A piedi da Bologna a Firenze lungo la via degli dei

«Il bisogno di arrivare prima, arrivare prima, arrivare prima ti fa odiare gli ostacoli, le montagne, i boschi troppo fitti.
L’aereo risolve il problema volando, a diecimila metri dal suolo e dalla sua crosta irregolare. Il treno ad alta velocità, invece, prende la logica dell’aereo e la porta sulla terra. Bologna e Firenze si avvicinano, come i due capolinea di una metro, ma quel che ci sta in mezzo si allontana, in un crepuscolo senza nome. […] Una terra da perforare senza che nulla ti resti appiccicato addosso, nemmeno un ruscello intravisto dal finestrino» Wu Ming 2- Il sentiero degli dei

Il viaggio a piedi non è di questo tempo.

La lentezza, la fatica, la distanza non sono di questo tempo.

Ma c’è una strada antica tra Bologna e Firenze che parla di una passato lontano e vicino, di commercianti romani e dei, di soldati e trincee, di treni veloci e comunità violate. Un sentiero che può ricordarci la profondità del vero viaggio, quello in cui la meta è la cosa meno importante.  

È la “Via degli dei” , chiamata così per le località che portano il nome di alcuni Dei antichi: Monte Adone, Monzuno (Mons Iunonis), Monte Venere e Monte Luario.

Ci vogliono cinque giorni per percorrerla a piedi. In treno solo mezz’ora.

Io ho deciso di partire una mattina di settembre con lo zaino pieno solo di pochi vestiti e in tasca un libro: Il sentiero degli dei di Wu Ming 2, un racconto-guida-diario-reportage del percorso, diviso per tappe. Ne leggevo un capitolo ogni sera e trovavo in quelle pagine tutti i miei compagni di viaggio: i soldati della linea gotica, i partigiani della Stella rossa, i suonatori della Valle del Savena e i due scalpellini che un giorno, per caso, portarono alla luce un tratto dell’antica via romana che oggi percorreremo insieme, la Flaminia Militare.

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Informazioni generali:

Lunghezza percorso: 130 km. 25/30 km al giorno.

Difficoltà percorso: Media.

Mezzo: a piedi (5 tappe) o in mountain bike (2/3 tappe)

Mappa: la carta escursionistica del CAI (assolutamente necessaria!) è acquistabile in alcune librerie o tramite bonifico sul sito ufficiale.

Periodo consigliato: primavera e autunno.

Servizi: Possibilità di dormire e mangiare lungo la strada ma anche luoghi riparati dove accamparsi.

Cosa portare

  • Tenda e sacco a pelo, se avete intenzione di dormire fuori. Tenete presente che ci sono strutture ad ogni tappa dove dormire a poco prezzo.
  • Vestiti da escursionismo: scarpe da trekking, calzini tecnici. Regolatevi voi in base alla stagione e non esagerate con i cambi.
  • Cibo (gli adorati taralli pugliesi non deludono mai).

Per il pranzo, cercate di organizzarvi la mattina prima di partire o assicuratevi di riuscire a fare pausa pranzo in un paese.

  • Kit di primo soccorso e medicinali ( cerotti per vesciche, antidolorifici, insetticidi)
    • Torcia. Non dovreste trovarvi a camminare al buio ma non si sa mai.
  • K-way
  • Acqua. Non ci sono molti punti per rifornirsi d’acqua lungo la strada quindi fate in modo di averne abbastanza sin dal mattino.

Limitatevi al minimo indispensabile o maledirete il vostro zaino pesante per tutto il cammino!

Prima tappa: da Bologna a Badolo/Monte del Frate (23km)

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Le 666 arcate in salita del portico di S. Luca sono la prima prova da superare per dimostrare di essere davvero pronti al cammino. È il portico più lungo del mondo e collega il centro di Bologna ad uno dei suoi simboli più noti, il santuario della Madonna San Luca. Consiglio vivamente una rapida visita all’interno della chiesa prima di percorrere il sentiero lungo il fiume che attraversa Parco Talon. Consumate il pranzo a sacco vicino allo stagno dell’Oasi di S. Gherardo e riprendete la strada asfaltata. Scegliete la deviazione per mountain bike che vi porta fino alla Vite del Fantini, l’ultimo esemplare di una vite ultracentenaria. A pochi chilometri da Badolo fermatevi per una visita al Giardino botanico Nova arbora e, se non siete troppo stanchi, superate anche il Monte del Frate per passare la notte presso il B&B “Sulla via degli dei”.

Seconda tappa: da Badolo/Monte del Frate a Madonna dei Fornelli (27,5 km)

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Appena svegli dovrete conquistare la prima vetta del vostro viaggio, Monte Adone. Il panorama è splendido se si esclude l’orribile Autostrada del Sole che buca spietata l’appennino, e non dimenticatevi di firmare il quaderno di vetta. Rassegnatevi all’idea di camminare sull’asfalto fino a Monzuno ed evitate la deviazione nel bosco: gli alberi bloccano il cammino ed è impossibile uscirne. Nel paesino potrete comprare qualcosa per pranzo ma aspettate a riempire le borracce fino alla sorgente del Savena sul Monte Venere (anche questa è una deviazione per mountain bike). Una volta superate le imponenti pale eoliche, vedrete in lontananza il piccolo borgo di Madonna dei Fornelli dove al B&B Romani vi accoglieranno con grande ospitalità.

Terza tappa: da Madonna dei Fornelli a Monte di Fò (17km)

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Il terzo giorno si attraversa il confine tra Emilia Romagna e Toscana passando per i boschi più belli del cammino. Dopo aver superato Monte dei Cucchi, attraversate l’abetina fino al Pian di Balestra e siete già al confine con la Toscana. Toccate il punto più elevato del percorso (1020 metri) sulla Cima delle Banditacce e scendete lungo il faggeto in cui due archeologi improvvisati scoprirono l’esistenza dell’antica strada romana. Qui ne potete vedere i resti meglio conservati. Seguite il percorso principale fino al Passo della Futa e inoltratevi nell’ultimo bosco che vi porterà fino a Monte di Fo’ dove potrete passare la notte nel campeggio Sergente, attrezzato con bungalow e piazzole per tende.

Quarta tappa: da Monte di Fo a San Piero a Sieve (27 km)

Seguite assolutamente il cammino principale. La deviazione per mountain bike è su strada asfaltata dall’inizio alla fine e non ne vale la pena. Purtroppo una tendinite al ginocchio mi ha costretta a scegliere questa alternativa ma se siete in forze tentate di raggiungere la vetta del Monte Gazzaro e visitate i tanti siti di interesse storico e antropologico lungo il percorso, dal Museo di vita artigiana e contadina di Sant’Agata, alla chiesa di S. Lorenzo a Gabbiano fino al Convento di Bosco ai Frati che però comporterebbe una piccola deviazione. Passate la notte a S. Piero a Sieve.

Quinta tappa: da S. Piero a Sieve a Firenze (30 km)

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Appena fuori da S. Piero a Sieve trovate la Fortezza Medicea che consiglio di visitare. Da qui il percorso è completamente immerso nella natura: i fitti boschi dell’appennino emiliano hanno ormai ceduto il passo ai colli e ai paesaggi aperti della Toscana, quindi rifornitevi d’acqua e fate spazio nella macchina fotografica per queste viste mozzafiato.

Giunti a Fiesole cercate uno dei tanti punti panoramici su Firenze. La Cupola del Brunelleschi al tramonto non ve la potete perdere e, volendo, potreste già piantare la vostra bandierina: la strada fino a Firenze è tutta asfaltata e molti scelgono di fermarsi qui, nel luogo in cui fu piantata la prima pietra di quella strada antica che ancora non ha smesso di essere percorsa.

Testo di Alice Valenza

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. elisa ha detto:

    ciao! sono Elisa Romani del B&b Romani di Madonna dei Fornelli. Volevo chiederti se posso stampare la tua ” storia” sulla Via degli Dei da poter tenere a diposizione all’interno del b&b per i viaggiatori! Mi farebbe molto piacere! grazie Elisa

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    1. IsottaS ha detto:

      Certo Elisa, non c’è alcun problema!

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