Bologna con i miei occhi

 Ci siamo amate al primo istante.

Sarà che siamo entrambe ribelli e goliardiche. O perché siamo entrambe dinamiche e riusciamo ad adattarci alle diversità.

Ma nell’istante in cui sono scesa dal treno e mi sono diretta verso piazza VII agosto ho capito che quello era il mio posto, la mia casa, la mia città.

Non l’ho visitata da turista, ma l’ho scoperta pian piano, come si fa con i grandi amori, senza mai darla per scontata.

Mi sono persa per il ghetto ebraico, osservando quelle viuzze strette e labirintiche. Stupendomi davanti ai ponti coperti.

Ho bevuto il tè e mangiato pasticcini alla cannella al Naama Cafè, ma non solo: ho assaporato il gelato al caffè della Galleria 49 passeggiando a fine estate al Parco della Montagnola osservando la vita di una città che non finisce mai di stupirmi.

Ho bevuto un caffè al Palazzo Fava dopo aver visitato la mostra di Eward Hopper. Ma ciò che adoro di più è passeggiare di sera per le vie del centro, il quale grazie agli artisti di strada e a tutte le manifestazioni che regolarmente si svolgono, crea una sorta di magia, difficile da spiegare, ma che ti fa brillare gli occhi e accendere il sorriso.

Il mio spirito vagabondo mi impedisce di rimanere a lungo in una città, ma almeno una volta all’anno ci torno, sicura che mi darà l’energia per affrontare una nuova avventura, un nuovo viaggio.

Testo di Lisa Guerra

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