Exchange negli Stati Uniti: ecco la storia di Patrizia ad Atlanta

Mi chiamo Patrizia e vengo da un piccolo paese in provincia di Milano. Studio Economia e Finanza presso l’Università Bocconi di Milano. Mi è sempre piaciuto mettermi in gioco e così al terzo anno di università ho deciso di applicarmi per il bando Exchange.

Ho trascorso quattro mesi alla Goizueta Business School della Emory University e da quando sono tornata non faccio altro che pensare ai momenti che ho vissuto in America.

Decidere di partire per andare a studiare negli Stati Uniti è stata la cosa più giusta, produttiva e formidabile della mia vita.

Il 17 agosto dopo parecchie ore di aereo sono atterrata ad Atlanta, la città in cui ho vissuto per quattro mesi. La prima cosa che ho pensato è stata “Wow, qui è tutto grande!”. Infatti durante il tragitto aeroporto-futura casa mi sono resa conto delle immense strade ed eminenti grattacieli.

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Appena arrivata a casa ho conosciuto la mia adorabile coinquilina e nonostante fossi io l’italiana lei cucinava spesso per me (la adoro anche per questo).

Abbiamo trascorso i primi giorni da Walmart a comprare tutto il necessario per il nostro appartamento, perché sorprendentemente era vuoto (dormire senza cuscino e cucinare senza pentole è stata un’impresa divertente).

Poi è arrivato il giorno dell’orientamento universitario e lì ho conosciuto studenti da Singapore, Australia, Cina, Russia, Svizzera, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania e tanti altri paesi, che hanno deciso, come me, di studiare lí.

Si sono subito instaurati rapporti di amicizia, che durano tutt’ora, e grazie a loro il mio exchange è stato incredibile. Mi hanno insegnato la spensieratezza e nello stesso tempo dedizione e impegno per qualsiasi cosa si faccia. Quando si è lontani dalla famiglia, sono i nuovi amici che diventano la tua nuova famiglia perché, vivendo la tua stessa situazione, ci si comprende e ci si sostiene.

Con loro mi sono divertita tantissimo tra feste, cinema, gite fuori porta ed eventi (tra cui partire di football) in città e nel campus universitario. Non c’è stato un giorno in cui mi sono annoiata perché sono sempre stata in compagnia e la città offriva tante opportunità di svago.

Parlando dell’università posso dire che il mio primo timore era la lingua dato che non ero molto fluent in inglese. Tuttavia dopo poche settimane, grazie all’ambiente circostante, sono subito migliorata.

Il campus americano è proprio come quello che si vede nei film, è una città nella città e ci sono anche le confraternite!

Il sistema di insegnamento americano è tutta un’altra storia e credo sia uno dei migliori. Molta pratica e poca teoria, case studies e partecipazione in classe favorita dalla dimensione ridotta delle classi. I Professori erano amici, tant’è vero che mi è capitato di andare ad un brunch con una mia Prof.

L’exchange mi ha cambiato il modo di vedere le cose.

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Vivere non è passivamente trascorrere le giornate nel paese in cui si abita, bensì fare ogni giorno qualcosa di nuovo, visitare nuovi posti e conoscere nuova gente.

Se si presentasse un’altra occasione per partire la coglierei al volo, perché viaggiare può davvero salvare la vita!

Non aver paura di cambiare stile di vita, perché nel cambiamento a volte puoi ritrovare te stesso.

Impari a cavartela da solo e scopri molte tue potenzialità che prima erano nascoste. E l’exchange per me è stato proprio una scoperta.\16237858_10211810104359212_1493592897_n.jpg

Testo di Patrizia Zanaboni

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