Perché fare volontariato all’estero: la mia esperienza in Perù

Quando ho deciso di partire per due mesi di volontariato in Perù avevo 17 anni e la mia conoscenza dello spagnolo si limitava più o meno a

Hola. Como estas? Vamos a la playa”.

Senza sapere bene neanche come gestire me stessa, mi sono iscritta ad un progetto umanitario in cui mi avrebbero affidato 30 bambini cresciuti in condizioni di profondo disagio socio-economico. In più, se escludiamo quella volta in cui sono stata rimbalzata da un’hostess all’altra da Roma fino a San Francisco, non avevo mai preso un volo intercontinentale da sola.

Insomma, nessuna esperienza, poche conoscenze e zero preparazione.

Avevo solo un desiderio incontenibile di partire, e non per una vacanza.

Volevo un’esperienza vera, conoscere un posto come se fosse casa mia, e ritrovare, almeno in parte, l’unicità del mio anno all’estero dal quale non ero ancora pronta ad emanciparmi.

Ed ecco come mi sono ritrovata a 4.000 metri di altitudine in un aeroporto grande quanto la piazza del mio paese a ringraziare non so quale dio Inca per avermi fatto arrivare a destinazione dopo un viaggio pieno di intoppi, e a maledire me stessa per aver voluto fare, come sempre, qualcosa di troppo più grande di me.

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Invece, anche se ancora non lo sapevo, quella sarebbe diventata una delle esperienze più affascinanti e significative della mia vita. E vi racconterò perché.

Prima di tutto, però, ecco 7 buoni motivi per togliersi ogni remora e trovare la spinta per partire:

  1. È formativo: forse partirete con poche esperienze ma tornerete sicuramente con tantissime nuove capacità che un giorno vi risulteranno utili. Conoscere una lingua, tanto per dirne una, è fondamentale in qualsiasi ambito lavorativo e, imparandola così, neanche ve ne accorgerete.
  2. È un modo unico di conoscere una cultura: viaggiare come volontari apre una via privilegiata all’incontro tra culture. Si diventa parte di una stessa realtà e lo scambio di informazioni, racconti ed esperienze è molto più semplice e naturale. Un turista riesce difficilmente ad avere un simile contatto con le persone.
  3. Ha un impatto positivo su una comunità: mettersi in gioco in prima persona è il modo migliore per contribuire a migliorare le condizioni di una collettività. Le donazioni sono sempre un’alternativa ma non potranno mai sostituire l’efficacia di un impegno concreto.
  4. Fa bene al curriculum: aver preso parte ad un’esperienza del genere dimostra capacità di adattamento, spirito di iniziativa e voglia di mettersi in gioco, qualità che non possono che far piacere a qualsiasi persona chiamata a valutare il vostro profilo.
  5. Permette di tessere relazioni in tutto il mondo: sicuramente sarete immersi in un ambiente multiculturale dove, oltre a mischiare in una frase anche le lingue che non conoscete, costruirete relazioni sincere e durature, non solo con la gente del posto, ma anche con i vostri colleghi. E questo, oltre a garantirvi un posto letto in metà dei paesi del mondo, vi aprirà la strada e la mente a tante nuove realtà e culture.
  6. Non ci sono requisiti: per qualsiasi cosa vogliate fare nella vita dovrete dimostrare di avere una laurea, anni di esperienza lavorativa, corsi professionalizzanti e quant’altro. Per il volontariato all’estero c’è bisogno di una sola semplicissima qualità, la volontà.
  7. È per tutte le età: I programmi che accettano minori non sono tanti ma sono comunque abbastanza, e quello in Perù è uno di questi (io avevo 17 anni). Non ci sono limiti di età.

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Inutile dire che ogni esperienza è diversa e queste sono solo alcune delle ragioni per cui un giorno direte che ne è valsa davvero la pena.

Quello che vi resterà davvero attaccato addosso sono i vostri ricordi, i luoghi che avete attraversato e ai quali avete affidato i vostri sogni, le difficoltà e ciò che avete imparato nel superarle, gli occhi delle tante persone che avete incontrato e poi visto andare via, e l’immagine di voi stessi cambiata, sicuramente più ricca e già avida di nuove sfide.

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Il Perù mi ha mostrato una delle sette meraviglie del mondo e stimolata a cercare tutte le altre. Il suo fascino mi ha spinta a scalare il Huayna Picchu con le superga e a sopportarne serenamente le conseguenze.

Ho attraversato paesaggi immensi viaggiando su autobus strabordanti di gente, fino a trovare la neve ad agosto a 5000 metri di altitudine.

Ho imparato a contare in Quechua, ascoltato racconti di antichi miti Inca e partecipato ad un rito andino di venerazione alla Pachamama: lo chiamano Pago alla Tierra ed è il momento in cui ogni uomo e donna restituisce alla terra il primo raccolto dell’anno, soprattutto foglie di coca, simboli della mediazione fra l’umano e il naturale.

Ho incontrato una donna che mi ha fatto una diagnosi medica interpretando i messaggi dei miei antenati attraverso la lettura di un uovo rotto in un bicchiere d’acqua, e un eremita, maestro di ju jitsu, mi ha invitata a cena nella sua baita di montagna dove, insieme alla moglie incinta, si preparava a far nascere il suo primo figlio.

Tra un’avventura e un’altra, ho anche appreso una nuova lingua, stretto relazioni in tutto il mondo, dal Brasile alla Tailandia, scoperto le parole magiche per domare mandrie di bambini, ma anche i trucchi per farli ridere ed esultare, e ho trovato proprio in loro lo stimolo per crescere ogni giorno.

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Dal Perù ho preso tutto quello che poteva darmi. Mi ha reso più forte, e consapevole di poter affrontare ogni cosa, di poter superare quel limite che un tempo mi sembrava invalicabile.

E anche io credo di avergli lasciato qualche pezzetto di me, qualche sogno incastonato nelle pietre di un antico kancha.

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Per i prezzi e i programmi specifici consultate uno di questi siti o quelli delle varie ONG e associazioni:

Per i progetti a breve termine e a pagamento:

http://sci-italia.it  (fissi e più economici)

http://www.projects-abroad.it.  (flessibili e costosi)

https://www.wep.it (flessibili e costosi)

Per progetti a lungo termine altamente formativi:

http://serviziovolontarioeuropeo.it

Per info e annunci su posizioni aperte nel volontariato internazionale a lungo e breve termine:

http://www.scambieuropei.info

http://volontariatointernazionale.org

http://scambiinternazionali.it/scambieuropei/scambi-internazionali/

Federazioni di ONG:

http://www.cocis.it

http://cipsi.it

http://www.focsiv.it

Testo di Alice Valenza

Una ragazza europea a Singapore: la storia di Giulia

Alice nel Paese delle Biciclette: il mio anno all’estero in Olanda

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Raf ha detto:

    Che bella esperienza! …e così giovane…complimenti! Le tue parole mi hanno messo voglia di tornare in Perù. La gente là è davvero fantastica e se poi parli un po’ la lingua riesci ad entrare veramente in contatto con la loro realtà. Io ho dormito a casa di una famiglia sull’Isola di Taquile ed è stata un’emozione indimenticabile!

    Mi piace

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