Master all’estero: Andrea e la sua esperienza alla Copenhagen Business School

Sono Andrea Seminara, ho 23 anni e vengo da Bergamo. Le mie più grandi passioni sono tecnologia, viaggiare imprenditoria, e cibo. Non necessariamente in quest’ordine.

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In che paese hai studiato e perché hai scelto proprio quell’università?

Ho iniziato la mia formazione accademica all’Università Bocconi di Milano, studiando Economia Aziendale e Management. Durante questo corso di laurea triennale, ho avuto la possibilità di frequentare due università in Asia. Il mio ultimo semestre l’ho fatto a Singapore. Appena tornato a Milano avevo già voglia di ripartire, di conoscere nuove persone, nuove culture. È lì che ho deciso di partire nuovamente. La Copenhagen Business School offre un Master in International Marketing and Management. Non ero mai stato in Danimarca o in Scandinavia prima di allora. Quell’università mi dava l’opportunità di scoprire una parte di Europa inesplorata, non rinunciando alla qualità accademica e, perchè no, alla vicinanza a casa (2 ore di aereo). Inoltre, sentivo la Bocconi come casa mia ormai, un posto che anche se parti, sai sempre che sarà lì ad accoglierti ogni volta che vorrai tornare.

Quali sono le paure che avevi prima di partire?

Come ho detto, non ero mai stato nei Nordics prima di quel momento. Andavo lì con la mia ragazza e qualche altro collega della triennale in Bocconi. Avevo paura di morire di fame, di freddo. Ma devo essere sincero, l’idea di ricominciare da capo mi elettrizzava, anche se la vita milanese mi piaceva parecchio. Pensavo di trovare un po’ di essere “discriminato”, questo è ciò che ci si aspetta alle volte sa quelle regioni. Nonostante sapessi l’inglese, avevo qualche dubbio per la lingua dato che non parlavo una parola di danese, eccezion fatta per Carlsberg, che non credo possa essere davvero presa in considerazione.

Qual è stato il primo impatto?

Il primo impatto e stato ottimo. La città fantastica, le persone cordiali e aperte. I servizi e la burocrazia efficienti. In Danimarca non esiste la stagione estiva, per di più si tratta di una o due settimane al massimo. Nonostante ciò, mi sono abituato subito allo stile di vita, andando in giro ovunque in bicicletta, mangiando pane e burro, mettendo candele alla finestra che, puntualmente, non avrà tende.

Come è stato frequentare l’università in Danimarca?

Di mamma ce n’è una sola, anche quando si parla di università. Nonostante mi senta ancora più un Bocconiano in trasferta che altro, la CBS offre grandi opportunità. Le classi sono internazionali, con scandinavi, tedeschi, altri europei ma anche compagni provenienti dalle Hawaii o Taiwan. Il metodo didattico è sensibilmente differente, con un approccio più teorico, legato molto alla lettura e redazione di scientific papers.

Ti va di raccontarci un aneddoto indimenticabile riguardo alla tua esperienza accademica? 

Il mio spirito imprenditoriale e la passione per la tecnologia mi segue ovunque vado. Notando un che c’era un vuoto nel panormana associativo ho deciso di fondare una nuova organizzazione studentesca, TechMinds Copenhagen. Vedere una propria idea prendere forma, ed soprattutto essere accettata dall’Università e dagli studenti, è stata una bella sensazione. Ci sono stati riconosciuti anche dei fondi dalla CBS per la fase di startup.

È stato difficile integrarsi e fare amicizia?

Nonostante ciò che si possa pensare, i miei colleghi danesi erano molto aperti. Con due ragazzi ho legato talmente tanto che quest’estate abbiamo passato tutti una decina di giorni in Sardegna.

Perché hai scelto di partire per un master all’estero?

Come ho detto prima, sentivo che questo mondo aveva ancora da offrirmi talmente tanto che non volevo perdermi proprio nulla. E  potevo tranquillamente fermarmi li, considerando già la Danimarca come il mio ennesimo exhange. Ma non è stato così. Con questa filosofia sono partito nuovamente in Exchange e al momento mi trovo per un semestre alla George Washington University di Washington, DC, aggiungendo la mia 5ª università a curriculum, la prima negli States.

Un consiglio a chi sta decidendo se intraprendere questa esperienza?

Partite. Avete paura della lingua? La si impara. Non conoscete nessuno? Ancora meglio! Da questo tipo di esperienze c’è solo da guadagnare. Non abbiamo nulla da perdere, ma ogni posto è così ricco di possibilità che sarebbe proprio uno spreco non coglierne il più possibile.

Perché studiare proprio alla CBS?

È un’università internazionale, con un network globale in espansione. È ben collegata con le aziende e i professori sono disponibili 24/7, della serie che li chiami per nome e ci puoi andare a cena insieme. Se siete interessati al nord Europa e a sviluppare un network in quella regione, quello è il posto per voi. Inoltre offre molti Master, gratuiti peraltro per i cittadini dell’UE. Parlando di costi non nascondo che il costo della vita è particolarmente alto. Parlavo prima della lingua e del mio timore di non sapere il danese. Ecco, non voglio dire che non serva a nulla perché ogni lingua e affascinante. Ma in Danimarca si può comunicare con chiunque: dal bambino di 6 anni alla nonna del tuo compagno di classe di 65 anni, tutti sanno l’inglese.

Lo rifaresti?

Non nascondo di aver avuto un momento di crisi dopo il primo semestre. La differenza con la Bocconi era davvero notevole. Nonostante questo ora sto scrivendo dagli States. L’anno trascorso a Copenhagen lo custodisco nel cuore, com tutte le sue stranezze, i suoi alti e bassi. Ma lo rifarei, perché alla fine di questo si tratta. Uscire dalla propria comfort zone è indispensabile se si vuole davvero avere l’all-inclusive dalla vita.

I B&B sono carini, ma quanti si accontenterebbero di una perenne mezza pensione dalla vita?

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