Quando andare a Machu Picchu: la mia esperienza in Perù

Machu Picchu è stata una delle esperienze più belle della mia vita.
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Machu Picchu attira ogni anno milioni e milioni di turisti verso il Perù, attualmente una delle mete più visitate in Sud America. Presenta un patrimonio culturale d’eccezione che è il frutto della sua storia, che si intreccia tra colonialismo e civilità precolombiane. Ho visitato il Perù nel maggio del 2016. Il tour Perù Express mi ha portato da Lima ad Arequipa, dal Lago Titicaca a Cusco, per arrivare fino alla nostra ultima tappa, il Machu Picchu.

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Il Machu Picchu è un sito archelogico inca situato nella valle dell’Urubamba a circa 2430 metri sul livello del mare. Oggi i visitatori possono ammirare le rovine di questa cittadina e dei suoi incredibili terrazzamenti.

Non appena siamo arrivati, quel venerdì mattina, sono rimasta delusa. I resti erano coperti dalla nebbia e non si vedeva ad un palmo di mano.

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Era impossibile scorgere la montagna che fa da sfondo alle più famose foto del sito. Inoltre, poco prima di entrare, aveva addirittura cominciato a piovere. Ci era stata venduta per 5 soles una mantellina di plastica e così, un po’ di malumore, ci eravamo avviati per la nostra visita guidata ad una delle sette meraviglie del mondo. La guida continuava a ripetere che non si poteva mai predire quale fosse il momento migliore per visitarlo. In più, vi ricordo che i biglietti vanno acquistati con largo anticipo, quindi diventa impossibile fare riferimento al meteo. Se contate che è solitamente il viaggio di una volta nella vita, allora capirete che si tratta soprattutto di fortuna.

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Ad ogni modo, in tarda mattinata, il cielo ha cominciato a schiarirsi e abbiamo cominciato a intravedere la montagna e l’incredibile panorama delle rovine di Machu Picchu. È stata un’esperienza unica.

Purtroppo, come potrete immaginare, si tratta di un luogo ricolmo di turisti e diventa difficile, se non impossibile, percepire la spiritualità di questo luogo che si cela tra i suoi dirupi e le sue rocce. Nonostante questo, mi sono seduta per terra, ho messo il telefono in tasca e ho pensato a come ci si sente, lì, sul tetto del mondo.

MI SONO SENTITA LIBERA.

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Ho tolto l’attenzione alle orde di turisti che invadevano il sito e ho messo a fuoco il panorama mozzafiato che si estendeva di fronte a me. Ho cercato di memorizzare ogni dettaglio di questo luogo e della sua unicità così da poterlo portare sempre con me. Ho capito che non importava quali fossero le condizioni atmosferiche o se fossi circondata da migliaia di turisti armati di macchina fotografica. Bisogna alienarsi dal mondo per ritrovarcisi. È necessario lasciare tutto fuori per ritrovare sé stessi agli antipodi del mondo.

Machu Picchu è un’esperienza inverosimile di per sé. 

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Erica Isotta Surace

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Quando esce il mio prossimo libro?

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