Tre cose gratis da fare a Istanbul

Premessa: Istanbul l’ho sempre visitata con il freddo, nei mesi di novembre e dicembre anche quando sono venuta qui come turista. Non ho quindi ancora fatto molte cose che il caldo o almeno una temperatura accettabile permettono di fare e che molti decantano. Anzi, ho sperimentato spesso la neve in questa città. Potrei raccontare di quella volta che mi si sono bagnate le scarpe e i calzini e dopo ore di sofferenza con un principio di congelamento mi sono finalmente decisa a comprarmi un paio di scarpe sufficientemente impermeabili e un paio di calzini asciutti, ma purtroppo non è una delle cose gratuite che si possono fare a Istanbul. Godersi Istanbul con la neve è gratis, riparare alle conseguenze se non si è ben attrezzati non altrettanto, purtroppo.

Detto questo, ci sono una miriade di esperienze che si possono fare gratuitamente. Partiamo da quella più “turistica”:

Visita al Grand Bazaar

È probabilmente una delle mete turistiche più gettonate ma ne vale veramente la pena. Non appena si entra in quell’atmosfera vagamente ottomana, ricca di decorazioni e di luci si diventa automaticamente maniaci dello shopping compulsivo. Le cose interessanti sono molte, dalle più “tourist-friendly” lampade dalle mille sfaccettature e dai mille cristalli, a intingoli di rosa per le/gli amanti del beauty care e a posticini che sono una scoperta per gli amanti della musica, pieni di strumenti musicali tradizionali. Due sono le regole per muoversi al meglio in questo luogo: uno, prepararsi a trattare. Il primo prezzo non è mai il prezzo definitivo. Il turista più sprovveduto accetta il primo prezzo proposto, magari in euro “perché mi semplifica la vita”, ma non è la scelta migliore. Conviene sempre pagare in TL (Turk Lirası) e trattare. Una volta ho chiesto al mio insegnante di turco perché ci sono un milione e mezzo di saluti quando si entra in un negozio e invece quando si sale su un autobus a stento si mugugna qualche suono vagamente vocalico, quando io invece mi prodigavo in saluti altrettanto complessi. Mi chiedevo come mai la gentilezza turca facesse queste distinzioni. La risposta è stata banale ma diretta: devi preparare il terreno per trattare, quindi devi predisporre al meglio il tuo interlocutore con tutta la gentilezza di cui sei capace. Semplice, ma efficace. La seconda regola è: usa la carta di credito, pochi scrupoli. La risposta italiana dell’”abbiamo il POS rotto” non mi è ancora capitato di sentirla, né le regole del “sotto euro 20 non si accettano pagamenti POS”. Qui ci si da dentro con la carta di credito, anche per importi molto piccoli. Tuttavia ci sono alcuni POS, pochi per la verità e portatili specialmente, dell’anteguerra. In quel caso un gruzzoletto di contanti per emergenza da tenere nella tasca interna è sempre buona norma.

Parco Gülhane

Gran bel posto, anche d’inverno. Il parco fa parte del complesso del Palazzo Topkapı ma si trova prima dell’entrata al palazzo, adiacente all’ingresso. Uno dei posti gratuiti più affascinanti in assoluto. La parte che dà sul Bosforo, in particolare, è davvero notevole. Le particolarità sono dei pappagallini verdi che volteggiano sopra il parco e i corvi che seguono traiettorie simili, le coppiette che si allenano per i campionati di selfie e gli immancabili cani e gatti randagi che si vedono aggirarsi nella zona dell’entrata. Le bellezze di questo posto sono i colori degli alberi, altissimi, e il verde.

Una passeggiata nel quartiere di Moda

Per uscire da un’immagine stereotipata di Istanbul “ottoman style” e avere la sensazione di essere a Bruxelles. Il bello di Istanbul è proprio questo. Istanbul può essere la Istanbul da cartolina con le moschee e la vista sul Bosforo, ma può anche stupirti e darti la sensazione di essere in una grande capitale europea non appena giri l’angolo. Queste sono solo alcune delle cose gratuite che si possono fare ad Istanbul, per me le più significative. Le esperienze da vivere in questa città sono moltissime, alcune gratuite, altre low-cost e in certi casi di lusso, ma in qualsiasi modo deciderete di visitare la città c’è il rischio che vi resti nel cuore. Anche nel caso in cui vi abbia causato un principio di congelamento del mignolino.

Testo di Silvia Dario

 

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