Innamorarsi dell’Inghilterra: fate le valigie e scoprite la Cornovaglia

L’Inghilterra non mi ha conquistato subito. Anzi. Mi è entrata dentro lentamente, in modo ostile e perverso, portandomi allo stremo delle forze e gettandomi per terra più volte, prima di regalarmi dei momenti felici.

Non c’è da stupirsi perché come ogni italiano medio per me l’Inghilterra non era altro che Londra che, in fondo, non ha fatto che comportarsi come le veniva più naturale. Si è comportata da capitale. In una capitale ti senti travolto dal ritmo intenso, ti si mozza il respiro, cerchi di trovare il tuo posto ma alla fine riesci soltanto a trovarne mille, di posti, e nessuno che ti accoglie pienamente. Le capitali sono un po’ così, delle prostitute che ricevono tutti senza mai dare la possibilità d’innamorarsi fino in fondo. Ti deludono un po’ perché sorridono e ammiccano con sguardo malizioso e si sanno vendere meglio di quel che in realtà offrono. Dopo qualche mese a Londra mi sentivo esausta e avvertivo che avevo dato molto più di quanto avevo ricevuto. Avevo bisogno di sapere che l’Inghilterra non era solo lavoro, stress, turismo e catene commerciali.

Dall’iniziale piano di fuga per visitare direttamente Irlanda e Scozia finisco, non so come, a incuriosirmi all’Inghilterra, a quest’ospite distratta e incurante che mi aveva accolto così malamente. Due settimane, decido, zaino in spalla e un po’ all’avventura. E così inizia la mia settimana in Cornovaglia.

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Anche lei, in realtà, rivela subito il suo lato peggiore. Prima notte di viaggio: Londra- Newquay. Piove per tutto il santo giorno, impedendomi di fare surf. Il secondo giorno, poi, arrivo a Land’s End e c’è nebbia totale ad attendermi. Infreddolita, arrabbiata, cerco un riparo al primo campeggio che trovo. Ma la mattina dopo la nebbia se n’è andata. Finalmente l’Inghilterra ha gettato l’ascia di guerra e mi permette di conoscerla e d’innamorarmi di lei. Un giorno in un castello in mezzo al mare e una sera a mangiare del vero cibo inglese con dei veri inglesi in un’atmosfera hippie.

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Ma la sorpresa più grande mi attende a Tintagel. Ho dovuto fare miracoli al mio itinerario per arrivare fin qui ma quello che scopro mi ripaga degli sforzi. Quando vedi Tintagel capisci perché questi posti abbiano ispirato tante leggende. C’è la grotta di Merlino e il castello di Artù. Non ti stancheresti mai di esplorare questi luoghi surreali. La Cornovaglia mi ha regalato tutto ciò che aveva da offrire: l’oceano profondo, i prati così verdi da sembrare finti, gli odori intensi dei fiori e delle Cornish pasties, la cordialità delle persone e i paesaggi ai confini del mondo.

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E ho scoperto che ci si può innamorare anche di un Paese così.

Testo di

Vulcania

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