Pane, burro e hagelslag: cosa mangiare di tipico in Olanda

Se sei stato in Italia e hai mangiato male, significa che sei andato “male” in Italia; se sei stato in Olanda e hai mangiato male, sei semplicemente stato in Olanda., mi disse una volta un mio compagno di classe olandese. In quel momento sorrisi e cercai di negare, tentando di farmi venire in mente qualche prelibatezza olandese. Forse non aveva tutti i torti, ma qualcosa di buono c’è, ve ne parlerò. 

 Avete appena messo piede nei Paesi Bassi e percepite un certo languorino? Bene, se è ora di pranzo dimenticatevi un pranzo come lo intendiamo noi. Andate nel primo locale carino che attira la vostra attenzione e ordinate un toast, un cornetto salato, un panino, un kaasbroodje – una sfoglia ripiena di formaggio fuso – un tramezzino o una di quelle robe lì. E’ così che fanno gli olandesi. O, perché no, potete ordinare anche un cappuccino e un dolce: nessuno vi guarderà stranito.  

Ecco, forse il pranzo non è esattamente il momento migliore per assaggiare qualcosa di tipico della cucina olandese.  

 Scommetto che, dopo questa introduzione, siete contenti di arrivare in Olanda nel pomeriggio e, a questo punto, siete pronti a scoprire cosa potrete gustare a cena. No, non ci sono buone notizie nemmeno per voi. Potrete sedervi davanti ad un pentolone colorato per poi trovarvi a mangiare lo stamppot, un piatto a base di patate schiacciate e verdure sempre diverse. Ma, fidatevi, siete fortunati se lo assaggiate una volta sola. Potrebbe anche sembrarvi buono – dipende dalla combinazione delle verdure – ma se passate l’inverno in Olanda vi ritroverete a mangiarlo a giorni alterni, grazie ad una fantastica alternanza con le zuppe ed a quel punto ve ne stancherete molto presto. Ah, ecco, le zuppe. Di quelle potrete trovarne di tutti i tipi: di verdure, al pomodoro, alle carote e a quasi qualsiasi gusto. Non so dirvi se si tratta più di un piatto tipico o di un modo per sopravvivere all’inverno, forse il confine tra le due cose è fin troppo sottile. 

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 Potreste, però, essere davvero fortunati e avere l’opportunità di provare una cena con i frietjes: avrete davanti un piatto di patatine fritte accompagnate da un frikandel, un kaassoufflé o una kroket. No, non viceversa: saranno proprio le patatine ad occupare la maggior parte del vostro piatto. Al loro fianco potrete trovare, rispettivamente, una salamella impanata a forma di salsiccia, un soufflé di formaggio o una crocchetta di carne. Tutto rigorosamente fritto. Questi prodotti, oltre ad essere malvagiamente gustosi, sono proprio tipici. Un po’ come la pizza al sabato sera per noi italiani. 

E, vi dirò, esattamente come noi facciamo merenda con una pizzetta, gli olandesi li considerano veri e propri snack e avrete la possibilità di trovare queste delizie in un comunissimo “snackbar”, maniera tutta olandese di vendere fritti in una macchinetta funzionante ventiquattro ore su ventiquattro. 

 La colazione l’ho saltata, è vero, ma non farei altro che ripetervi le tre parole magiche – “pane, burro e hagelslag – che ricorrono in quasi ogni racconto della mia esperienza olandese. Stavolta ve le risparmio, non voglio rovinare anche l’idea che vi siete fatti di una tipica colazione olandese. 

Qualcosa di buono c’è.

Sì, oltre ai frietjes, troverete un’infinità di dolci tanto buoni quanto grassi: dall’appeltaart, una torta di mele e cannella ai pannenkoekeni famosi pancakes che troverete in versione dolce e salata; dal vla, una mousse al cioccolato o alla vaniglia da gustare fredda ai wafels,waffles alti due dita accompagnati da cioccolato, frutta o qualsiasi altra golosità; dagli stroopwafels, cialde ripiene di caramello ai pepernoten, biscottini speziati al sapore di zenzero, diffusissimi nel periodo di Sinterklaas (una festa olandese simile al Natale); dall’appelmoes, un purè di mele usato come semplice dessert oppure da mangiare con tutto – e intendo davvero tutto, perfino con la pasta – alle oliebollen, frittelle dolci e tonde ricoperte da una spolverata di zucchero a velo. 

A questo punto vi immagino già con la bocca piena intenti a mangiare un wafel o un’oliebol e, lo so, almeno per una volta penserete che, forse, la cucina olandese non è poi così male.

Testo di Benedetta Di Filippo

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