Cinque falsi stereotipi sul Giappone

Dopo anni vissuti lì, un lavoro, una scuola, tanti amici e un amore incondizionato verso il paese del sol levante, sono riuscita ad apprendere e comprendere appieno quello che è un paese così diverso dal nostro. Il Giappone è diverso in tanto, forse in tutto. Eppure ci sono degli stereotipi che sono sorti e mai tramontati. Stereotipi del tutto falsi, che però continuano a circolare e passano di bocca in bocca.

Voglio qui sfatare quelle false credenze e dimostrarvi il contrario.

In Giappone si mangia solo sushi.

Non credo esista falsità più grande! La cucina giapponese è incredibilmente vasta e variegata. Certo, il Giappone è la patria del sushi, su questo siamo tutti d’accordo, ma i menu dei ristoranti sono così ampi che quando c’è da prenotare si ha sempre l’imbarazzo della scelta. Il cibo giapponese offre una varietà enorme di diversi cibi e buonissimi, dalle zuppe, ai fritti, ai dolci o alla carne alla brace.

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Il Giappone costa tantissimo.

Negli anni ’90 forse sì, ma ora lo yen è decisamente più accessibile. Andare in Giappone come turista è totalmente diverso da vivere lì fissi. Da turista le spese sono ancora abbordabili, anche se troverete i mezzi di trasporto pubblico estremamente cari. Sono cari sì, ma efficientissimi e ultra puliti. È un piacere pagare per un servizio eccellente. Per il resto, a meno che non vi piaccia trattarvi con beni di lusso, una vacanza in Giappone è alla portata di tutti. Si pensa che il paese sia caro, perché chi va in Giappone tende a fare un bel tour delle città più importanti della durata di più di due settimane e non limitarsi magari solo a Tokyo. Inoltre il Giappone è il paese del consumismo per eccellenza e avrete la tentazione di comprare praticamente tutto (e lo farete). Per questo, una volta tornati a casa e tirate le somme, considererete il Giappone come un paese costosissimo. Attenzione però, non voglio che pensiate cha fare questo viaggio sia economico come andare in Cambogia o nelle Filippine, ma ritengo che sia decisamente alla portata di molte persone.

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Il Giappone è un paese cosmopolita.

Purtroppo devo sfatare anche questo mito. Il Giappone è invece un paese piuttosto chiuso e poco amichevole nei confronti di tutto ciò che è estero. Questo forte nazionalismo è stato la spina dorsale del paese per secoli e ha pervaso tutta la sua storia. L’apertuta con l’occidente nei primi anni del novecento è stata lenta e dolorosa e devo ammettere che tutt’ora non mancano sporadici episodi di razzismo. Gli stranieri che vivono in Giappone sono decisamente meno rispetto a tanti altri paesi del mondo e si percepiscono sicuramente in maniera minore che, magari, a Singapore o a Hong Kong.

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La geisha è una prostituta.

Ogni volta che sento questo luogo comune mi arrabbio un po’. La geisha era una figura molto rispettata nel Giappone antico. Letteralmente significa “persona d’arte”, proprio perché le sue mansioni erano quelle di intrattenere i propri clienti con nobili arti, tra cui il ballo e il canto. Le geisha erano delle vere e proprie professioniste in grado di suonare strumenti musicali giapponesi, recitare e condurre cerimonie. Un’altra arte fondamentale delle geisha era quella di condurre conversazioni di alto livello, al fine appunto di intrattenere i clienti. È poi vero che talvolta questi intrattenimenti potevano anche sfociare in favori sessuali, ma era piuttosto raro ed eccezionale ed è questo che ha affibiato il sinonimo di prostituta alle geisha. Una geisha per definirsi tale doveva sottostare ad anni e anni di severa preparazione in scuole apposite per l’apprendimento delle nobili arti giapponesi.

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In Giappone parlano tutti inglese, perché è un paese avanzatissimo.

E invece no. Quello che pensano in molti è che vista l’avanzata tecnologia e modernità del paese, in Giappone è facile destreggiarsi perché l’inglese sarà dappertutto. I giapponesi, proprio per quel forte senso di nazionalismo di cui sopra, non hanno mai dato grande peso all’inglese, e, nonostante sia insegnato nelle scuole, in pochi lo parlano. Devo ammettere che recentemente la situazione sia migliorata sensibilmente (anche se chi lo parla, lo parla con un fortissimo accento giapponese e con pochissima confidenza), ma in ogni caso il turista in Giappone farà una gran fatica a comunicare o a orientarsi.

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Spero di avervi convinto che quello che si sente sul Giappone non è del tutto realistico. Ci sarebbero ancora vari miti da sfatare, ma quelli li lascio a voi!

Testo di Sara Caulfield

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