La mia prima settimana in Irlanda: vivere a Dublino e lavorare da LinkedIn

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Il 24 giugno 2017 è (ri)cominciata la mia avventura irlandese.

Esattamente sei anni e quattro giorni prima mi trasferivo a Cork per fare la ragazza alla pari nell’estate tra la quarta e la quinta. (Potete leggere tutto qui)

La meta questa volta è stata Dublino. Non ho avuto tantissimo tempo per prepararmi. Ho firmato il contratto i primi di giugno e mi sono avventurata verso l’isola verde in meno di tre settimane da quella data.

Se qualche mese fa mi avessero chiesto quale sarebbe stata la prossima meta, non avrei mai creduto che sarei tornata in Irlanda. Non così presto almeno. Ero orientata su Berlino e Londra, entrambe città dove ho già vissuto.

Tornare in Irlanda mi spaventava e non poco. Ho sempre detto che l’Irlanda era il posto in cui mi sentivo a casa dopo quei tre mesi nel 2011 che hanno segnato il cambio più grande della mia vita. È lì che sono cominciati i miei viaggi.

L’Irlanda ha definito la persona che sono oggi.

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Chi l’avrebbe mai detto che sarei tornata a vivere in Irlanda?

Mi sono trasferita in Irlanda perché ho ricevuto la grandiosa opportunità di lavorare per LinkedIn, un social network che collega i professionisti di tutto il mondo. La possibilità di far parte di una realtà che contribuisce a rendere il mondo un posto migliore, garantendo a tutti migliaia di opportunità, mi fa sentire estremamente grata nei confronti di una vita che mi ha dato così tanto da farmi sentire inadatta.

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Questa foto è stata scattata alla fine dell’Introduction, un percorso di due giorni che ha lo scopo di formarti all’esperienza culturale di LinkedIn. 

Durante la settimana ho avuto modo di essere coinvolta in tantissime attività, dentro e fuori il lavoro. Sette giorni dal mio arrivo e mi sento completamente integrata. È come se fossi qui già da un paio di mesi.

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Non c’è stato alcun pianto, nostalgia.

La vita è bella.

Non potrei essere più felice di vivere la vita che sto già vivendo. 

E così giro per le strade di Dublino. Ho camminato per almeno cento chilometri nell’ultima settimana. Non ho mai preso un bus o una bicicletta. Cammino per le sue strade, mi perdo e mi ritrovo. La pioggerellina irlandese mi bagna il viso e sorrido. Sto finalmente bene. Ho ricominciato a respirare.

Non so se vi siete mai sentiti intrappolati in una vita che non sentite vostra. Ecco, questo è stato il mio ultimo anno. Gli ultimi dieci mesi che ho trascorso in Italia. La colpa non era di dove mi trovavo, ma di come vivevo tutta la realtà attorno a me.

Non siamo fatti per accettare niente che non ci renda estremamente felici.

A me è capitato di farlo. Mi butto a capofitto nelle situazioni, nelle persone, nelle mie vite parallele in altri paesi. Poi, mi ci infilo, mi ci incastro e resto così incastrata da non riuscire a slegarmi. Vorrei essere costante e coerente alle decisioni prese di pancia. A volte però serve accettare che le situazioni cambiano, così come le persone.

Mi sono perdonata per non essere stata felice a Roma. Non era il mio posto.

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Ho lasciato l’Italia a tempo indeterminato. Mi sveglio ogni mattina e penso: “oggi è il primo giorno del resto della mia vita. Cosa posso fare, se non cercare di essere estremamente soddisfatta e felice?“.

E io qui sono felice.

Lasciatemi in Irlanda, con il suo accento forte e i capelli rossi. Riconoscibile da tutti perché saremo sempre irriconoscibili agli occhi di chi ci conosce da sempre. Con il suo cielo sbiadito e le sue persone accese. Le vite colorate come le porte che fotografo e le strade in cui mi perdo e mi ritrovo. I gabbiani che sorvegliano la città, il vento e l’aria di mare nonostante non abbia fatto caldo nemmeno un giorno.

E ora un consiglio: non smettete mai di mettervi in gioco, di cercare quello che manca. Io ci  ho messo sei anni a tornare a casa. Ci vuole tempo. Ci vorranno errori, persone sbagliate e situazioni che vi metteranno in difficoltà. La strada giusta non è mai quella facile da prendere e, per quanto possa suonare ridondante, ci saranno ostacoli e scelte che non sarà facile fare.

Ma ne varrà la pena.

Erica Isotta Surace

 

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. vogliounviaggio ha detto:

    Che meraviglia, le tue parole danno speranza! In bocca al lupo per tutto 🙂

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  2. Elena ha detto:

    Ciao, io ora mo sto laureando (triennale) e vorrei trovare un lavoro all’estero e la mia meta, essendoci già stata, vorrei che fosse dublino. Come hai fatto, se posso sapere, a trovare lavoro li?
    Grazie.
    Il tuo blog è bellissimo.

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    1. IsottaS ha detto:

      Ciao Elena, scrivimi pure una mail a erica@quandotorni.com e ne parliamo meglio 🙂

      Mi piace

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