Erasmus ad Amsterdam: “È fatta d’acqua, di case meravigliose, ponti, biciclette, ma soprattutto di persone.”

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Il sogno di ogni studente è partire per l’Erasmus, o almeno era il mio, un’opportunità che capita una sola volta nella vita, ma più unica che rara. Ti ritrovi catapultato in una realtà a te completamente ignota e sei solo con te stesso, ti metti alla prova.

Io l’ho fatto in Olanda, ad Amsterdam. Noto come il “paese dei balocchi”, ma anche del progresso e della modernità, ci ho vissuto sei mesi, troppo pochi.

Amsterdam è sempre immersa nel caos più totale, un andirivieni di turisti gingillanti e lavoratori incravattati. Gli olandesi hanno capito tutto: staccano verso le 18.30-19.00 e, insieme ai turisti, si riversano nei bar, nei coffeeshop e nei ristoranti (per lo più italiani), a disquisire su come sia andata a lavoro, su dove proseguire la serata, su quale erba fumare.

Ma gli olandesi si camuffano ad Amsterdam, quasi non li vedi, di tutte le persone che incontravo due su cinque erano della stessa nazionalità: ecco il privilegio di questa città, un multiculturalismo dilagante che quasi nasconde la gente locale.

Una volta arrivato trascorsi i primi dieci giorni completamente solo, la mattina sceglievo l’itinerario, saltavo sulla bicicletta e vagavo per la città, chiacchieravo, mi confrontavo, conoscevo gente, persone molto originali, ma mai così interessanti.

E’ noto che il pezzo forte della città è quel groviglio di canali che inonda d’acqua il centro storico, da Centraal Station alla sede della School of Law della University of Amsterdam, passando per il lussurioso Red Light District e per la celebre piazza Dam. Ma vivendo lì scopri che la città ha molto di meglio da offrire, ad esempio i parchi, dal famoso Vondel fino al marino Flevopark e un po’ in periferia, l’immenso Sloterpark, a West, con il suo lago e il suo yatch club.

Amsterdam è fatta d’acqua, di case meravigliose, ponti, biciclette, ma soprattutto di persone.

Ecco l’attrazione più grande, la gente, di ogni tipo e da ogni parte del mondo: ti aprono la mente, ti insegnano a vivere, sono curiosi, non hanno pregiudizi.

Amsterdam ti accoglie, ti ospita, ma devi stare al passo, al suo passo che oscilla tra una frenetica vita universitaria e una notte senza regole, dove si perde ogni inibizione.

Io frequentavo la Universiteit van Amsterdam, fanno una triennale in diritto olandese, poi Master in Diritto Europeo. L’università è molto dura, più che in Italia, ma la didattica è ottima e i servizi allo studente pure, basta scegliere bene gli esami e non ridursi all’ultimo, ovviamente richiedono un ottimo inglese per accedere.

Consiglio di prendere casa non troppo in centro, costano molto e si è immersi nel caos, per esempio si prestano bene i quartieri de Pijp, Oost oppure West, tutti molto belli e lontani dalla massa dei turisti. Personalmente ho vissuto a West, allo Student Hotel, una residenza privata con ottimi servizi e staff sempre disponibile, abbiamo fatto gruppo, un’esperienza unica. Gli affitti sono abbastanza alti, si va dai 600 in su, e scordatevi l’ascensore.

Inutile parlare della vita notturna, ce n’è per tutti i gusti, ma consiglio le serate poco pubblicizzate, usate www.iamsterdam.com, di sera evitate la Redlight.

Amsterdam è il cuore dell’Olanda, ma spostatevi per scoprire altre realtà, più olandesi e meno europee: Rotterdam, Utrecht o L’Aia.

Ecco in breve l’essenza di una delle città più frequentate d’Europa, centro dell’ Olanda, il primo paese ad eleggere un parlamento democraticamente, ma che ha ancora un sovrano, re Alexander, festeggiato il 30 Aprile, il famoso King’s Day, quando tutto si colora di arancione.

L’Olanda è un paese che si è concesso tutto, un paese moderno, un paese che funziona.

Non ho scelto questa meta, o meglio non era la mia prima opzione, ma ne è valsa la pena. In Erasmus si è diversi, si torna diversi, quando ci ripensi ti vengono i brividi. Il mio consiglio è soltanto uno: partite, il dove è relativo, non vi fissate, ma partite!

Amsterdam ti avvolge, ti risucchia nel suo caos e nella sua filosofia, ti plasma; quando ritorni ti manca, ma ti rimane dentro: I Amsterdam!

Testo di Paolo Roberto Amendola

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