Quarto anno all’estero in Russia: “Partite per mete meno comuni, vi lasceranno a bocca aperta.”

Oggi Marzia ci racconta una meta insolita per il quarto anno all’estero: la Russia. Siete pronti a partire?

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Mi chiamo Marzia, ho 21 anni e sono di Taranto. Frequento il terzo anno di Economia e Management all’Università Bocconi e, per questo motivo, vivo a Milano. Sono dinamica, sempre alla ricerca di nuove esperienze e di qualcosa da fare.

In che anno scolastico sei partita per un’esperienza all’estero e dove sei andata?

Sono partita durante il quarto superiore, nell’ormai lontano Agosto 2012. Sono partita per la Russia. Ho vissuto in una cittadina, Vsevolozhsk, poco distante da San Pietroburgo.

Quali sono le paure che avevi prima di partire?

Avevo paura di non riuscire ad adattarmi. Avevo paura di non portare a termine questa sfida con me stessa. Avevo solo 16 anni quando ho scelto di partire e molti ragazzi criticavano la mia scelta. Io, invece, ero alla ricerca di qualcosa di unico.

Qual è stato il primo impatto?

Sono passata dai 38 gradi italiani ai 12 gradi russi. Uno sbalzo termico non indifferente. Anche il cibo era diverso. Le persone erano un po’ più serie e composte. I paesaggi immensi. Il mio cuore non smetteva di battere all’impazzata, sentivo le farfalline nello stomaco: mi ero già innamorata di quel posto.

Come è stato frequentare la scuola in Russia?

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Durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, sono stata presentata a tutti gli insegnanti, studenti e relativi genitori. Da quel momento sono stata considerata una piccola “celebrità” nella scuola e la cosa mi ha portato notevoli vantaggi. In Russia si è soliti andare a scuola vestiti in maniera elegante: camicia bianca, pantaloni neri per i ragazzi e gonna per le ragazze. Per me questa regola non valeva, potevo vestirmi come più mi piaceva. A causa della difficoltà linguistica, oltre che seguire le lezioni dell’ultimo anno, seguivo quelle dei bambini delle elementari, in maniera tale da accellerare l’apprendimento della lingua. Inoltre, ho scelto le materie da inserire nel mio piano di studi, affinché corrispondesse a quello dei miei compagni in Italia.

Ti va di raccontarci un aneddoto indimenticabile riguardo alla tua famiglia ospitante?

In Russia la stragrande maggioranza delle persone è ortodossa. Il Natale non coincide con il nostro, ma è a gennaio, perciò il 25 dicembre è una giornata normalissima. Sono tornata a casa la sera, dopo un camp, e ho trovato la mia famiglia ospitante riunita, il tavolo addobbato come se fosse Natale e una cena deliziosa. Lo avevano fatto per me, per rendermi più leggere quelle giornate dove sentivo la mancanza di coloro che avevo lasciato in Italia. È stato un gesto meraviglioso. La mia famiglia ospitante è stata la mia forza durante questa esperienza.

È stato difficile integrarsi e fare amicizia?

Più che altro è difficile fare amicizia non sapendo la loro lingua. Il russo medio non se la cava molto con l’inglese e i miei compagni si sforzavano parecchio per parlarmi. Nel momento in cui riuscivo a reggere una conversazione, in russo, tutto è andato per il meglio.

Perché hai scelto di partire per un anno all’estero proprio durante il liceo e non dopo il diploma?

È diverso. Quando parti a quell’età sei come una spugna: assorbi tutto ciò che è intorno a te. Cresci e, volente o nolente, torni assolutamente cambiato. In meglio. Quando si è più grandi, secondo me, un’esperienza del genere la si vive in un altro modo. 

Un consiglio a chi sta decidendo se intraprendere questa esperienza?

Di non scegliere le solite mete. Consiglio di scegliere mete esotiche, posti lontani. Sono proprio quelli che ti donano certe emozioni.

Perché partire proprio con Intercultura?

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Intercultura ti prepara al viaggio. Organizza tanti incontri prima della partenza, in maniera tale da preparare lo studente all’esperienza. Inoltre si crea un certo feeling tra tutti gli Afsers. Ci riconosciamo, abbiamo uno spirito diverso, senza nulla togliere a coloro i quali sono partiti con altre associazioni (l’importante è partire! :D). Anche quando si torna, ci sono degli incontri di riflessione con i volontari e con coloro che sono partiti. Le amicizie che nascono sono per la vita.

Lo rifaresti?

La mia valigia è già pronta. Quando si parte?

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