Itinerario di Tre Giorni in Turchia: Izmit e il Nord-Est

Dire che vivo in una posizione molto fortunata è poco. İzmit, la città in cui mi trovo, non è particolarmente turistica né attraente. È un luogo di lavoro e, come dicono alcuni miei colleghi, è un posto in cui la gente pensa solo a lavorare, sorride poco e piove spesso. Sulla base della mia esperienza finora, per me è vera solo l’ulima affermazione. Nonostante questoö io la trovo un posto molto interessante per le opportunità di lavoro, per i servizi e, come detto in apertura, per la posizione.

WP_20170216_18_09_54_Pro.jpg

Izmit si trova in una posizione strategica nella zona nord-occidentale della Turchia (parte asiatica). È la vecchia Nicomedia, a mezz’oretta da Kartepe, una zona montuosa conosciuta per le stazioni sciisticheö e a 10 minuti dal mare di Marmara. È una zona principalmente industriale, ma può essere il baricentro strategico per trascorrere tre giorni low-cost alla scoperta di queste zone…provo a immaginarlo per voi:

Giorno 1:

– Arrivo all’aeroporto di Istanbul Sabiha Gökçen con un volo da una delle principali città italiane. Nonostante negli ultimi mesi alcune destinazioni siano state cancellate (tra cui Genova e Venezia) e indirizzate sul primo aeroporto di Istanbul, Atatürk, sono ancora molti i voli giornalieri dall’Italia. Per un italiano deciso a partire, non ci sono spese per visti o impedimenti burocratici particolari, quindi anche un volo last-minute è facilmente accessibile.

– spostamento dall’aeroporto a İzmit con la corriera, la cuı stazione è molto vicina al centro della città e alloggio in uno degli hotel due stelle del centro. La strategia migliore per visitare quest’area della Turchia è utilizzare le corriere per i lunghi spostamenti e il dolmuş per quelli brevi, se non si ha una macchina a disposizione.

È preferibile lasciar perdere il treno, perché è un servizio non particolarmente sviluppato. Sono previsti nuovi investimenti su questa tipologia di trasporto, ma al momento i collegamenti non sono soddisfacenti. L’alternativa è una macchina a noleggio, che risulta molto conveniente se si ha la tariffa Vodafone RED (tra il 30 e il 50% di sconto sulla tariffa base), ma l’unica difficoltà può essere il vivace (è un eufemismo) traffico turco, solo per stomaci forti.

Giorno 2:

– partenza per Nicea (İznik) e pernottamento a Bursa

Oltre ad essere un luogo di importanza storica, Nicea è molto, molto bella. La città è circondata dalle mura e ha molti luoghi storici da visitare, come le rovine della chiesa di Santa Sofia e la moschea verde…un posto incredibile in un contesto molto suggestivo. Non richiede moltissimo tempo, quindi già nel tardo pomeriggio si può programmare lo spostamento a Bursa e organizzare la cena con un un buon iskender: carne di agnello tagliata a straccetti, pane pida a cubetti, yogurt, salsa di pomodoro e burro fuso, con pomodoro e peperoncino verde come accompagnamento sono forse uno dei piatti più gustosi e soddisfacenti della cucina turca.

bursa kebapcisi izmit.jpeg

Giorno 3:

– visita di Bursa e ritorno in Italia

Per tutti, Bursa è famosa per le sete, il verde del suo centro e le acque termali del monte Uludağ, famosa stazione di sport invernali. Per me è famosa solo per l’iskender, per le bibite a marca Uludağ e per essere la città natale di tante belle persone che conosco, ma ovviamente non è solo questo. È una città che ha sicuramente bisogno di più di un giorno per essere scoperta nel suo profondo, ma una giornata può essere sufficiente per avere un’ottima prima impressione.

efe tur.jpeg

Facendo un po’ di conti per tre giorni…in euro:

  •  volo a/r: 130 euro
  • alloggio: 50 euro
  • cibo: 20 euro
  • trasporti: 30 euro

In questi calcoli ovviamente gioca a favore il cambio attuale, di quasi uno a quattro con l’euro, che permette ad una europeo di spendere veramente poco per visitare in queste zone e magari di concedersi qualche sfizio in più rispetto ad un tradizionale viaggetto low-cost. In generale i prezzi non sono alti, in particolare per mangiare, specialmente se la propria moneta è l’euro o il dollaro. Gioca a sfavore, invece, il fatto che il concetto di ostello non per niente diffuso al di fuori di Istanbul, ma se si hanno amici faranno a gara ad ospitarvi e sarà un piacere ricambiare con un bel vassoio di baklava.

Penso che la soluzione migliore nel rapporto qualità-prezzo sia organizzare una visita un po’ più lunga di tre giorni, anche se questi sono sufficienti, in modo da ammortizzare meglio le spese. Uno dei consigli che mi sento di dare è di provare molti dei cibi da strada (eccetto le cozze al limone) e di sperimentare i diversi cibi in catene locali, tra le tantissime mi viene in mente Tatlises Lahmacun, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Cosa aspettate per lanciarvi in questa nuova avventura? Sta arrivando la primavera, che insieme all’autunno è uno dei periodo migliori per visitare queste zone senza morire assiderati o cotti ad alte temperature…provare per credere!

Testo di Silvia Dario

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...