Allenarsi in Thailandia: La Muay Thai A Bangkok

Dopo più di 6 mesi in Italia passati senza praticare alcuno sport, a parte le biciclettate di 20 minuti tra le vie cittadine e le nuotate nel lago di Garda da vero bagnante amatoriale, è ironico arrivare in Thailandia, con 30 gradi e umidità all’80%, il sudore che imperla la fronte dopo 10 minuti di camminata, e pensare “E’ tempo di fare dello sport serio”.

Però è stato così.

Per qualche strana ragione mi è tornata la voglia di muovermi e faticare all’aria aperta, perdere quel chiletto in più, sentirmi stanco ma soddisfatto, scaricare le tensioni. E non temere l’effetto Mr. Maglietta Bagnata tropical version (uguale ad entrare vestiti in doccia) per il caldo.

E allora che fare? Palestra e pesi? Nah. Piscina? Nah, forse ogni tanto. Correre? Rischio di perdere la vita per il traffico. Sport di squadra? Troppo impegno in una sola settimana. Che si può fare quindi qui in Thailandia?

Due parole arrivano, assertive: Muay Thai.

Muay Thai? Ma se non voglio far male ad una mosca. Gli anni di rugby mi hanno insegnato a prendere botte e stringere i denti, ma prendersi a cartoni è qualcosa di diverso. E poi che ne so io di Muay Thai, cazzotti, nasi rotti. Mah. Neanche video di combattimenti su youtube guardo per paura di vedere sangue zampillare e ossa rotte. Hmmm.

Non importa” mi ha detto una ragazza thailandese incontrata ad una cena di amici. Più giovane e tarchiata di me, bassetta, con un livido sullo stinco. “Vieni e prova, non devi per forza fare incontri veri”. Che fare, che non fare. Andiamo.

Mankong Phranai Muay Thai è il nome della palestra in cui mi porta la ragazza. Costruita in un garage attaccato alla casa in cui vivono due dei maestri (la tradizione vorrebbe anche che i combattenti dormano nella palestra). A Bangkok si trovano molte di queste realtà più o meno nascoste (Tiger Muay Thai, Kombat Group Pattaya, Fairtex Bangkok, and Rawai Muay Thai), tutte molto attive e, anzi, che a volte fanno fatica a star dietro alla domanda crescente.

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I maestri parlano molto poco l’inglese, nonostante la maggior parte delle persone che frequentano la palestra sono stranieri (Europei, Australiani e Statunitensi, molte ragazze). Sono comunque molto bravi ad impostare i movimenti mostrando le posizioni e sequenze corrette, e simpatici (ridono di un mingherlino come me che non sa fasciarsi le mani prima di mettersi i guantoni e che suda per tre persone). Sono probabilmente abituati agli stranieri che vogliono provare la Muay Thai, in proporzione gran pochi thailandesi la praticano.

La Muay Thai consiste nel “darsele” a vicenda usando non solo pugni, ma anche calci, gomitate e ginocchiate: totale, 8 punti di contatto. Le combinazioni di movimenti sono complesse nella tecnica e se ne contano più di 60. Ovviamente, a meno che uno/una voglia fare combattimenti seri, si possono usare protezioni negli allenamenti o addirittura avere un trainer con cuscinoni addosso che dà comandi su come e cosa colpire, e che se le “prende” e basta (io preferisco quest’ultima modalità).

Ok ok, il combattimento può essere violento e spietato, ma l’atmosfera che si respira in palestra è tuttaltro che negativa. Quasi tutti i frequentatori non vengono per combattere, ma per avere quell’ora o due di esercizio intenso, fatto di salto della corda stile Rocky, corsa, fasi di tecnica, 4 round di finto incontro, pesi, addominali, flessioni.

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Il programma di allenamento di solito prevede

  • 500 salti con corda spessa
  • 10 minuti di corsa
  • Stretching
  • 5 sessioni da 4 minuti di tecnica (posizionamento, combo ecc.)
  • 4 sessioni da 4 minuti di combattimento con maestro
  • 30 minuti di esercizi (esplosività al sacco, flessioni, pesi, addominali)
  • Stretching finale

La cosa bella è che di solito anche gli allievi della palestra più esperti aiutano i nuovi arrivati, vi è quindi un’energia molto positiva. E quindi, nonostante il primo allenamento si sia rivelato una mazzata (i mesi di inattività li ho sentiti tutti), sono tornato ad allenarmi un paio di volte a settimana da due mesi ora.

La muay thai è stata finora velocità, la velocità potente, quella che spezza, il fiato e l’avversario. E’ consapevolezza del proprio corpo, la sua posizione, la posizione dell’avversario, dei movimenti da fare e della tecnica da utilizzare per essere il più precisi e potenti possibili. E’ anche rispetto verso il maestro, che ha bisogno di molta energia per contrastare i colpi durante l’allenamento, per insegnare i movimenti e per portare pazienza con inesperti come me.

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Se pensate che 400 baht (poco più di dieci Euro) per una sessione di due ore siano molte, provate ad osservare cosa vuol dire seguire una persona per quel tempo, assisterla e motivarla. Un lavoraccio.

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Che dire. Una scoperta. Mi sento come quando avevo 6 anni e ho confessato ai miei che non volevo giocare a calcio, ma che avrei iniziato ad allenarmi a rugby. Io, magretto, naive, un bravo bambino. E invece poi ho continuato a giocare per 10 anni. Non so se la stessa passione nascerà anche per la Muay Thai (è uno sport duro e comunque per fare combattimenti bisogna accettare di doversi fare male), ma è LO sport che consiglierei a tutti di provare qui in Thailandia, su base regolare, meglio se ci si va con qualcun’altro.

Aiuta la concentrazione, aumenta la muscolatura in poco tempo senza far diventare un body builder, e ti fa sentire BENE perché è completo.

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