Cosa mangiare in Turchia: tre cose da provare assolutamente

Prima di arrivare qui, della cucina turca conoscevo il kebab, tra l’altro senza essere sicura che fosse turco, visto che spesso chi lo preparava non era turco. A Venezia conoscevo il kebabbaro non lontano dall’università, Ali, che con una certa velocità tagliuzzava la carne dallo spiedo verticale grande quanto lui e farciva una specie di piadina con la carne, le foglie di insalata i pomodori e le patatine fritte e sfamava così parecchi universitari. Mi ero quindi convinta che i turchi facessero il kebab con le patatine fritte. Non la vedevo come una cosa molto turca, ma d’altronde noi abbiamo la pizza con le patatine, quindi che discuto a fare.

Nel giro di poco tempo tutto quello che sapevo sul kebab è profondamente cambiato e ho come l’impressione che continuerà ad aggiornarsi.

Fino ad ora sono riuscita ad assaggiare il Patlıcan Kebabı, che altro non è che carne macinata fatta a polpettine con aglio e spezie, melanzane, pomodori e peperoni verdi e l’Adana Kebabı, polpettine lunghe di carne d’agnello con peperoni e pomodori accompagnata da un’insalata di cipolla e prezzemolo.

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Quella che io chiamavo piadina qui si chiama lavaş ed è una delle cose che mi piace di più. Già il fatto che è pane ma non riempie me lo fa stare simpatico e poi io ADORO ciò che è pane o similpane.

La sorpresa è stata la bevanda che accompagna il tutto: mentre io ordinavo bellamente CocaCola qui si beve Ayran, sostanzialmente yogurt mescolato ad acqua. Non che l’idea mi entusiasmasse la prima volta, ma dopo averlo assaggiato devo confessare che ha il suo perché: è perfetto per mitigare il piccante ed è dissetante e rinfrescante, cosa che con la carne non guasta.

La mia conoscenza pregressa della cucina turca si fermava, come ho detto, al kebab, quindi fin da subito sono stata curiosa di scoprire altro.

Una delle prime cose che ho scoperto ed è entrata di diritto nella top three dei miei piatti turchi preferiti è il lahmacun, una base di pane sottile con carne, verdure e spezie finemente tritate. Una bontà infinita. Un’altra cosa che ho scoperto in tempi record sono i kurufasulye (fagioli borlotti in brodo di carne e pomodoro). Ognuno qui ha il suo modo di cucinarli: più ad est sono cucinati con salça, un misto di concentrato di pomodoro spesso con concentrato di peperone piccante, e tocchetti di carne di manzo. Ad ovest, dove mi trovo io, al posto della carne c’è una salsiccia di manzo (sucuk) e il sugo è più concentrato. Ma poco cambia sull’interpretazione di questo piatto: per la mia esperienza questo è un piatto che ogni moglie turca dovrebbe saper fare al marito e che, di conseguenza, ogni futura sposina dovrebbe dimostrare di saper fare alla suocera.

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In mensa in azienda, poi, mi si sono chiarite le abitudini alimentari relative ad un pasto tipo: si parte con una zuppa calda (çorba), meglio se bollente. Segue il piatto principale, in genere carne, il pesce non è proprio comunissimo. L’accompagnamento è il pilav, di riso o bulgur, con o senza ceci. Il tè bollente chiude il pasto.

Per quanto riguarda i dolci si apre un intero capitolo, lungo quanto la settimana di Natale che sta arrivando, ma non posso non menzionare la mia preferita: la baklava. Finora il mio concetto di baklava è stato associato a festeggiamenti. In azienda se qualcuno viene promosso, arriva, torna o compra una macchina o una cosa nuova, arriva la baklava, ovvero la felicità fatta sotto forma di dolce ipercalorico pieno di pistacchi tritati, burro e sciroppo di zucchero. Non proprio una cosetta leggera ma una soddisfazione per la mente e il palato. Né una cosa economica, è considerato uno dei dolci più costosi, ma d’altra parte se si festeggia si festeggia per bene!

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L’impressione generale è stata fin da subito che ai turchi piaccia mangiare e mangiare gustoso e /o piccante. Il cibo è uno degli argomenti prediletti da tutti nelle conversazioni, il cibo è un pensiero piacevole per molti. Una delle prime impressioni è stata che la cucina turca prediliga la carne, spesso sotto forma di tocchetti o polpettine. Le spezie sono molto comuni, pepe nero e peperoncino sminuzzato sono la base speziata di molti piatti. La menta secca è altrettanto diffusa. Lo yogurt idem, indispensabile per molte salse, marinature, bevande e zuppe.

In questa piccola sintesi non c’è stato posto per moltissime cose che ho già scoperto e molte altre che scoprirò, ma da qualche parte bisogna iniziare!

Non vedo l’ora di completare il mio quadernetto delle ricette che ho inaugurato qualche tempo fa e ho come la sensazione che in Italia fratelli e sorelle saranno una cavia per alcuni esperimenti di cucina turca…preparate gli stomaci!

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