Le cose fanno tanto male quanto sono state belle

Il mare d’inverno. Le spiagge vuote e il cuore finalmente pieno.

Mi tolgo o non mi tolgo le scarpe? Se poi mi avvicino troppo e mi bagno i piedi è un casino. E poi a voglia di togliere i granelli, uno per uno e rimettersi le calze con quel sentore fastidioso di sabbia tra i piedi, di estate che ci resta addosso.

Mi tolgo le scarpe, mi avvicino all’acqua. È febbraio e l’acqua è congelata. Mi prenderò un malanno. Alzo la musica e sento solo le parole della canzone, per una volta coprono addirittura il rumore dei miei pensieri.

Ieri sera ho intavolato una conversazione un po’ strana con un ragazzo al bar. Raccontavo di come dopo la mia esperienza in America Latina, mi sembrasse tutto pulito, silenzioso.

La verità è che mi sembra una vita troppo in ordine. Il letto è sempre a posto e il frigo sempre pieno. La Nutella non manca mai. Però mi mancano i capelli in disordine e il cuore al posto giusto. Il letto disfatto e noi distesi a pancia per aria a farci domande. A conoscerci. Mi mancano i rapporti veri. Parlare con qualcuno, guardarlo negli occhi. Spegnere il telefono per ventiquattro, anche quarantotto ore. Sulle Ande non c’è ricezione. Ci sentiamo quando torno, se torno.

Sono partita e non sono più tornata.

Mi sono lasciata a settembre dall’altro lato del mondo. Ho cominciato una vita nuova senza la parta più importante: me stessa. Ho comprato cose, ci ho riempito dieci valigie e continuo a sentire il vuoto.

Ero convinta di star aspettando qualcuno, ma stavo solo aspettando di tornare. E sono tornata dove tutto ha avuto inizio, dove tutto ha sempre inizio.

Il mare.

E adesso ho i jeans bagnati fino al ginocchio e quella sensazione fastidiosa di sabbia tra i piedi. Me la porterò dietro tutto il giorno finché non andrò a letto nella mia stanza singola nell’appartamento condiviso di Roma.

Che poi è un po’ come quando stai tanto bene con qualcuno, ma alla fine vi lasciate comunque. Non può non far male. Fa tanto male quanto è stato bello.

E allora che faccia male.

Erica Isotta Surace

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Davide M. ha detto:

    Uno scritto così bello non si può neppure commentare … Meglio già rileggerlo e cercarci ancora qualcosa altro dentro …

    Mi piace

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