Tre mesi in Cina a costo zero: come fare

Sono sempre stata abituata a viaggiare. Sin da quando ero piccola, la mia famiglia alternava estati in Grecia a vacanze di Natale nelle varie città d’arte europee. A pochi anni assaggiavo già culture diverse e mi sporgevo dalle piccole finestre che i miei genitori mi avevano aperto sul mondo. Presto, ho iniziato a scalpitare per poter andare oltre e per riuscire a realizzare i miei piccoli ma ambiziosi obiettivi di esperienze all’estero. Uno dei viaggi che ha richiesto una grandissima dose di coraggio è stato quello in Cina, in cui ho trascorso due dei mesi più intensi della mia vita. Il coraggio, però, non è stata l’unica cosa che è servita. Certe esperienze non si comprano al supermercato e non si organizzano facilmente. Tuttavia, sono totalmente accessibili a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, anche dal punto di vista meramente economico. In effetti, la mia estate a Pechino è stata praticamente a costo zero. Come ho fatto? Ora ve lo spiego.

In principio, la mia idea era quella di partire per qualche paese europeo come ragazza alla pari. Durante le mie ricerche, mi sono accorta della grandissima richiesta che c’era da parte di molte famiglie cinesi. Inizialmente ero molto riluttante. Leggevo recensioni terribili di ragazze che si erano trovate in case di una stanza sola, sfruttate principalmente per svolgere le mansioni domestiche. La Cina era assolutamente off-limits per me.  Un giorno però, ho ricevuto una mail da una donna cinese che aveva visto il mio profilo su un sito per la ricerca di famiglie ospitanti. In questa mail, mi è stato spiegato che loro non cercavano esattamente una ragazza alla pari, ma piuttosto un’insegnante di inglese che potesse, tramite attività ricreative, introdurre il figlio di pochi anni alla lingua ed aiutarlo a prendere dimestichezza. Loro non richiedevano nessun tipo di prestazione di baby-sitting o mansioni in casa, dato che avevano già una tata e una domestica fisse. Mi ha informato che, in realtà, loro si stavano appoggiando ad un’organizzazione specifica e mi ha chiesto di mettermi in contatto direttamente con loro per rendere tutto il più formale e controllato possibile.  

E’ stato lì che ho conosciuto la HHS International Cultural Exchange Center, un’organizzazione che si occupa di mettere in contatto famiglie benestanti cinesi con ragazze e ragazzi occidentali con un buon livello di inglese, per offrire una esperienza di scambio linguistico e culturale. Trattandosi tendenzialmente di famiglie ricche con aiuto fisso in casa, l’organizzazione è sicura che i ragazzi non verranno sfruttati per altre mansioni durante il loro soggiorno, che deve essere di minimo 3 mesi, salvo eccezioni. Ai partecipanti è garantito un pagamento mensile di 1000 RMB (circa 140 EUR con un però molto più grande potere d’acquisto), vitto e alloggio con camera individuale e un corso di cinese per tutto il soggiorno; i ragazzi devono farsi carico della quota di partecipazione (circa 200 EUR) e del volo, che però verrà poi parzialmente o interamente rimborsato, a seconda della durata del programma. Il primo passo consiste in un colloquio via Skype in cui viene presa in considerazione la persona, il suo percorso e il suo livello di inglese. Si parla delle esperienze passate con i bambini e si valuta l’apertura mentale del candidato.

Con l’esito positivo del colloquio, si selezionano una serie di famiglie che si adattano al profilo e, una volta ottenuta l’approvazione da entrambi le parte, si procede con le questioni più burocratiche (visto, acquisto del biglietto, pagamento della quota di partecipazione, firma del contratto…).

Tutto l’iter è monitorato da un Personal Local Coach Coordinator che viene selezionato appositamente per ogni candidato che fungerà da punto di riferimento sia per la famiglia che per il partecipante, oltre a che da tramite e mediatore per agevolare la comunicazione che, molto spesso, può essere molto difficoltosa. Già i primi giorni del soggiorno viene definito insieme un programma lavorativo, con orari definiti e obiettivi in concomitanza con impegni della famiglia e lezioni di cinese.

Il resto del tempo, i ragazzi sono liberi di gestirsi come meglio credono e di partecipare alle varie attività organizzate dall’associazione. Inoltre, è previsto che, ogni mese, la famiglia compili una valutazione del lavoro svolto e del comportamento in casa. In caso di punteggio massimo, il partecipante riceverà un bonus in denaro.

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La mia esperienza in Cina, in conclusione, non è stata solo una incredibile esperienza di vita, ma anche una vera e propria esperienza professionale. Il mondo in cui viviamo ci offre mille occasioni che spesso non vediamo, o che percepiamo molto più lontane di quello che poi in realtà sono: Pechino è dietro l’angolo, alla fine. Il denaro, in alcuni casi, è assolutamente relativo. Molto spesso, alla fine, tutto quello che serve è una connessione internet, tanta voglia di fare e una bella dose di tempismo.

Testo di Vittoria Alaska Calderara

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