Sei mai partita per raggiungere qualcuno che ti aspettava? 

Mi capita spesso di ricevere messaggi di domande, consigli o semplicemente di chi cerca qualcuno con cui sfogarsi, qualcuno a cui raccontare.

Ieri stavo parlando con un ragazzo che mi ha chiesto quale è stato il motivo che mi ha spinto a partire. 
Ci ho dovuto riflettere, non è stato facile dare una risposta razionale per spiegare qualcosa che per me è spontaneo, normale come respirare. 

Chiariamoci: è come se voi foste delle persone mattiniere, piuttosto che gufi notturni, e qualcuno vi chiedesse perché lo siete. 

Logicamente si possono trovare delle risposte. Come “mi sveglio con la luce del sole”, o anche “di notte sono più produttivo”. Purtroppo, però, come si fa a dare una risposta così secca, così fredda, così ragionata quando partire per me è tutto il contrario? 

Non nego, però, che questa domanda mi abbia posto di fronte ad una serie di domande, quindi proverò a rispondere.

Perché parti? Perché parto, quindi?

Parto perché sono curiosa, lo sono da quando ero bambina e ho sempre fatto più domande del dovuto. Perché il cielo è blu? 
Non ho mai chiesto solo il come e questo forse spiega perché non sono mai diventata ingegnere. Ho sempre chiesto il come mai, il perché. 

Ho sempre cercato la ragione delle cose. 

Arriva successivamente un’età in cui i perché sul mondo vengono soppiantati da quelli sull’io. Esatto, l’adolescenza. A quindici anni non riuscivo a credere che il mio mondo fosse tutto lì: gli amici, il bar, le uscite e le verifiche del liceo. Il mio mondo non poteva essere tutto lì. Mi avevano promesso che se avessi sognato abbastanza in grande, avrei vissuto una vita fuori da ogni schema, una vita più piena, più felice. 

Avevo fame e il mondo è stato il mio buffet. 

Ho preso tantissimi voli, treni e bus. Mi sono persa in così tante città che uno penserebbe io sia stupida per non aver sviluppato un senso dell’orientamento più raffinato in tutti questi anni di viaggi. 

Mi sono persa, ma non ho mai perso. 

Sono partita per amore del viaggio e solo questo. Non mi sono mai fermata, neanche quando avrei dovuto. 

In un mondo dove un viaggio spontaneo a Malta e uno pianificato in due settimane per andare in Perù sono la normalità la vera sfida diventa restare e penso che sarà proprio quello che proverò a fare. 

Non sono mai partita per raggiungere qualcuno che mi aspettava, ma resterò per qualcuno che ha dimostrato di voler aspettare.

Testo di Erica Isotta Surace 

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