Erasmus a Madrid: “La città mi ha accolto veramente bene.”

Sono Domen Frandolic, ho 23 anni e vengo da Duino, località balneare nei pressi di Trieste. Italiano di origine, faccio parte della minoranza Slovena in Italia. Sono bilingue e la multiculturalità è ormai diventata il mio pane quotidiano. Dopo tre anni di liceo a Trieste sentivo il bisogno di ampliare I miei orizzonti. Questo mi ha portato a studiare un anno in Inghilterra prima, per poi concludere gli studi a Lubiana, capitale della Slovenia. Infine, la “bora” Triestina mi ha portato a studiare economia a Milano. Sono appassionato dal mondo dell’imprenditoria, della psicologia e dello sviluppo del potenziale umano. Inoltre, amo viaggiare e parlare in pubblico.

In che paese hai studiato e perché hai scelto proprio quell’università?

Come meta Erasmus ho scelto la Spagna, in specifico la sua capitale. Ho studiato all’Instituto De Empresa, scuola di business e imprenditoria spagnola che segue il metodo di apprendimento Americano, basato sui “case Studies”.  Ho scelto questa scuola principalmente per questa ragione, ma anche per la sua posizione nel cuore di Madrid. Inoltre, cercavo un’esperienza che poteva ulteriormente riempire il mio bagaglio multiculturale. Anche se l’università in se è spagnola, la maggior parte degli studenti sono stranieri.

Quali sono le paure che avevi prima di partire?

Per quanto il mio bagaglio è sempre a portata di mano, la paura di partire non era presente. L’unica vera paura era come trovare casa, in quanto sono partito senza avere una sistemazione. Fortunatamente ho trovato una stanza proprio nei primi giorni, e ho vissuto con un ragazzo Indiano e l’atro Pachistano.

Qual è stato il primo impatto?

Il primo impatto? Fantastico. L’essere “tranquilo” spagnolo ti mette subito a tuo agio. In più, la cosa che mi ha colpito particolarmente era che le persone non accettano uno stile di vita fatto di frenesie, bensì pongono maggior attenzione al relax, alle relazioni sociali e al divertimento. Arrivando da un ambiente Milanese dove il giorno dovrebbe avere almeno il doppio delle ore per fare tutto con calma, devo dire che Madrid mi ha accolto veramente bene.

Come è stato frequentare l’università in Spagna?

Frequentare l’università a Madrid rispecchiava pienamente la cultura Spagnola. Clima tranquillo, sereno ed orientato molto verso eventi sociali, per fare in modo che gli studenti si conoscano più a fondo e possano condividere il più possibile. Le lezioni erano molto basate sul “discussion learning” e su cazi aziendali, confronto il metodo dei libri usato in Italia. E stato semplicemente fantastico, anche se le lezioni erano tutte in Inglese. Sicuramente l’esperienza sarebbe stata ancor migliore se quest’ultime fossero in spagnolo.

Ti va di raccontarci un aneddoto indimenticabile riguardo alla tua esperienza accademica?

Non potrò mai scordare il rapporto di amicizia che si crea in circostanze universitarie come queste. Dopo qualche lezioni chiamavo i professori per nome, e la relazione con essi è tutt’altro che formale. Anzi, quasi a dire troppo amichevole. Addirittura, per un esame ricordo di aver scritto alla professoressa su WhatsApp se alcuni materiali andavano studiati. Questa è stata per me una grande rivoluzione, essendo abituato al metodo Italiano, dove il professore è visto dal basso verso l’ alto.

È stato difficile integrarsi e fare amicizia?

Per niente. Come ho detto, il clima tranquillo favoriva l ‘integrazione e l’amicizia. In più, le diversità tra le nazionalità degli studenti era uno stimolo in più per conoscere l’altro. Ho stretto amicizie veramente significative che mi hanno portato a fare altri due viaggi subito dopo l’Erasmus. Prima a Monaco in Germania e poi a festeggiare il carnevale di Rio in Brasile.

Perché hai scelto di partire per un semestre all’estero?

Aparte gli stimoli a vivere in un nuovo paese ed una nuova cultura, ogni partenza rappresenta per me un “ripartire da zero”. Soltanto quando sei nuovamente a zero e sei nessuno, la tua identità e il tuo modo di essere, vivere, apprendere e condividere può emergere o riemergere. Pertanto, pertire non significa soltanto studiare in una nuova istituzione accademica, conoscere nuovi posti e persone, bensi, significa soprattutto a studiare “all’università della vita”.

Un consiglio a chi sta decidendo se intraprendere questa esperienza?

Hai qualche ansia che ti sta bloccando oppure ti senti insicuro sulla partenza? Questi sintomi sono comuni, ma soltanto chi osa ad andare oltre potrà scoprire la magia che ci sta dietro a quelle ansie o insicurezze. Qualsiasi esperienza di questo genere non può che arricchire il tuo bagaglio personale, vitale e accademico.

Perché studiare proprio all’Instituto de Empresa?

Studiare all’ Instituto De Empresa vuole dire conoscere, mettersi in gioco e partecipare, apprendendo soprattutto dalle discussioni fatte in classe e meno dal libro. Sebbene reputo lo studio della teoria molto importante per creare delle basi, il metodo della discussione dei casi aiuta a sviluppare in noi il “creative thinking” e aiuta molto a sciogliere il ghiaccio e le paure nel presentare o parlare in pubblico. Ve la consiglio vivamente, specialmente se siete persone interessate più all’apprendimento via “case studies”.

Lo rifaresti?

Senza dubbio lo rifarei e senza dubbio lo rifarò. Se avessi l’opportunità di partire domani non ci penserei due volte. Esperienze come queste sono indimenticabili. Come direbbero I spagnoli: “Hasta pronto”.

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