Forse non basta un viaggio

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Partire. Ah, come suona bene. Un biglietto aereo, una valigia preparata in fretta e furia e già siamo pronti a lasciarci tutto alle spalle. Quante volte l’aereo che decollava mi ha fatto sentire più leggera, come se, una volta partita, tutto ciò che mi faceva sentire prima pesante diventasse mero ricordo di un qualcosa di ormai andato. 

Sono partita per dimenticare, forte della convinzione che nuovo ricordi potessero cancellare ciò che era stato fino a quel momento e darmi pace. 

Ho comprato l’ennesimo volo come monito della mia indipendenza e della mia testardaggine che mi hanno sempre portato lontano, ma mai abbastanza dai miei incubi. 

Sono arrivata in un nuovo paese credendo che davvero potessi essere diversa vestendo dei nuovi panni. Una nuova casa, un nuovo ruolo, dei nuovi amici. Ho pensato che tutto questo potesse rendermi una persona nuova e permettermi di ricominciare. Purtroppo per ricominciare davvero serve chiudere alcuni capitoli, ma questo l’ho capito solo col tempo (e con gli errori). 

Dopo tre anni e mezzo in giro per il mondo sono arrivata a pensare che forse non basta un viaggio. Vi dirò una cosa: non è che non basta, è che non serve proprio a nulla.

Partire non basta perché poi arriva il momento di tornare e quando arriva il momento di tornare bisogna fare i conti con una serie di situazioni aperte, di ferite non curate e di conti che non abbiamo pagato.

Viaggiare non serve perché non nasce per soddisfare una necessità, se non quella del conoscere. Viaggiare non basta se parti per dimenticare. Si viaggia per imparare e per ricordare ogni lezione una volta tornati. 

Così dopo aver vissuto a Londra ho imparato che ne vale sempre la pena mettersi in gioco anche quando tutto dice no. E a Berlino ho imparato a credere nei miei sogni che anni fa sembravano impossibili e adesso si stanno realizzando, uno dopo l’altro. Il Perù mi ha invece regalato un paio di occhi nuovi per guardare le cose e la Repubblica Dominicana il coraggio per viverle. La Spagna mi ha insegnato che l’amore è davvero tutto e chi ti dice il contrario non si è mai innamorato a vent’anni. In Irlanda invece ho imparato a condividere la mia storia e non sarei qui a scrivere, se non fossi mai partita nell’estate del 2011. Solo qui a Roma ho imparato però a piangere sul serio e ad essere orgogliosa dei miei buchi neri che spaventano, ma dio quanto sono belli. 

Forse non basta viaggiare. Un viaggio sicuramente non basta perché poi ce ne vuole un secondo, un terzo, e via così…

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