Un paese a portata di fiets: andare in bici in Olanda

L’Olanda è il Paese delle biciclette, questo lo sanno tutti.
La verità è che non ve ne renderete davvero conto fin quando non sarete parte di uno di quei fiumi di biciclette che investono ogni giorno le strade olandesi. Vi ritroverete in sella ad una bici colorata e magari un po’ sgangherata, con le borse dietro in cui metterete la spesa o i vostri acquisti dopo un pomeriggio di shopping e con un enorme cestino davanti, uno di quelli che assomigliano alle cassette della frutta, magari in plastica e di un arancione sgargiante. “Fiets” sarà la prima parola olandese che imparerete. Pedalerete con un libro in mano, intenti a finire l’ultima pagina di quel libro che vi ha presi tanto. Oppure avrete il cellulare in mano e un social network sullo schermo, giusto per sconfiggere la noia, come se il mondo circostante non bastasse a riempire il vostro tragitto. Non rispetterete i semafori perché siete in ritardo per poi essere fermati da un poliziotto che vi chiede i documenti e vi fa una bella sgridata, sì, proprio come è successo alla sottoscritta. Vi ritroverete a pedalare sulla neve e, stavolta fermi al semaforo, ad ammirare i fiocchi di neve che cadono su decine di tute impermeabili che si dirigono a scuola o al lavoro come se fosse una giornata come tutte le altre.
Ed è proprio in quel momento che voi, senza parole per quello spettacolo di cui fate parte, non vi accorgerete del semaforo che è diventato verde e qualcuno dietro di voi vi darà una svegliata con il suono fastidioso di un campanello. Avrete le mani congelate da novembre a marzo, il volto rosso e il trucco colato ogni volta che dovrete affrontare la pioggia. Odierete il vento che vi fa perdere l’equilibrio e odierete gli olandesi che vi guardano storto perché i veri olandesi il vento sanno domarlo. Pedalerete al buio, che sia alle quattro di un pomeriggio invernale o che sia in una normalissima notte d’estate. Tornerete in bici alle 3am e non avrete paura perché in Olanda funziona così. Anzi, tornerete in bici alle 3am e incontrerete anche diverse persone. Vi domanderete se è proprio necessario muoversi in bici con le temperature sotto lo zero per poi rispondervi da soli che un olandese il problema non se lo pone proprio. Uscirete in bici per andare dall’altra parte della città e vi sorprenderete di essere arrivati prima dell’autobus. Passerete diversi minuti a fissare un fietsstalling (parcheggio per bici) perché avete dimenticato dove avete lasciato la vostra. E vi sembreranno tutte uguali. Vi innervosirete quando le chiavi si incastreranno in quel meccanismo che blocca la bici. Vi arrabbierete con i pedoni che vi passano davanti senza guardare e urlerete qualcosa in italiano per poi scoprire che sono turisti e sono italiani anche loro.
Offrirete un passaggio a qualcuno e riderete ogni volta che state per cadere. Accetterete di sedervi dietro alla sella di qualcun altro e vi divertirete durante quei giri. Accetterete addirittura di stare in piedi sul portapacchi e rimarrete a bocca aperta guardando le lucine di Natale che illuminano le strade di Utrecht. Respirerete aria fresca in estate e avrete il naso rosso dal freddo in inverno. Vi si scompiglieranno i capelli. Andrete controvento e vi odierete per esservi improvvisati olandesi: non vi riesce proprio. Penserete che non è vero che l’Olanda sia pianeggiante non appena dovrete fare una piccola salita. Vi perderete tra le strade di Amsterdam così come in quelle di campagna. Pedalerete in fretta ogni volta che siete in ritardo e vi maledirete per non aver mai imparato quanto sia importante uscire puntuali. Darete la colpa alla vostra bici ogni volta che un olandese vi farà notare i trenta secondi di mancata puntualità. Litigherete con qualcuno per avergli tagliato la strada. Riceverete i complimenti di qualcun altro perché “guidi proprio bene la bici per non essere olandese” e vi sembrerà uno dei complimenti più assurdi di sempre (e forse lo è davvero).
Penserete di aver preso la febbre ogni volta che uscirete sudati dalla palestra e poi vi stupirete di non esservi, invece, mai ammalati durante tutto l’inverno. Cadrete fin troppe volte e vi sbuccerete le ginocchia, forse piangerete anche. Ma, dovete credermi, sorriderete ogni volta che vi mancherà l’Olanda e vi accorgerete di nuovo di quella cicatrice sul ginocchio spuntata un sabato sera di dicembre in cui tu e la tua amica vi siete scontrate non-si-sa-come su una strada dritta e deserta.
Odierete quell’abitudine olandese di andare in bici sempre e comunque, la stessa abitudine che amerete ogni volta che, in qualche altra parte del mondo, non avrete la libertà di salire in sella e andare dove vi pare. 
Sì, si tratta di libertà. Si tratta di prendere la bici e pedalare ovunque, girare tutto il Paese e superare anche il confine. Si tratta di andare semplicemente a scuola, ma anche di andare alle feste senza preoccuparsi di come tornare. Si tratta di respirare odori sempre diversi e di ascoltare il rumore delle macchine che scorrono al lato della pista ciclabile o godersi il silenzio mentre si attraversa un weiland, una di quelle distese di verde in cui in lontananza si vede anche qualche mulino. Si tratta di pedalare velocemente quando si è nervosi e di rilassarsi con le cuffiette nelle orecchie quando si prevede una bella giornata. Si tratta di odiare il vento, ma affidargli i pensieri che volano via dalla testa. Si tratta di essere felici senza rendersene conto.
Sì, ve lo ripeto: odierete andare in bicicletta ma, tornati a casa, vi mancherà terribilmente.
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Testo di Benedette Di Filippo
Vuoi continuare a viaggiare in Olanda con Benedetta? Continua a leggere i suoi pensieri qui:

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