Vieni ad essere sfacciato con me

Non so come facciamo, come ci riesca l’ignorarci mentre la voglia di guardarci ci prende dentro e ci strattona. Gioco compulsivamente con tutto quello che mi capita tra le mani: la forchetta, il sottobicchiere, mi fisso su un dettaglio del tavolo, sento con la coda dell’occhio il tuo sguardo su di me. Hai una freddezza che mi atterrisce. Domani le mie amiche mi invieranno un messaggio vocale e, con voce sconcertata – sai quando si alza di un tono? –, mi chiederanno come mai io non me ne sia andata, non abbia fatto una scenata, non sia sbottata con qualche frecciata di puro cinismo com’è nel mio stile.

Da domani ognuno avrà la sua versione, il suo ritratto di te, le sue personali supposizioni, i suoi consigli. Niente di quello scotta quanto la voglia che ho di vederti. Niente di quello mi gela lo stomaco quanto la tua recita improvvisata, ma stranamente ben riuscita.

Sei un gran bell’attore, sei un ottimo bugiardo.

In tutte le immagini che mi dipingeranno di te, io mi perderò. Tra tutte le descrizioni che mi faranno, io non saprò quale scegliere. Perché anche io, nella mia testa, tra le mie mura, ne ho fatte migliaia. Cambiando pian piano una sola variabile. E poi cambiandole a coppie. E poi mischiandole. E poi incasinando tutto, e mandando tutto affanculo.

Non sono mai stata una grande investigatrice, di quelle che segnano luoghi e indizi e poi mettono tutto su un tabellone appeso al muro unendo con un filo ogni cosa. Magari funziona, ma a me non riesce. Come le appendo su un cartellone le emozioni? Non ci stanno mica.

Una parola però continuerà a riecheggiare, lenta, inesorabile, la goccia che scava nella pietra: comodità.

Devi continuare a ballare, piccolo bugiardo.

Comodità. Scegliere la comodità come piatta risposta a ogni curva della vita. Comodità, quella che odio io. Quella da cui scappo.

E mettiamo anche che nella tua danza, tu faccia questo per comodità. Ti do l’attenuante che sia inconscia, che tu non lo faccia davvero per scelta.

Vieni con me. Un solo giorno. Anzi, facciamo qualche ora.

Vieni a vedere come riesco a trovare qualcosa di te in ogni canzone, come riesco a individuarti in un libro. Vieni a lasciare indietro i luoghi comuni e a perderti in qualcosa che capiamo con uno sguardo. Vieni a farti travolgere dalle mie passioni e dalle cose semplici che mi emozionano. Vieni ad essere sfacciato con me, con il mio voler essere la prima, con il mio mettermi al centro sapendo che potrei essere il primo bersaglio. Non ho paura, ti faccio scudo, piccolo bugiardo. Vieni ad alzare il volume della mia musica, vieni a dimenticarti l’ombrello a casa battendo i denti sotto la pioggia. Mi entra dentro, quell’acqua senza scrupoli. Inizia a bagnarmi la felpa, i capelli, mi si infila nelle scarpe. Abbracciami, stringimi a te, poi abbassi lo sguardo e mi sorridi. Vieni a preparare una valigia di fretta, ad aspettare il tuo volo seduto con le gambe incrociate ad un gate, a guardarmi trascinare la valigia senza farmi aiutare mai da nessuno. Vieni con me, ti porto ad Highgate a vedere Londra da lontano, a coricarti in un parco inglese al sole con la maglia a maniche corte e un paio di adolescenti che fumano poco lontano. Ci sentiremo invincibili, sentiremo che qualcosa nel mondo contiamo anche noi. E poi scendendo da là vedrai lo stadio dell’Arsenal e io rischierò di farmi investire perché cammino e non faccio attenzione, perché sto con lo sguardo in aria. Poi ci lanceremmo a sentire una band in un locale di King’s Cross tra la birra che bagna il pavimento e i chiodi di pelle di chi è sul palco. Nel freddo di Londra cercherei la tua mano, che sa sempre dove trovare la mia. Sai che voglio partire, sai che non vedo l’ora di rimettermi in moto.

Vieni ad essere sfacciato con me perché io, tutte le tentazioni di cui hai paura, voglio spogliarle una dopo l’altra e sentire che sei qui con me.

Non sono una comoda, io. Lo sai. Me l’hai letto negli occhi. Sai che potrei incasinarti la vita come mi incasino i capelli. Eppure non sai di quanta devozione è capace una mina vagante come me.

Testo e foto di

Valentina.

Facebook

Potete leggere Valentina anche qui sul suo blog

 Vuoi scrivere per Quando Torni? Clicca qui

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Sally ha detto:

    L’ha ribloggato su Questo mio altro quaderno.e ha commentato:
    Il mio “questa sera”, oggi, è qui.
    Con il tempo che vorrei chiedere, per mostrare – per mostrarmi.
    Perché mi innamoro, perché viaggio.
    Perché è questione, inspiegabile, di cuore.
    Completamente.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...