Ritornare a Londra, ritornare a casa 

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Mi auguro ci sia la pioggia. Nei miei ricordi c’è sempre la pioggia. Nella mia Londra c’è sempre la pioggia. No, non pensare male. Non è quella di cui si lamentano gli italiani all’estero, quella scontrosa e lancinante che fa rimpiangere il bel paese. La mia Londra è bagnata dalla pioggia malinconica e dalle acque alte dei maremoti. Il terremoto ci sconvolge tutto perché è inaspettato, mentre il maremoto nasce dall’onda che sempre ci culla. È naturale. La pioggia a Londra fa parte della città, come la nebbia a Milano. È forse un tratto che non tutti potranno apprezzare, ma di cui alcuni si innamoreranno follemente, così com’è successo. 

Londra si veste di pioggia senza vergogna.

Londra è la donna di cui tutti parlano male, ma da cui tutti continuano a tornare. Uno schiaffo e una carezza. Sei bellissima, non ti voglio più. Londra e il suo passato da dimenticare. Si veste di nero per far la ribelle, con la matita spessa che le nasconde gli occhi blu, il sangue blu. Rinnega tutto, si reinventa sempre. Non si esprime spesso, ma un’opinione ce l’ha sempre.

Si perde in un bicchier d’acqua quando capita.

Ho sempre detto che a Londra non ci avrei mai vissuto. Era troppo caotica, turistica. Io sognavo una cittadina irlandese immersa nel verde. Una città a misura d’uomo. Una città a misura mia. Invece Londra è grande. Se da quando viaggio ho sempre lottato con le distanze, Londra mi spaventava con le sue distanze fisiche laddove non avrebbero dovuto esserci. Un’ora da Ealing Broadway a Mile End. Prima di trasferircimi, l’ho definita addirittura sopravvalutata. Solo con il trascorrere del tempo mi rendevo conto che Londra è sopravvalutata solo se ci vai per fare il selfie al Big Ben e il giro sul London Eye Perche questa città ha da offrire un mondo tutto nuovo e non parlo da quello che si vede dalle iconiche cabine del telefono. 

Londra è una città dove chiunque può trovare la sua dimensione. È una giungla multiculturale dove convivono le tradizioni più diverse, senza ferirsi. C’è spazio per il ristorante turco accanto al parrucchiere cinese che si trova proprio di fronte al supermercato libanese. 
Proprio per questa ragioni, Londra è bella per la sua pioggia, per i suoi momenti difficili e i suoi contrasti. Per questo spero nella pioggia. Spero nella sua malinconia e riesco già a percepire la nostalgia che già si fa strada al pensiero di dirle addio domenica sera. 
Tre anni fa sono arrivata a Londra per la seconda volta nella mia vita. Chancery Lane era illuminata dalle luci natalizie e mi sembrava che tutti corressero senza un apparente motivo. Tutti andavano velocemente e la mia vita era in pausa. Io ero bloccata. Ero ferma e tutto quello che ho sentito quel pomeriggio a Chancery Lane è stata la pioggia che mi rigava il viso. 
Se ci penso adesso, una città così non può fare altro che mancarti. 

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