I ritorni: alla fine tornano tutti

“ALLA FINE TORNANO TUTTI.”

Ce lo dicevamo a vicenda al liceo ogniqualvolta che qualcuna di noi si lasciava. Ci si prendeva sottobraccio, si chiedeva alla professoressa di francese di uscire e si andava in bagno a piangere. Ci si asciugava le lacrime a vicenda, sussurrando frasi di rincuoro con la voce che ancora tremava. È uno stronzo, non ti merita, ma tranquilla, alla fine tornano tutti.

Tornano anche solo per ribadirti che se ne erano andati, leggevo in qualche libro. Nessuno è però mai tornato in questo modo. Se ne sono andati, questo è sicuro, ma una volta andati non sono mai tornati per ribadire niente. Anzi, spesso hanno poi trovato la felicità da qualche altra parte, tra le braccia di una ragazza più alta, più magra, più simpatica e con meno problemi. Non sono mai tornati per dirmi proprio niente. Li ho visti rincorrere la felicità, acchiapparla come una farfalla svolazzante e tenerla stretta, a costo di farla morire. Le farfalle vivono un giorno solo.

A parte i soggetti di cui sopra, di cui guardo le vite da una distanza di sicurezza su Facebook e delle cui vite, paradossalmente, sono felice di non fare parte, sono tornati tutti.

Sono tornati quelli che mi hanno detto che per loro ero solo un’amica. Sono tornati per dirmi che sentono la mancanza del mio affetto condizionato, del mio supporto. Sono tornati per dirmi che si sente quando non ci sono. Sono tornati con un velo di malinconia negli occhi perché sono io ad essermene andata il giorno in cui non riuscivo ad essere più solo un’amica.

Perché ci vuole un gran coraggio ad amare per due quando non si è amati abbastanza.

Sono tornati anche quelli con cui ci siamo lasciati male. Sono tornati burrascosi come gli ultimi momenti che abbiamo passato insieme con le lacrime a rigarci il viso come la pioggia. Sono tornati di notte ubriachi sotto casa mia per dirmi che un rapporto come il nostro non si era più ripetuto. Non fatico a crederci. Rapporti così malati ne ho visti pochi. Solo il nostro in realtà. Uno di quei rapporti in cui ci si aggrappa per non cadere nei rispettivi buchi neri.

Sono tornati per trascinarmi di nuovo a fondo e poi se ne sono andati di nuovo.

Sono tornati anche quelli che non sono mai riusciti ad impegnarsi. Quelli che mi hanno promesso un mondo diverso e mi hanno visto spegnere le mie speranze una ad una come le candeline di una torta.

Mi hanno visto smettere di credere.

C’è stato poi un ragazzo che è stato diverso. Lui se n’è andato, come tutti. Non è tornato, però. Non ha nemmeno trovato qualcuno per rimpiazzarmi. Lui è stato lì. Ha vegliato su di me da lontano come una stella: che vedi sempre lì, ma potrebbe essersi già spenta da un pezzo. Credevo di essere solo io a percepire la sua presenza perché lui ormai era andato e, a mie spese, avevo imparato che nessuno torna mai per davvero.

Poi è tornato, per davvero.

Alla fine non tornano tutti, non per davvero. Non tornano perché non se ne sono mai andati. Non se ne sono mai andati perché non ci sono mai stati.

Torna solo chi c’è stato davvero.

Ecco, in questo caso sì.

Alla fine tornano tutti.

Erica Isotta Surace

Ma la vera domanda è: 

Quando esce il mio prossimo libro?

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