Come Trovare Lavoro in Turchia

Inizio in modo brusco, ma realistico. Trovare lavoro qui non è facile. Non perché non ci sia ma perché si è stranieri. Per trovare un buon lavoro qui, l’inglese non è sufficiente. Pensare che lo sia vuol dire illudersi.

Ora che sono stata sufficientemente diretta con le idee principali, posso esprimere un pensiero più articolato e giustificare queste affermazioni.

Quali sono i lavori per un italiano

Innanzitutto un italiano deve chiedersi: in che campo posso essere utile, a prescindere dalla mia professionalità? In che campo preferirebbero un italiano invece di un turco? È una domanda forse scomoda ma necessaria, perché qui la regolamentazione dei lavoratori stranieri è molto ferrea. Per ogni cinque lavoratori turchi può esserci un lavoratore straniero e deve essere giustificata la ragione per cui viene preferito uno straniero ad un turco a pari competenze. Non è quindi semplice, ma se si punta su settori in cui si può fare la differenza le opportunità di avere un contratto aumentano. Quali sono questi settori? Semplificando, tre:

1) aziende italiane

2) insegnamento della lingua italiana

3) turismo

Escludo volontariamente tutte le opportunità previste dalle istituzioni (es. lavori impiegatizi previsti dal consolato, ambasciata, centri culturali) perché prevedono un requisito minimo di residenza di alcuni anni sul territorio turco.

Pertanto sono tre i canali percorribili, anche se il settore turistico ha subito un fortissimo calo dovuto alle condizioni dello scorso anno, per cui le opportunità sono attualmente molto minori rispetto al passato.

Le aziende italiane in Turchia sono circa una cinquantina. La conoscenza dell’italiano può rivelarsi vincente perché si possono intrattenere le relazioni con la sede italiana, ma non è da sottovalutare la competizione turca su questo: esistono molti turchi, specialmente a Istanbul, che conoscono l’italiano e possono quindi ricoprire queste posizioni. In generale, per la vita in ufficio, il turco è necessario, quindi anche dove non richiesto espressamente costituisce requisito preferenziale.

L’insegnamento della lingua è forse il settore più utile per coloro che stanno cercando una prima esperienza lavorativa, perché spesso la non conoscenza del turco è un plus, nel momento in cui costringe gli studenti a comunicare in inglese o in italiano, anche se a lungo andare la conoscenza del turco si rivela necessaria per accedere a stipendi e posizioni migliori, dato che a quel punto si può accedere anche a platee di principianti assoluti.

Come trovarlo

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I canali preferenziali per la ricerca di lavoro sono due: i portali su internet (es. Kariyer.net) e i social network. Molte sono le opportunità veicolate dalle piccole realtà sul social network e la referenza è sempre una buona cosa. Essere amico di un amico può essere l’elemento decisivo per essere scelti. Le grandi realtà preferiscono pubblicizzare le opportunità professionali su portali a pagamento come kariyer.net che possono raggiungere un numero enorme di CV.

Come presentarsi

La modalità classica della presentazione del CV è sicuramente da preferire, consegnandolo magari di persona avendo così modo di lasciare una prima impressione anche a pelle. I turchi su questo non si formalizzano eccessivamente, quindi un contatto di persona può solo aggiungere alla propria ricerca, non togliere. Da non dimenticare sono le referenze nel CV da parte di qualcuno che possa essere di riferimento per il vostro percorso accademico e professionale precedente. Non è una formalità, è spesso uno strumento utilizzato per sapere qualcosa in più del candidato, per avere un’impressione da chi vi ha incontrato prima del nuovo futuro datore di lavoro.

Il lavoro ad Izmit

Qui ad Izmit le opportunità non mancano: ci sono alcune aziende italiane presenti in questa zona, non solo ad Izmit ma anche a Gebze e in quartieri non lontani di Istanbul. Ci sono molte scuole di lingua, perché molti sono gli studenti stranieri in scambio all’università di Kocaeli e alta è la richiesta di corsi di lingua inglese per migliorare l’appetibilità del proprio CV.

La zona è strategica per le aziende, essendo un polo industriale, e per l’insegnamento. Lo è meno per il turismo, anche se la distanza da Istanbul non è abissale. La zona dell’Egeo e del Mediterraneo, Izmir, Antalya, la zona del mar Nero, la Cappadocia e Istanbul sono le mete preferite per il turismo e di conseguenza per professioni del settore turistico, anche se molti posti di lavoro sono andai persi nell’ultimo anno.

Spero con queste parole di aver dato una panoramica quanto più realistica della situazione ma di non aver spento gli entusiasmi, perché se l’intenzione di trovare lavoro qui c’è non sarà certo il realismo a smorzarla. Anzi, aiuterà a fare le scelte giuste e a non perdere tempo su opportunità senza futuro.

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Testo di Silvia Dario

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