Fuga a Glasgow: “Credevo che non sarei mai tornata a casa”

Glasgow è la città più grande e popolata della Scozia e il nuovo capoluogo dell’arte e dell’architettura d’oltremanica, con musei come il Kelvingrove e la Lighthouse di Mackintosh, una prestigiosa scuola d’arte ed edifici avvenieristici come la SSE HYDRO Arena. Ma soprattutto Glasgow è il vero cuore pulsante della musica britannica, patria di alcune delle band migliori degli ultimi anni. Glasgow è musica. Glasgow è musica tra i buskers delle vie del centro, è musica nel suo accento duro ed un dialetto quasi incomprensibile, è musica nei suoi mille piccoli club, è musica in una concerto di una band semi-sconosciuta, è musica nelle sue serate ventose, è musica nei suoi negozi di vinili vintage, è musica sotto la pioggia o quando raramente il sole splende e il cuore ti scoppia di gioia, è musica in un locale storico come il Barrowland e nei pub di studenti del west end, è musica sulla metropolitana che fa il giro della città e tra la natura del giardino botanico, è musica nelle le luci di Ashton Lane il venerdì sera, è musica negli occhi di ghiaccio di un musicista innamorato della sua città, è musica nelle canzoni che i suoi artisti le dedicano, è musica nelle promesse sussurrate piano o gridate tra la folla di Sauchiehall street, è musica in un tramonto autunnale sulle rive del Clyde, è musica quando credevi di esserti perso e invece a Glasgow ti sei solo ritrovato.

Quando sono scappata a Glasgow, senza dire niente a nessuno, credevo che non sarei davvero tornata a casa. Sognavo da sempre di vivere di musica, di brezza scozzese e degli occhi blu dei suoi abitanti. Nel momento in cui tutto stava cadendo a pezzi nella mia vita, non avevo obiettivi, non sentivo più niente come mio, a Glasgow come arrivata mi ero subito sentita a casa, a migliaia di chilometri da casa mia. Ero io, felice, viva. A Glasgow anch’io ero musica, finche non sono scappata di nuovo.

Glasgow non si affaccia direttamente sul mare, ma a Glasgow ci sono i gabbiani. Quando mi sono chiesta il perchè, mi è tornata in mente una poesia che da piccola mio padre mi leggeva sempre. Non ero anche io uno dei gabbiani di Glasgow, che l’avevo sfiorata con gioia e prepotenza, ma senza mai arrivare a trovarvi la pace?

“Gabbiani” da POESIE (Vincenzo Cardarelli)

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,

ove trovino pace.

Io son come loro,

in perpetuo volo.

La vita la sfioro

com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.

E come forse anch’essi amo la quiete,

la gran quiete marina,

ma il mio destino è vivere

balenando in burrasca.

Testo di Beatrice Costanzo

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