Viaggiare equivale a vivere

Ho sempre voglia di viaggiare, di scoprire, di vedere posti nuovi.

Due giorni liberi per me significano solo una cosa: comprare un biglietto per una capitale estera.

L’ unica cosa da fare è comprare un semplice biglietto aereo, EasyJet e Rayneir ormai posso considerarli tra i miei più cari amici, anche se, la maggior parte delle volte i loro prezzi mi fanno svuotare tutto il mio salvadanaio.

Ma la scoperta di quei paesi che in qualche modo ti rimangono nel cuore, nell’anima ti ripagano di tutti i soldi che hai speso.

Skyscanner?? Ormai uno dei miei passatempi preferiti è diventato andare sull’applicazione, posizionarmi su OVUNQUE e vedere cosa potrò visitare, fotografare, amare.

Questa continua voglia di partire per tanti significa scappare per me significa vivere.

Sono stata in Erasmus durante il terzo anno di Università, a Lisbona capitale del Portogallo per sei mesi, un intero semestre; da qui ho capito realmente la bellezza di chi rischia, viaggia, conosce culture differenti e soprattutto cresce.

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Crescere non è soltanto quando spegni le candeline sulla torta di compleanno.

E’ anche quando impari a studiare in un’altra lingua che non è la tua.

Quando conosci un ‘altra cultura e cerchi di capirne i punti fondamentali.

Quando i tuoi amici e la tua famiglia sono lontani e puoi contare solo e unicamente sulle tue forze.

Quando devi convivere con persone che non hanno mai condiviso nulla con te.

Quando vivi in una città che non è la tua ma, inizi a sentire che in realtà, forse sono nella tua testa, ne hai sempre fatto parte.

L’erasmus per me è stato il punto in cui ho capito che chi viaggia non scappa, semplicemente non si ferma.

Va oltre.

Oltre il tuo piccolo mondo di cui hai sempre fatto parte.

Oltre quelle certezze che hai sempre avuto.

L’erasmus non mi è bastato, vivere all’estero per alcuni può essere uno sfizio, sei mesi possono bastare.
Per me non è stato così.

Ti senti diverso, nessuno ti capisce: “Perchè parti? Ma sei sicuro? Non hai paura? E il lavoro?”-

Queste sono solo alcune delle solite domande che ti faranno quando deciderai di andartene.

Io ti capisco.

Ti capisco perchè vorrei prendermi dei mesi di ferie per viaggiare.

Ti capisco perchè ho visto con i miei occhi com’è vivere all’estero.

Ti capisco perchè puoi avere tutto ma, non sentirti completo.

Nove mesi in Australia sono stati decisamente la svolta.

L’australia ti regala sensazioni incredibili, solo a pensarci mi emoziono.

Vorrei poter saper descrivere le emozioni che si provano ad essere – letteralmente e geograficamente parlando – dall’altra partre del mondo.

Io sono tornata da quest’esperienza da 5 mesi, pensavo di aver abbandonato l’idea di partire ancora.

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Pensavo che le mie esperienze le avevo vissute ed ora, per me, dovrebbe essere il tempo di stabilirmi nella città in cui ho sempre vissuto.

Ma chi decide qual è la città in cui dovrò riempire le mie pagine bianche?

Sei diventata cittadina del mondo è questa la verità.

Lisbona non ti è bastata, la terra dei canguri neanche e Bali ti ha fatto capire solamente che a volte serve solo una spiaggia e un’amaca.

Niente ansie, niente pensieri.

Ma allora perchè rimaniamo fermi?

Ci sono persone che non sentono il bisogno di fare i bagagli e lasciarsi alle spalle la propria casa. Non hanno voglia di viaggiare: sono soddisfatti della città in cui vivono, delle loro abitudini. Altri, invece, non riescono a stare fermi un attimo, sempre pronti a partire verso una nuova destinazione

Alcuni la potrebbero definire la sindrome di Wanderlust.

Hai presente quel tatuaggio che vedi sempre che non sai che significato ha?

Deriva dal tedesco e significa “desiderio di vagabondare”.

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Questa irrefrenabile voglia di partire è una fissazione, una valvola si sfogo per alleviare insoddisfazioni personali.

Io non la considero una patalogia ma solo una passione, un hobby adatto a tutti i sognatori e a quelli che pensano che la vita, per essere considerata tale, debba essere curiosa e originale.

Se pensi di essere pazzo ad avere sempre questa voglia di partire, allora la bellezza di chi è pazzo ripaga con tutto lo splendore che andrai a conoscere, a vivere.

E se ti diranno che scappi, rispondi che tu sei semplicemente un cittadino del mondo.

Rischi.

Ti metti in gioco.

Cresci.

Vivi di sensazioni che i viaggi di donano.

Testo di Giulia Centi

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