Copertura sanitaria in Turchia: tutto quello che c’è da sapere

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L’argomento copertura sanitaria, e nello specifico assicurazione sanitaria, mi tocca molto da vicino.

Qualche settimana fa mi sono sentita male al lavoro e ho ricevuto una prima assistenza dal medico presente all’interno dell’azienda. Diagnosticato che si trattava di un’influenza particolarmente forte mi ha consigliato del paracetamolo e mi ha detto che avrei potuto approfondire con degli esami del sangue.

Per questo motivo mi sono organizzata per andare all’ospedale più vicino e procedere con le visite del caso, ovviamente accompagnata perché il mio turco non è ancora pronto per un’esperienza estrema come quella del dialogo in ospedale.

Facciamo un passo indietro: prima di partire per la Turchia ho attivato una copertura sanitaria con Allianz seguendo tutte le richieste specifiche di massimali, durata ecc., i cui dettagli sono forniti dal Consolato in occasione della richiesta di visto. Arrivata in Turchia, per lavorare mi è stato chiesto di attivare l’assicurazione sanitaria pubblica, la SGK, e una copertura integrativa privata, stipulata nel mio caso con Sompo Japon Sigorta. I

l costo medio delle assicurazioni per un anno dall’Italia si aggira tra i 250 e i 350 euro, nel caso della assicurazione integrativa turca il prezzo è stato di 427 TL per una tariffa non scontata, dato che sono over 26. L’assicurazione pubblica è obbligatoria per lavorare e requisito imprescindibile, senza il quale non è nemmeno possibile mettere piede inazienda. È fondamentale per ricevere assistenza nelle strutture sanitarie pubbliche.

L’assicurazione italiana si è resa necessaria per il via libera sul visto e l’entrata nel paese ed è valida solo per le strutture private e l’assicurazione integrativa privata in Turchia è stata obbligatoria per ampliare il

raggio delle strutture di riferimento e coprire spese relative a lenti ed occhiali. Ergo, ad oggi ho tre coperture assicurative attive sulle quali ho sempre scherzato dicendo ” mi può succedere praticamente di tutto, con tre assicurazioni qualcuna mi coprirà”. Beh, anche no. Me la sono chiamata.

Arrivata in ospedale abbiamo cercato di capire la procedura: prendi appuntamento con il medico in giornata, il quale ti visita e ti prescrive gli esami che devi fare, completi gli esami, paghi e sei a posto. L’assicurazione privata copre tra il 20% e il 40% della prestazione, dipende dal tipo di prestazione, l’assicurazione pubblica in alcuni casi arriva al 100%. Facile, se non ti dicessero che la tua SGK non è applicabile (e nemmeno l’assicurazione integrativa perché dipende dalla SGK) e che quindi dovresti pagarti l’intera prestazione il doppio rispetto al tariffario per un cittadino turco che non ha l’assicurazione, dato che sei straniera. L’assicurazione fatta dall’Italia per la Turchia negli

ospedali pubblici non ha alcun valore, a meno che non venga registrata alla SGK.

Il problema nel mio caso, poi velocemente risolto, era un inghippo burocratico relativo a dettagli forniti in occasione della comunicazione dell’indirizzo di residenza.

È sempre fondamentale capire bene il funzionamento delle procedure e chiedere direttamente agli organi competenti, qui più di qualunque altro posto, perché il cittadino medio turco, che vuole esserti d’aiuto in buona fede anche quando non conosce approfonditamente le procedure, potrebbe fornire informazioni sbagliate che, come nel mio caso, possono mettere in difficoltà in un momento di estrema vulnerabilità. Tutto è bene quel che finisce bene, quindi, ma ad uso e consumo di chi si troverà in Turchia prossimamente vi lascio questo piccolo vademecum sulla copertura sanitaria:

1) Informarsi delle procedure aggiornate e dei documenti richiesti direttamente alla fonte. Anche se può capitare che queste non siano accessibili agli stranieri, si trova personale parlante inglese ma ancor di più si trovano servizi telefonici di customer care in lingua. Usateli.

2) Chiedere sempre quali sono le strutture sanitarie di riferimento delle specifiche assicurazioni, in modo da sfruttare al meglio l’assicurazione stipulata.

3) La procedura tipica negli ospedali è quella di fissare la visita con il medico competente per la diagnosi dei sintomi lamentati e lasciare che sia il medico ad indicare gli esami necessari. Negli ospedali privati c’è la possibilità di richiedere singole prestazioni, ma la tendenza generale è paragonabile agli ospedali pubblici.

4) La presenza dei medici specialisti è subordinata ad un orario “d’ufficio”. In tutti gli altri orari sono presenti medici per attività di emergenza, quindi ricordare sempre di prenotare una visita in un orario compreso tra le 8.00 e le 17.00/18.00.

5) I tempi di attesa non sono lunghi e la qualità delle prestazioni è elevata. La Turchia è meta di turismo sanitario da un po’ di anni, in particolare per interventi di chirurgia plastica e trapianto del capello, complici i tassi di cambio particolarmente favorevoli per gli stranieri (al cambio attuale un dollaro equivale a quattro lire turche).

6) La SGK è collegata al permesso di residenza, quindi è sufficiente presentare il permesso per accedere alle informazioni sulla propria assicurazione una volta presenti nella struttura sanitaria.

Mi auguro che la mia esperienza vi possa essere utile, ora torno a scherzare sulle mie assicurazioni,

in attesa della prossima avventura nella burocrazia!

Testo di Silvia Dario

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