La Vera India è a RISHIKESH: Cosa Fare nella Cittadina alle Pendici dell’Himalaya

La porta per l’Himalaya è una cittadina chiamata Rishikesh.

Un luogo mistico.

Una specie di purgatorio messo lì per separare il mondo degli uomini da quelle nuvole che, tranciando le vette più alte del mondo, sembrano eclissare un qualche paradiso terrestre.

Vegetariana ed alcol-free per legge, è una delle città sante del paese insieme ad Haridwar e Varanasi, e dunque meta di pellegrinaggio per i credenti sin da tempi antichissimi. Le molte leggende sul luogo raccontano storie di penitenza e di premi divini, e un’atmosfera sospesa e meditativa permea le strade della città, lungo un Gange ancora puro. Qualche chilometro più a sud diventerà il fiume più inquinato del mondo, ma Rishikesh ha il privilegio di essere una delle zone abitate più vicine alla sorgente. Più a nord, sui monti, vivono, quasi isolati, gli uomini più santi del paese.

Ogni sera sulla riva di fronte al Parmarth Niketan Ashram i bambini e gli abitanti dei monasteri accendono torce sacre e fanno scivolare fiori colorati sulle acque del fiume, accompagnandosi con canti devozionali e preghiere. È il Ganga Aarti, un rito di offerta per la dea Ganga, la divinità protettrice del fiume. Tipico delle tre città consacrate al Gange, è un evento pubblico, quindi anche i visitatori vi possono partecipare. Quello di Rishikesh è il più intimo e autentico. Manca infatti la teatralità degli altri due, costruiti ad arte per soddisfare e meravigliare folle di turisti che invece a Rishikesh si confondono tra i locali, mentre la vita scorre a ritmi lentissimi, scanditi solo dai richiami alla preghiera.

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Il Triveni Ghat, al centro della città, è il punto di confluenza di tre importanti fiumi indiani: Gange, Yamuna ed Ebru. Tantissimi pellegrini giungono a Rishikesh per bagnarsi in questo punto sperando di redimersi dai loro peccati. Ma la parte più interessante della città è a nord, a mezz’ora di strada in salita in mezzo ad un bosco. È la zona tra il Ram Jhula e Lakshman Juhla, i ponti sospesi che portano il nome di due fratelli leggendari per la religione indù. È un quartiere vivace, dalla vitalità sana e autentica che la stessa religione induista incoraggia. I mercati risuonano dei canti dedicati a Shiva e le librerie pullulano di testi filosofici.

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Rishikesh è anche conosciuta come la capitale mondiale dello Yoga per la grande quantità di Ashram sparsi per la città. Questi infatti non sono solo luoghi di preghiera o scuole per gli studiosi dei Veda. Offrono anche tantissimi corsi di yoga e meditazione per i visitatori e la possibilità di alloggiare presso le strutture. Potrebbe sembrare che questo sia un modo per commercializzare una religione e forse un po’ è così, ma in questi ambienti sembra non esserci spazio per consumismo e superficialità. I viaggiatori sono in qualche modo portati naturalmente ad adeguarsi allo stile di vita locale e chissà, magari anche a trovare una sana pace interiore.

Visitare gli Ashram è possibile anche per chi non vi alloggia. Il più suggestivo è sicuramente quello di Maharishi Mahesh Yogi, l’Ashram abbandonato dove i Beatles si riunirono per scrivere il White Album nel 1968. A prescindere dall’evento che spiega i tanti murales dedicati, si tratta di un luogo quasi spettrale, completamente abbandonato a se stesso ma proprio per questo pregno dello stesso mistero in cui sono avvolti i quattro che lo hanno reso famoso. Anche tra le fratte e i rovi si intuisce pienamente l’ antica bellezza del luogo.

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Se la meditazione e lo yoga sono certamente attività interessanti, è anche vero che non può essere l’unico modo di trascorrere una giornata tra i monti. Rishikesh infatti è provvista di tantissime strutture che organizzano le attività montane più disparate.

La più interessante è di sicuro il trekking sull’Himalaya. Ci sono percorsi sono per tutte le tasche e non dovete preoccupatevi della vostra preparazione fisica. Certamente per raggiungere il campo base dell’Everest è necessario essere in allenamento ma i tratti più semplici sono percorribili anche dalle famiglie.

Per via dei monsoni estivi i periodi migliori sono la primavera e l’autunno.

Rishikesh è anche il posto migliore dell’India per il rafting sul Gange, sia per la vicinanza ai monti sia perché è uno dei pochi punti del fiume in cui è possibile toccare l’acqua senza rischi. Anche per il rafting si può scegliere il percorso più adatto a ciascuno in base alla difficoltà e alla lunghezza del tratto.

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L’India è un paese indescrivibile. Tutto quello che ho appena raccontato è reale in ogni angolo del paese. Quindi perché la vera India è a Rishikesh? La risposta è che lì noi passiamo inosservati. Non è una città che rincorre a stento l’occidente ma vive la sua quotidianità così come ha sempre fatto, senza battere ciglio.

Mi sono sentita privilegiata a Rishikesh, perché io non esistevo mentre loro erano tutto.  

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Testo di Alice Valenza

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