Una ragazza europea a Singapore: la storia di Giulia

Sono Giulia, ho 25 anni e vengo dall’Europa. La mia famiglia è metà ungherese e ho vissuto in quattro paesi prima di trasferirmi in Sud Est Asiatico: Italia, dove sono cresciuta, Francia, Malta ed in Estonia.

Insomma, viaggiare non è un hobby, è la mia vita. Quando non sono in viaggio, mi piace passare il tempo con i miei amici, mangiando tanto buon cibo (no, ancora non mi sono abituata a chi mette l’ananas sulla pizza o il ketchup nella pasta). Leggo, tanto, e quest’anno voglio arrivare a leggere 100 libri.

In che paese hai avuto un’esperienza lavorativa?

Il paese più recente dove vivo al momento è Singapore. Più che un paese, è una città stato da 5M di abitanti, all’estremità meridionale dell’Asia. è anche uno dei paesi più sviluppati dell’Asia, grazie alle politiche molto favorevoli per i capitali esteri e alla burocrazia efficiente.

Quali sono le paure che avevi prima di partire?

Anche se non è la prima volta che lavoro all’estero, la paura di fallire c’è sempre. Fallire nel lavoro, nell’integrazione, nelle amicizie. Vivere all’estero non è una passeggiata. Avere paura è un buon segno per me, significa che sto lentamente uscendo dalla cosiddetta comfort zone. Se non hai paura di fare qualcosa, o di fallire in qualcosa, probabilmente non è stimolante abbastanza.

Qual è stato il primo impatto con il mondo lavorativo di Singapore?

In un certo senso è stato mite. Ero già in contatto con molte aziende di Singapore quindi sapevo cosa aspettarmi. E’ incredibilmente pulita, efficiente, organizzata. Così sono tutte le aziende e i professionisti che ho incontrato. Insomma, venendo dall’Italia: un sogno!

Mi ha colpito positivamente il fatto che ci siamo tantissime donne che lavorano e dirigono aziende, senza essere malviste. Anzi.

La strada illuminata a festa per il Ramadan. credits @erakogu .jpg

Di che cosa ti occupi?

Lavoro per Jobbatical (www.jobbatical.com), un’azienda fondata in Estonia. Jobbatical è una piattaforma che consente a professionisti di comunicazione, vendite, design e sviluppo di trovare lavoro all’estero. Soprattutto di questi tempi, crediamo sia importante essere esposti a culture diverse. In più, parliamoci chiaramente, noi giovani, i cosiddetti Millenials – vogliamo viaggiare. Ma non nel senso di andare a Sharm-el-sheik una settimana e sentirci cittadini nel mondo.

L’Europa e il Sud-Est Asiatico sono le regioni più importanti per Jobbatical rispetto al numero di aziende e persone interessate a viverci. Vivendo a Singapore, sono a meno di 3h di aereo da tutti i centri più importanti della regione. Mi occupo di business development, quindi la mia responsabilità principale è aumentare il numero di aziende che utilizzano Jobbatical in Sud-Est Asiatico.

Ti va di raccontarci un aneddoto indimenticabile riguardo alla tua esperienza?

Mi chiamo Giulia, come milioni di altre ragazze in Italia nate negli anni ‘90. In Asia sono diventata immediatamente GUILIA. Non so perchè, ma la “g” non funziona come lettera qui. Insomma, adesso su Uber e tutte le altre app il mio nome è Julia.

Quali sono state le principali difficoltà nel trasferirsi? Hai qualche consiglio su come superarle?

Quando ti trasferisci le tre cose principali sono: lavoro, casa, banca.

Per fortuna il lavoro ce l’avevo già, anche perchè il concetto di Jobbatical è che trovi lavoro e poi ti trasferisci. Un problema in meno!

Per quanto riguarda la casa, un consiglio è di cercare sui siti per cercare appartamenti (PropertyGuru, Nestia, 99.co) già qualche mese prima. Farsi un’idea dei quartieri per capire quale sia il migliore per posizione, budget e preferenze.

In un mondo ideale, prima di trovare casa è bello stare almeno una-due settimane nella città per capire davvero dove vuoi vivere. Nella vita reale però Singapore è una città cara, quindi stare in albergo due settimane non era fattibile. Ho preso un aereo in giornata da Kuala Lumpur, ho visto cinque appartamenti, e da remoto ho avviato le pratiche per affittarne uno dei cinque.

Alla fine ha funzionato! Ma ci vuole tanta pazienza.

La questione banca è speciale a Singapore. Non puoi aprire un conto senza un indirizzo di casa e la prova che stai affittando legalmente la casa – ma non puoi neanche affittare una casa senza avere un conto in banca. Bene, ma non benissimo.

Ho risolto usando Transferwise (www.transferwise.com) per pagare la caparra e l’affitto, così ho pagato con la carta di credito in € e il proprietario ha ricevuto un bonifico in valuta locale. Ci è voluto un po’ per rassicurarlo che fosse legale, ma ha funzionato 🙂

Un altro consiglio per non ritrovarsi senza conto in banca e possibilità di avere valuta locale senza pagare tassi spropositati è N26 (https://n26.com/), una banca mobile-first che non ha commissioni sui pagamenti in nessuna valuta e per la mia esperienza i costi più bassi per prelevare in qualsiasi altra valuta.

Henne alla Fiera del Ramadan a Singapore credits @erakogu .jpg

È stato difficile integrarsi e fare amicizia?

Non troppo. Sono stata aiutata da amici che conoscevano qualcuno che conosce qualcuno. Tutti parlano inglese a Singapore quindi è molto facile parlare e fare nuovi amici. Aiuta essere estroversi o almeno aperti a tutto. Qui per esempio una serata al Karaoke è la normalità…

Perché hai scelto di partire per lavorare all’estero?

Mi sentivo troppo “comoda”. Mi sono detta: ho 23 anni, cosa aspetto?
Più che viaggiare come un turista, preferisco vivere come una persona del posto. Quando vado in un posto dove non sono mai stata mi piace camminare e sedermi a bere caffè, non andare a vedere i musei.

Lavorare all’estero è un modo perfetto per continuare a crescere professionalmente ma soprattutto personalmente. E anche spiritualmente, che non guasta.

Hai un consiglio per chi sta decidendo se intraprendere questa esperienza?

“Wherever you go, there you are”.
Non partire se credi che risolva improvvisamente tutti i tuoi problemi. Non partire per scappare da una persona, o ancora peggio da te stesso.

Se invece hai voglia di partire perchè hai voglia di una nuova sfida, perchè stai ancora leggendo? Corri su expedia a comprare un volo!

Ci diresti un motivo per cui avere un’esperienza lavorativa a Singapore?

Funziona. Tutto. Benissimo.

Credo sia uno dei paesi più efficienti del mondo. Devo ancora avere un problema che non sia causato da me stessa.

Lo rifaresti?

Certo! E non vedo l’ora di ripartire da capo nel prossimo paese.

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