, Unni e Franchi; diventata città libera durante il Medio Evo, venne poi annessa al Regno di Francia da Luigi XIV – sì, quello che si credeva un Sole – nel 1681.

A seguito della guerra franco-prussiana del 1871 la città, l’intera regione dell’Alsazia e la Lorena vengono annesse al neonato II Reich, la Germania moderna di Bismarck. Ritornata sotto controllo francese nel primo dopoguerra, ha vissuto l’occupazione nazista dal 1940 e una nuova annessione – questo giro al III Reich, quelli un po’ più cattivi. Finita la guerra, nel 1945 Strasburgo, l’Alsazia e la Lorena tornano ad essere definitivamente ( almeno per ora) francesi.

Questo rapidissimo excursus storico non è stato proposto a voi carissimi lettori con il fine di tediarvi, ma in quanto per comprendere appieno questa città  è essenziale conoscerne la storia: dall’architettura che la caratterizza, passando per la lingua, gli usi, i costumi fino ad arrivare all’importanza che essa ricopre a livello della cooperazione internazionale contemporanea. Semplicemente una bella città.

Questo non si può negare.

Crocevia europeo, conserva una sua forte identità creatasi a fatica e “a forza” tra guerre, occupazioni, liberazioni, continui e disorientati cambi di fronte. Nella storia, troppo francese per essere pienamente tedesca: l’Aquila. Troppo tedesca per essere veramente francese: il Gallo.

Strasburgo fiera, dall’alto della sua cattedrale ha forgiato la sua identità alsaziana: la Cicogna. Questo elegante volatile ne è diventato il simbolo data la massiccia presenza in tutta la regione. Preparatevi perché vedrete cicogne dappertutto e di ogni tipo: dal cappello al segna-libro, dal pupazzo al nome dell’albergo, passando per le raffigurazioni sui “burazzi” e le magliette; di legno, terra cotta, ceramica, tutte le dimensioni disponibili!

Ma se le volete vedere dal vivo recatevi al “Parc de L’Orangerie”, situato nella zona a nord-est della città, a circa 15 minuti a piedi dal centro storico, questo luogo offre la possibilità di giochi all’aperto, brevi gite in barca e la visita ad un piccolo zoo dove molte cicogne lasciate completamente libere vengono a nidificare. Un bar e una sala da bowling offrono un buon intrattenimento. Ma procediamo con ordine.

Io viaggio spesso in treno, quindi le stazioni hanno un grande valore, sono la prima parte di città che mi si presenta davanti, tipo una cartolina di benvenuto; e da una stazione spesso si capisce la grandezza e la bellezza della città stessa. Nel caso di Strasburgo questa legge viene pienamente rispettata: realizzata verso la metà del ‘800 ha subito un restauro che ha visto la copertura della facciata da una sorta di cupola di vetro tenuta in piedi da cavi di metallo che le donano un aspetto alquanto futuristico. Il moderno che abbraccia e si unisce all’antico.

Eclettici anche in queste “piccole” cose.

A fianco della stazione sono presenti anche due parcheggi per le auto, facilmente accessibili e a pochi minuti a piedi da centro. (nota per i viaggiatori in auto) Imboccate Rue du Maire Kuss, per dirigervi verso il centro storico della città, una volta superato il fiume vi ritroverete ufficialmente dentro la Grande Ile, il cuore pulsante di Strasburgo. Dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO, quest’isola circondata dal fiume Ill racchiude in se un indescrivibile fascino, come sempre il consiglio è di vagabondare alla ricerca degli anfratti e dei vicoletti più caratteristici, perfetti per una foto da instagrammare.

Le caratteristiche case a graticcio medievali si fondono con i palazzi sette e ottocenteschi e con le architetture gotiche medievali. Boutique, taverne, bar, bistrot abbondano in questa zona della città, a voi l ‘ardua scelta.

Lo stupore continuo che si può provare nel camminare per questi vicoli impregnati di storia è nulla se paragonato alla meraviglia che proverete nel ritrovarvi faccia a faccia con la cattedrale di Notre-Dame.

Visibile a chilometri di distanza, imponente e dominatrice su tutta la città è spesso nascosta quando si cammina per il centro urbano, e questa è una componente essenziale della sua bellezza. Victor Hugo la definì un “prodigio di grandezza e leggiadria” e Goethe disse che “ la sua altezza ne rispecchia la bellezza”. I suoi lavori si protrassero per più di 400 anni, inizialmente in stile romanico (la parte absidale) e poi completata secondo gli stilemi dell’arte gotica. Lo sguardo si perde negli innumerevoli decori, guglie traforate, archi rampanti e statue, in uno slancio verso l’alto che fa quasi girare la testa. Di arenaria rossa, acquista sfumature dorate nel tardo pomeriggio, quando il sole comincia a calare. Ammirata da fuori, merita anche di essere scoperta all’interno: vetrate intarsiate originali proiettano giochi di luce favolosi.

Non mancate l‘appuntamento con l’orologio astronomico: stile gotico-rinascimentale, è un capolavoro dell’ingegneria, e osservandolo vi darà tutte le informazioni riguardanti il giorno corrente mentre una parata di figure di legno intagliate batte tutti i giorni le 12:30.   Pagando 5 euro (ridotto per studenti a 2,50) c’è anche la possibilità di salire sul tetto della cattedrale ( 66 metri) per ammirare tutta Strasburgo dall’alto. Naturalmente non esiste ascensore ma solo interminabili scalini, in spazi stretti, inadatta per persone di grossa taglia o scansafatiche. Anche per questa scalata il momento migliore è il tardo pomeriggio, al tramonto, luogo molto originale romantico per qualsiasi tipo di dichiarazioni… (ps: scendendo incontrerete la statua di un re a cavallo, sulla corona è tradizione mettere delle monete, il problema è che bisogna lanciarle perché non proprio a portata di mano, io ci ho provato mille volte, fallendo sempre miseramente. Incarico voi di riscattarmi, bastano 5 cent non vi preoccupate. Buona fortuna!)

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Se avrete seguito il nostro consiglio dovreste scendere dalla torre quando ormai dal pancino giungono reclami per un riempimento; l’Alsazia offre numerosi piatti tipici, la maggior parte – dolci esclusi – a base di carne, possiamo dire francamente che dal punto di vista culinario non è la patria per i vegetariani. Tra i più famosi ci sono la Chucroutte, crauti serviti con misto di carne bollita e la Tarte Flambée o Flammekueche, pasta molti sottile simile a quella della pizza, nella ricetta originale è guarnita con panna acida, cipolle e lardo. Potete trovare questi piatti in ogni ristorante, winstube (taverna), catene di fast-food, bettole e dir si voglia di Strasburgo. Ma a noi piacciono proprio le bettole, non è vero? Dove si riesce a respirare la vera essenza alsaziana, senza edulcorazioni turistiche, vero? Bè, se è cosi ho il posto giusto per voi! In Rue des Veaux si trova il ristorante birreria Au Brasseur, il locale offre nel periodo estivo anche la possibilità di sedersi all’aperto, ma non fatelo! Entrate, sforzatevi di non perdere la pazienza, placcate il primo cameriere che trovate – vi avverto non sarà facile – e chiedete un tavolo nella Cave, la taverna. Il locale per tutto il weekend organizza gratuitamente un piano bar nella taverna interna, i concerti iniziano sempre verso le 9.30 e ospitano band più o meno emergenti della realtà cittadina ( ok, per la verità vecchi che fanno cover), in ogni caso piacevoli e gratuiti, caldamente consigliati per iniziare la serata.

Cosa mangiare: sinceramente non mi sono mai azzardato a mangiare altro che non fosse tarte flambè, quindi non mi sbilancio in tal senso; difatti il cavallo di battaglia del locale è il piatto fisso di tarte flambée a volontà e un litro di birra a testa a 12 euro. L’idea con cui dovete affrontare questa avventura è: tanto cibo, tanta birra, tanto casino, poca qualità, coperto inesistente, servizio scadente. Se entrerete nell’ottica vi piacerà, ve lo assicuro! In alternativa ci sono tutti i fast-food di sorta concentrati prevalentemente in Rue de Frères, direttamente dietro la cattedrale, degno di nota un piccolo locale in piazza Saint Etienne che fa pasta da asporto thailandese, c’ è la possibilità di scegliere il tipo di pasta, il tipo di carne, e il tipo di salsa per un totale di 5 euro ( per i più curiosi consiglio di provare la carne di canguro anche se non capisco molto cosa il canguro abbia a che fare con la Thailandia). Ristorantini vari e kebabbari si trovano invece maggiormente in Grand Rue. Rifocillati, presumo siate pronti per far serata; a Strasburgo… è strano.

Mi spiego: è la seconda città universitaria di Francia, pullula di studenti ma, possiamo dire che gli alsaziani non sono troppo espansivi ecco; sarà molto difficile uscire, conoscer gente, unirsi a loro e festeggiare, l’idea del piccolo gruppo di amici intimo e chiuso è vincente qui. A Strasburgo i giovani prediligono le feste private in casa; spesso mi è capitato di uscire e vedere pub mezzi vuoti mentre dal primo e secondo piano dello stesso edificio provenivano urla, musica e divertimento. È una città dove la movida va cercata, scovata, tutto il contrario di altre città francesi come Montpellier dove invece – vabbè, questa è un’altra storia. Fatta questa premessa, non disperate, abbiamo una lista fumante di nomi per voi. Dove cominciare… ‘na birretta e un concertino live sono ideali: in Rue du Vieux Marche aux Poissons c’ è il The Dubliners, un ottimo Irish pub, contrariamente al discorso precedente questo locale è massicciamente frequentato. Pur non essendo troppo grande si sviluppa su due piani; caratteristico all’interno, offre spesso concerti live di band inglesi o irlandesi, sono dotati di un buon menù in fatto di alcolici e cibo. Trasmettono spesso partite di calcio e rugby. Da farci un salto.

Sempre nella zona merita attenzione il Au Fût et à mesure, situato in Rue des Tonneliers, Questo bar dallo stile minimale offre una vera e propria innovazione: oltre a fare normale servizio, esiste la possibilità di acquistare una carta: caricate dentro i soldi come se fosse un bancomat e divertitevi a spillarvi autonomamente la birra nelle varie spine dislocate per il locale, ottime e differenti varietà vi aspettano. Nelle vicinanze consigliamo, in Rue de l’Ail il Bar Exile, dispone di freccette tavoli da biliardo e divani consumati, vi aspettano fiumi di birra a poco prezzo. Anche se, nel caso vogliate fare i veri radical chic un po’ alternativi ma non troppo, l’Artichaut in Grand Rue è il posto giusto.

Il “carciofo” è un locale spazioso dotato di taverna che ospita spesso concerti e mostre fotografiche, inoltre sono disponibili per la comunità giochi da tavolo per passarsi la serata tra amici; il caffè culturale più originale della città. Unico difetto alle 1.00 chiude i battenti. Il problema della precoce chiusura, a dire il vero, affligge quasi tutti i pub di Strasburgo eccetto per il Grincheux, situato in Rue du Vieux Marché aux Vins 27. Questo locale, dallo stile ricercato, offre ottimi taglieri di formaggio e salame con cui da accompagnare con un birra rossa e al primo piano un tossica sala fumatori e la possibilità di comprare in loco sigari. Ma la notte è ancora giovane no? In zona Gallia, su Quai des Pecheurs, si trovano ancorate 4 barche molto interessanti, tre propongono pub e discoteche con musica commerciale ma ce ne una che vorremmo porre alla vostra attenzione. Si tratta del Barco Latino!

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Potrete gustare squisite tapas, sul molo riccamente addobbato o direttamente sulla terrazzina della barca ma la vera sorpresa è all’interno! Temporeggiate al primo piano per gustare un ottimo cocktail, i pestati sono la specialità della casa – consiglio “Il Barco latino”, caruccio ma buono buono- una volta pronti scendete nel sotto coperta e lasciatevi investire dalla locura latina!

Una pista da ballo sotto il livello dell’acqua, aperta dalle 22 alle 4 di mattina offre electro latino, house latino e merengue. Una serata in questo locale è d’obbligo, giusto per l’originalità. L’unico problema: un caldo pazzesco.   A proposito di originalità, vicino al Barco Latino, tra i bagni pubblici e il ponte di Rue de la Pierre Large, a qualsiasi ora del giorno, con pioggia, sole, grandine, meteoriti, inondazioni, carestie ed epidemie, si trova un clochard: un uomo distinto, pulito, alla mano che offre ai passanti la possibilità di intrattenersi con lui giuocando a scacchi. È uno tosto, di quelli che ci mettono 10 /15 minuti per una mossa, quindi se siete di fretta ve lo sconsiglio ma magari, birra allamano, potrebbe essere un modo nuovo ed inusuale per passarsi una serata. Last but not least La Laiterie!

In Rue du Hohwald, un istituzione per la città, specializzato in concerti di musica dal vivo, spazia dal reggae al metal, dal punk al blues. Insomma,  abbraccia tutti i generi per non scontentare nessuno. In definitiva se nessuna di queste opzioni vi garba o se le avete sperimentate già tutte il consiglio è: munitevi di una bottiglia di buon vino o di birra, recatevi sul lungo fiume e qualcuno con una chitarra vi accoglierà volentieri a fare due chiacchiere.

Dopo questa piccolo grande parentesi notturna torniamo alla città di giorno; girovagate, girovagate il più possibile. 

Se non vi piace camminare noleggiate una bici (le bici verdi di VelHop!); se non vi piace pedalare, utilizzate il trenino che propone il giro di tutta la città; se volete cambiare prospettiva consiglio il battello sul fiume (batorama).

Qualsiasi mezzo scegliate girate scoprite questa meravigliosa città! C’è un quartiere in particolare, dal quale non si può prescindere, forse non il più bello ma sicuramente il più caratteristico: si tratta della Petit France. Antica entrata fluviale della città questo settore si distingue per tutto il complesso difensivo voluto da Luigi XIV – sì, sempre quello del sole – la settecentesca Barrage Vauban, le torri difensive, i boccaporti per i cannoni e per tutte le abitazioni in graticcio che in estate si colorano di rossi gerani ( sembra di essere in Trentino).

In epoca medievale questo luogo ospitava la maggior parte delle botteghe degli artigiani; camminate per queste viuzze lentamente, cercando di assaporare il più possibile l’eco del tempo passato, bevetevi qualcosa (sconsiglio ampiamente il caffè), gustate un gelato mentre la chiusa fa passare il battello e poi incamminatevi sul lungo fiume cercando di godere a pieno della serenità che questo luogo è capace di trasmettere.

Se vi sentite artisticamente ispirati vi consigliamo una capatina al Musée d’art Modern et contemporanea: degno di nota anche solo per l’avveniristica struttura, questo museo si caratterizza per due mostre fisse d’arte e altrettante per temporanee. Assolutamente piacevole; inoltre dal bar la vista su Strasburgo è, come dire, notevole.   Piccola nota riguardo a tutti i musei: la prima domenica del mese l’entrata è gratuita, quindi approfittatene! Trovate tutte le informazioni e una pratica lista dei musei all’ufficio turistico situato in Place de la Cathédrale.

Esemplare del dualismo alsaziano è Place de la République: alle due estremità di questa piacevole e ordinata macchia verde sorgono due palazzi eretti rispettivamente nel periodo francese e durante il controllo tedesco.

Quest’ultimo, ispirato al gusto prussiano di fine ottocento, presenta ancora la caratteristica Aquila. Silenziosi testimoni di un passato che perdura nel presente. Simbolicamente al centro della piazza si trova il monumento ai caduti. Una madre sorregge piangete le spoglie di due figli, due come le nazioni in questa città.

La scritta dice “Aux nos morts” e non “Aux morts pour la patrie” perché molti alsaziani furono arruolati di forza nell’esercito tedesco. Dualismo che ha portato Strasburgo a ricoprire il ruolo di capitale d’Europa assieme alla già citata Bruxelles. Tappa obbligata quindi il quartiere europeo, situato a nord est della città ospita il la Corte europea dei diritto dell’uomo e del cittadino, il Consiglio d’Europa e il Parlamento europeo. Quest’ultimo è ospitato all’interno di un eccezionale struttura circolare, connubio di vetro e acciaio colorata dalla presenza di tutte le bandiere dell‘unione. Il consiglio è sempre quello: andateci al calar de sole per godere al meglio dei meravigliosi riflessi che si producono sulla sua facciata.

Consigliamo il ritorno in centro per Allée de la Robertsau; su questo viale si affacciano graziosi villette in stile Liberty che ospitano la sede di molti consolati esteri spesso decorati con i drappi delle rispettive nazioni, caratteristico nel suo genere!

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Dove dormire? 

Come al solito consiglio l’esperienza del Couchsurfing, ma in ogni caso un po’ fuori dalla città, raggiungibile in tram c’è un campeggio Camping de la Montagne Verte (2 Rue Robert Forre) non brilla per attrezzature ma neanche per i prezzi smodati quindi mi sento di consigliarlo, l’ unica nota: se dormite in tenda occhio alle nutrie, questi strani incroci tra pantegane e criceti abbondando nei canali di Strasburgo e si divertono molto ad intrattenere i clienti del camping specialmente in presenza di cibo.

Situato presso le Jardin des deux rives si trova invece l’ostello della gioventù, lo segnalo anche se non mai avuto modo di testarlo. La zona è molto carina, si tratta di un parco che si estende su entrambe le rive del Reno a indicare ancora una volta la rinata amicizia franco- tedesca. Le due sponde sono unite attraverso un moderno ponte pedonale, l’unico difetto è forse la lontananza dal centro città: circa 6 chilometri, servito dalla linea di autobus 2.

Se invece esigete la comodità senza però voler spender troppo consiglio due Hotel: Nid de les Cicognes, attaccato alla stazione e dotato di parcheggio gratuito. ancor più centrale, che di più si muore Etc..7 Rue de la Chaîne entrambi offrono camere ad una ventina di euro a testa. Scordatevi però gli ampi spazi.

Tre giorni sono più che sufficienti per questa piccola grande città che sicuramente non vi lascerà indifferenti.

Una realtà continuamente in bilico, che ha trasformato questo “bilico” in una forte identità, esempio concreto di un’Europa forse ancora troppo chiusa nei suoi palazzi ed istituzioni.

Testo di Andrea Macchioni

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