Ragazza alla pari in Irlanda: tre mesi d’estate tra quarta e quinta

Diciott’anni appena compiuti. L’estate tra la quarta e la quinta. Il liceo linguistico e le pressioni della mia professoressa di inglese. Le amiche appena tornate dal quarto anno all’estero.

Le motivazioni per cui sono partita per la mia prima esperienza alla pari all’estero sono state tante, molte delle quali sbagliate.

Volevo sicuramente imparare l’inglese, ma i corsi e le vacanze studio non erano servite più di tanto.

Serviva l’esperienza in famiglia.

L’esperienza alla pari ti permette di vivere all’interno di una famiglia ospitante per un periodo di almeno un paio di mesi fino a qualche anno. Mentre la ragazza au pair si occupa dei bambini per circa 40-45 ore a settimane, la famiglia le darà vitto e alloggio, oltre che uno stipendio settimanale che varia da paese a paese.

Insomma, per fare la ragazza alla pari serve tanta esperienza di lavorare con i bambini. Avendo due fratellini sotto i cinque anni e avendo fatto l’animatrice in oratorio, ho deciso di fare quest’esperienza perché sembrava la più semplice e la più economica.

Quello che ho capito è che l’esperienza non basta e lavorare con i bambini non è così facile come sembra. 

Non è una cosa per tutti.

Il 22 giugno 2011 sono partita con un volo solo andata per Cork, destinazione Irlanda. Non ci ero mai stata prima e mi ci stavo trasferendo per tre mesi. Il caldo afoso italiano è stato subito soppiantato dall’umidità irlandese e dalla sua pioggerellina costante.

269072_177225355673478_3361269_n.jpg

La mia famiglia ospitante mi aspettava all’aeroporto con un grande cartello di benvenuto. Tutte le paure che sull’aereo avevano abitato la mia testa si erano improvvisamente fatte da parte di fronte ai sorrisi di quelle persone che in poco tempo avrei chiamato famiglia.

261539_171526809576666_5922778_n.jpg

In poche settimane tutte le mie aspettative sono state sconvolte, completamente ribaltate. Tutto quello che credevo di sapere con certezza è stato rimpiazzato da nuove scoperte su base giornaliera. Insegnavo ai bambini a cucinare la pizza italiana, mentre io imparavo a fare la Sheperd’s Pie. Ho sostituito l’acqua, con succhi di frutta colorati (il famosissimo Ribena). Mi abituavo a sedermi nel lato sinistro come passeggero di un auto e quando salivo su un bus, salivo sempre dalla porta anteriore e mentre scendevo dicevo “thanks a million” all’autista.

Credevo che avrei imparato l’inglese, mentre invece imparavo a vivere.

Più passava il tempo, più nella mia testa un pensiero si faceva strada, diventando fisso.

NON VOGLIO TORNARE A CASA.

Sarei rimasta in Irlanda altri sei mesi, se fosse stato per me.

224535_189456537783693_7548071_n.jpg

Questa è la bellezza di un’esperienza in famiglia. È un’esperienza completa. Impari la lingua, assumi le loro abitudini e ti senti parte di qualcosa. Ti fai degli amici che in poco tempo sembra ti conoscano come quelli che invece ti conoscono da una vita. Se le prime settimane le emozioni sono altalenanti, come il tempo in Irlanda, dopo qualche tempo assumi delle abitudini, ti costruisci una vita e ti rendi conto che non sei disposto a tornare indietro, se non per un weekend. Se non per un abbraccio.

287161_191579314238082_7003495_o.jpg

L’Irlanda mi ha cambiato la vita nelle piccole cose. Nell’imparare a dire thank you, per qualsiasi cosa. Mi ha insegnato ad essere gentile con gli sconosciuti, così come lo sono gli irlandesi. Mi ha insegnato a mangiare di tutto a tavola perché inizialmente quella famiglia non era la mia e non volevo dire di no. E così sono riuscita a provare nuovi cibi e mi sono appassionata ad una cultura diversa. L’Irlanda ti insegna che l’ombrello è superfluo e basta una felpa colorata per dimenticarsi della pioggia. E ho imparato a bere il cappuccino di pomeriggio.

Insomma, ho messo il mio mondo sottosopra e ho scoperto che non è mai stato così bello. La vita non è mai così piena finché non la guardi da altre prospettive, da punti di vista completamente diversi dai tuoi.

Non è facile, ma ne vale sicuramente la pena.

287380_191312514264762_7697194_o.jpg

Testo di Erica Isotta Surace

2 commenti Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...