Un viaggio chiamato Erasmus

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Pronti, partenza, via!

Perdo l’aereo, ho preteso troppo dal mio caro bagaglio a mano.

Rimedio, cerco su Google come arrivare a Brema e trovo flixbus, una compagnia di bus low cost che avevo usato per la prima volta la settimana precedente per la tratta Roma-Genova.

Da lì a poco saremmo diventati migliori amici.

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Il mio erasmus è in Germania, nella città dei musicanti appunto.

La fiaba dei fratelli Grimm racconta di un cane, un asino, un gatto ed un gallo che per scappare dal loro destino si incontrarono casualmente e decisero di marciare per Brema senza però mai arrivare.

Loro determinati a fare i musicanti, io invece senza una chiara meta ma con la voglia di mettermi in gioco e con il proposito di riscoprirmi.

Non scappavo da niente, vivere un periodo al nord, in quell’Europa che va, era quello che volevo.. Sfumata la Finlandia per dei problemi con i corsi universitari.. Ecco Brema come prima scelta, alla fine riuscii ad arrivarci si.. ma non senza qualche difficoltá dato il viaggio di 20 ore e 40 minuti, cambi di bus inclusi .

Primi giorni: appartamento vuoto, città pure e l’universitá doveva ancora iniziare.

Decisi di approfittare del weekend per rifugiarmi dal mio migliore amico a fare quel che più ci piace fare, viaggiare.

Quindi Amsterdam, Bruxelles, Amburgo dormendo da un tragitto all’altro.

Potrá sembrare che la Germania mi abbia riservato un’ accoglienza fredda e scontrosa, clima a parte così non è stato, ricordo benissimo la bandiera italiana che sventolava dal Rathaus il giorno del mio arrivo, così come i sorrisi e la disponibilità delle persone a cui chiesi informazioni per orientarmi in quelle strade che da lì a poco avrei cominciato a conoscere a memoria.

Torno appena in tempo per iniziare il programma di orientamento.

Ambientarmi è stato molto facile.

Le prime settimane sono state per me le più eccitanti ma possono anche essere le più difficili.

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Sei scaraventato in una nuova realtà e sei fondamentalmente solo seppure circondato da migliaia di studenti provenienti da ogni dove e nella tua stessa situazione, con mille cose da fare, stanze da riempire, insomma potrebbe non essere una passeggiata adattarsi.

Ora: Corso di tedesco, serate con gli erasmus, attività erasmus, primi flirt, primo compleanno all’estero, inizio dei corsi.

Tutto ad un ritmo incredibile, impossibile annoiarsi, difficile stare fermi.

La Germania é diversa dall’Italia, Brema é simile a Genova ma solo per dimensioni.

Trasporto pubblico impeccabile, distanze ravvicinate, regole fatte per essere rispettate.

Con il semester ticket ho trasporti gratuiti in tutta la regione, sino a poter arrivare ad Amburgo ed Hannover, nella prima andai più volte.

L’università nel frattempo é iniziata:

Concepita come campus ha una struttura moderna dotata di fornitissime aule studio, caffetterie, mensa a prezzi da studente, piscine, campi, palestre e corsi di ogni tipo.

Abito a 3 minuti dall’aula in cui ho le lezioni, il metodo di studio é completamente diverso, tanta pratica e tante presentazioni, in pochi vogliono perdere tempo in chiacchiere.

Appena posso escogito viaggi low cost e riparto.

Dopo la visita sacrosanta e rifocillante dei parenti, pesto e numerose pietanze da godere una volta rientrato ecco: Berlino, Praga, Brno, Cracovia, Varsavia, Poznan.

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       -Cracovia,Varsavia,Poznan-

Posti ed esperienze bellissime sulle quali mi viene difficile non spendere parole.

Ritornando in Germania ritorno a Berlino dove mi vengono letteralmente a prendere degli amici erasmus quindi mi riportano a Brema!

È qui che si rinsaldano i rapporti di amicizia tanto che da amici di erasmus qualcuno si candida ad amico di vita.

L’’erasmus può essere una parentesi sulla tua vita, ma anche una parentesi che ti dà vita diventando essa stessa vita e portandosi dietro quel che racchiude.

E spesso racchiude cose belle e situazioni che ti fanno crescere.

Torno un paio di giorni in Italia per salutare i miei, poi di nuovo Bruxelles in un viaggio organizzato dall’associazione Erasmus.

Trovo altro tempo per esplorare un po’ la Germania: Koln e Düsseldorf.

La borsa di studio non copre bene tutte le spese, cerco un lavoro, dopo una settimana sono un commesso di Primark.

Arrivano gli esami, essendo la maggior parte ripartiti in presentazioni durante il corso del semestre ed essendomi organizzato per bene non ho avuto problemi, doveroso dire che la maggior parte dei corsi per Erasmus non celino un quoziente di difficoltá impossibile.

Arriva anche l’estate, ma a Brema no.

Per cui Spagna: un amico dell’organizzazione erasmus mi propose un bel viaggio nel coche che mi aveva giâ portato a Groningeen in Olanda un fine settimana.

Questa volta la destinatione sarebbe stata Pamplona, per il festival di San Fermin, passando da Barcelona, Montserrat, Zaragoza all’andata ed una cittadella nei paesi baschi (Lesaka) e la catalana Lleida al ritorno, infine Barcelona, dove avrei ripreso il volo diretto ad Amburgo.

Accettai.

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Un’altra settimana, il tempo di disfare lo zaino ed é il tempo di mio fratello che viene a trovarmi con un amico:)

Se conto il totale delle persone che sono passate per Brema rimango un po’ sorpreso, in tutto 19.. Mi accorgo di potermi offrire anche come guida turistica della città ma non lo faccio.

Altre visite, rifai lo zaino ed ultima tappa: Danimarca, Copenhagen ed Aarhus.

Rientrando non potevo non fare un salto a Lubecca, di cui mi aveva parlato tanto bene il mio professore nel colloquio che avemmo poco prima della mia partenza.

Siamo alla fine, ultimi giorni: saluti e momenti che rimarranno indimenticabili.

Sono a Domsheide con la mia valigia che aspetto il tram per Flughafen, penso alla chiiusura di questo  capitolo e ripenso alla bellezza dei posti che sto lasciando da Schnoor, Schlachte, Böttcherstraße, Bürgerpark, sino ad arrivare a Findorff e all’ Hauptbahnhof.

Brema per me è stata la città ideale per l’erasmus, mi sono innamorato del suo modo di essere per questo ho già pronti i biglietti per tornare nella prossima primavera.

L’Erasmus per me è stato molto di più di un’esperienza all’estero:

É stata un’ opportunità per scoprire nuovi paesi, misurarmi con una realtá differente, vivere un’ambiente internazionale e conoscere persone fantastiche.

Intraprendi un viaggio molto importante, ti metti davanti ai tuoi pregi e difetti, cresci, attraversi e riscopri affetti, ti riservi voglia di vivere e possibilità di costruirti, ti apri dinanzi a quello che é ed offre il mondo.

Ora sono a Valencia per altri 6 mesi e ‘Quando torni?’ é una domanda che mi accompagna ormai da qualche anno.

Testo di

Tiziano Pedetta

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