Master a Leeds: “Ero molto scettico, ma se potessi tornare indietro, lo rifarei subito”

Ciao! Mi chiamo Igor, vengo da Isolalta di Vigasio (VR) e amo la musica, i videogiochi, e la birra belga. Suono il basso e ho ottenuto il Bachelor of Arts in Music Production presso la Leeds Beckett University l’anno scorso, dove ora sto frequentando un master in Sound and Music for Interactive Games.

In che paese hai studiato e perché hai scelto proprio quell’università?

Da due anni studio appunto a Leeds, dove ho deciso di muovermi in quanto necessario per completare il mio corso di studi intrapreso in Italia.

Inizialmente, una volta finito in Italia, non ero molto convinto di proseguire, ma poi ho scoperto che tra i vari moduli a Leeds avrei potuto frequentare un corso di Game Audio, un campo che volevo approfondire da tempo.

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Quali sono le paure che avevi prima di partire?

La primissima paura è stata di non riuscire ad ottenere il B2, necessario per essere ammessi, e poi di non riuscire ovviamente a farcela con il corso. Alla fine ho passato l’esame di Inglese, e ho piacevolmente scoperto che in Italia mi avevano preparato bene.

Qual è stato il primo impatto?

Quello che si può avere quando ci si trova in un campus così.

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Scherzi a parte, per me, e credo per qualsiasi persona voglia fare musica, è stato come entrare nel paese dei balocchi: l’università mette a disposizione per gli studenti degli studi di alto livello completi di strumentazione, che possono essere prenotati o, se sono liberi, utilizzati a piacimento. Non mancano poi sale prova e diversi laboratori per lavorare su audio e video. Ah, e la biblioteca, oltre che immensa e fornitissima, è aperta 24/7 (pure i laboratori lo sono). Anche a Capodanno, che, dato che non si sa mai cosa fare, potrebbe essere una soluzione molto hipster.

Come è stato frequentare l’università a Leeds?

E’ stato (ed è) un’ottima esperienza, non solo per le risorse. Dal punto di vista formativo, infatti, i docenti sono persone con grande esperienza nell’industria, cosa che penso sia fondamentale per chi vuole lavorare nell’ambito artistico/multimediale. Il mondo accademico può essere bellissimo, ma se non ha un riscontro nella vita reale serve a poco.

Ti va di raccontarci un aneddoto indimenticabile riguardo alla tua esperienza accademica?

Bè, Domino’s a inizio anno ha fatto un weekend di pizza a un pound (intendo una pizza intera), ed è stato emozionante. Anche fare Verona-Leeds in auto, in meno di quarantotto ore, è stata una bella esperienza, ma più che indimenticabile, la definirei mistica.

Tornando seri, una delle cose migliori è stata registrare un album con un artista di queste parti: Tom Williams. L’università aveva organizzato questa settimana in studio con lui a cui ci si poteva candidare, e mi hanno preso. Ritrovo alle nove del mattino, lui cantava e suonava alla chitarra i suoi pezzi, e poi assieme si tirava fuori un arrangiamento e lo si registrava. Abbiamo registrato due brani al giorno, completi di arrangiamento, che non avevamo mai sentito! E’ stata una settimana non stop, che mi ha spremuto come persona e musicista: si era praticamente sempre in studio. Tom è stato molto soddisfatto però ed ha voluto ripetere l’esperienza per registrare altro materiale, a breve dovrebbe uscire il nostro disco!

È stato difficile integrarsi e fare amicizia?

Assolutamente no. Gli Inglesi a Nord amano fare festa, e a Leeds ci sono sempre eventi per ogni gusto, basta cercare. Anzi, direi che basta uscire di casa!

Perché hai scelto di partire per un master all’estero?

Il mio master al momento è disponibile solo qui, e quindi quello è stato un forte punto a favore. Inoltre, conoscendo già parte del corpo docenti e le risorse dell’università, ero sicuro sulla qualità del corso.

Un consiglio a chi sta decidendo se intraprendere questa esperienza?

Due consigli!

Uno: non abbiate dubbi sul partire o meno, fatelo e subito! Che siano due tre mesi o due tre anni, andare all’estero aiuta ad allargare i propri orizzonti. E ve lo dice una persona che era molto scettica a riguardo.

Due: una volta partiti, conoscenze! Fatene più che potete, non solo allargherete la vostra mente con le esperienze di chi è cresciuto in un contesto totalmente differente dal vostro, ma creerete un network prezioso. Tanto è facile, abbiamo inventato la pizza quindi ci vogliono tutti bene!

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Perché studiare proprio alla Leeds Beckett?

Come ho detto in precedenza, è un ambiente che offre mille risorse, possibilità di confronto e agganci.

Lo rifaresti?

Senza ombra di dubbio. Finalmente mi sembra di aver preso la strada giusta per fare della mia passione il mio lavoro, e non voglio assolutamente abbandonarla!

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