Viaggiare da sola in India: certo che sì!

Secondo l’International Women’s Travel Center, l’India si classifica al primo posto tra le peggiori mete che una donna possa scegliere per un viaggio in solitaria.  Stupri e rapimenti sono solo alcune delle ragioni che lo rendono un posto ostile al sesso femminile e, purtroppo per noi, le statistiche non sono confutabili.

Detto questo, però, rinunciarci non è un’opzione.

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Io sono partita per il Rajasthan insieme a mia madre quattro anni fa. Ci piace pensarci come due tipe piuttosto avventurose, ma di certo non siamo Lara Croft. Della serie, ce la possono fare tutti.

Chiaramente, dato che mia madre era con me, l’incombenza dei “mi raccomando, poveravvoi, Signore aiutaci tu” spettava, con incontenibile gioia sua, al capo-famiglia: la nonna.

E come biasimare una nonna appassionata di TG1, 2, 3, 4 e 5 che teme per la nostra incolumità?

Noi, però, abbiamo deciso di ignorare gli allarmismi da cronaca nera e, come la notizia di un rapimento o un omicidio a Bologna non ci farà smettere di uscire di casa, così la presunta pericolosità di tutto il mondo sconosciuto non ci farà smettere di viaggiare.

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In India, comunque, non mi sono mai sentita in pericolo.

– È vero, le donne bianche hanno sempre tanti occhi puntati addosso ma il più delle volte non sono sguardi maliziosi o invadenti. Molto spesso provengono da altre donne, bambini, o famiglie intere che ti vedono più come un animale raro che come un bersaglio di molestie. In tanti vi chiederanno di farsi una foto con loro, offrendovi semplicemente un’occasione per fare nuove conoscenze, e anche quando, invece, c’è della malizia, nessuno si permette di andare oltre al commento fastidioso, per nulla diverso da quelli che accompagnano suonate di clacson e fischi vari in tutte le strade d’Italia.

– La mentalità maschilista di cui tanto si parla, evidentemente si applica con meno efficacia alle donne occidentali, conosciute per essere poco accondiscendenti.

Beh, non fategli cambiare idea!

Vi troverete nella condizione di dover contrattare e discutere in continuazione e forse il commerciante di turno penserà di potervi imbrogliare più facilmente in quanto donne, ma basterà non dargliela mai vinta. L’atteggiamento sassy sarà la vostra arma migliore.

– Uscire la sera? Evitate solo le strade scarsamente illuminate e cercate di essere in compagnia, maschile o femminile che sia. Gli indiani sono tanti, vivaci e festaioli quindi una città deserta si fa fatica a trovarla. Le nostre uscite serali sono state sempre serene e tranquille. Nessuna paura, molestia, ansia e quant’altro.

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I treni notturni, per chi preferisce viaggiare di notte, hanno, come in Italia, scompartimenti separati.

– Viaggiare in India al femminile ha anche una serie di vantaggi. Primo tra tutti quello di riuscire facilmente a comunicare con le donne indiane. La mentalità maschilista di cui sopra ha l’effetto di rendere difficile per i gruppi misti un approccio con le famiglie. Le donne sole invece trasmettono fiducia riuscendo così ad avvicinare anche quella fetta di popolazione che difficilmente entra a contatto con altre culture.  

– Non bisogna mai dimenticare che per quanto i valori di una cultura possano sembrare assurdi e inaccettabili, il viaggiatore ha sempre il dovere di rispettarli. In India le donne non indossano pantaloni corti o magliette scollate, non fanno il bagno al mare e men che meno in costume da bagno. Ignorare questo sarebbe un insulto ad una religione e ad un popolo, oltre a non essere tutelante per la propria sicurezza. Potrebbe sembrare un’ovvietà ma evidentemente molti decidono di non rispettare questa regola tacita o non ne sono al corrente, quindi ricordatevi di scegliere bene il vostro abbigliamento.

La paura non è mai la risposta.

Un presente in cui il terrore ci porta ad innalzare barriere e a rintanarci nelle nostre case è la premessa per un futuro di ignoranza e grettezza.

Quelle statistiche saranno anche vere, anzi, lo sono sicuramente, ma la reale minaccia che incombe su di noi, sulle nostre case, su Parigi, Istanbul, Roma e New York è il panico. La paura del diverso ci ha fatto diventare i peggiori carnefici.

Per questo dobbiamo viaggiare. Per riconquistare la fiducia che abbiamo perso. Per convincerci che essere donne, sole e coraggiose fa di noi un esempio di straordinaria forza, saggezza e lungimiranza.

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Testo di Alice Valenza

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. iviaggidiqueena ha detto:

    Complimenti per il tuo blog !! Bellissimo per questo diario di viaggio !!

    Mi piace

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