Dormire in ostello a Marrakech

Dicembre 2015. Un volo Ryanair pagato meno di 50 euro per un volo andata e ritorno per il Marocco, luogo che da sempre mi ha affascinato (come vi ho già raccontato qui).

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È stato uno dei viaggi più intensi della mia vita, ma soprattutto uno di quelli che ho vissuto meglio. Questo è successo grazie a certi fattori, fondamentali in ogni viaggio:

  • La compagnia: per me è stata una carissima amica, un viaggio a due. Eravamo d’accordo su tutto, come accade quando due persone sono abituate l’una ai ritmi dell’altra.
  • I mezzi di trasporto: sicuramente un volo di Ryanair non è una delle opzioni più comode per un viaggio intercontinentale seppur di medio raggio. Però è stato un viaggio all’avventura, anche perché così sognavo il Marocco a ventitré anni. In più per i trasporti interni ci siamo organizzate da sole (abbiamo aggiunto la cittadina che si sporge sull’oceano atlantico a qualche centinaio di chilometri da Marrakech, ovveero Essaouira).
  • La destinazione: Il Marocco mi ha sempre suscitato una curiosità incredibile. Le mie aspettative erano altissime. Non sono state deluse.
  • L’alloggio: ecco, oggi vi racconto perché dormire in ostello a Marrakech sia stata una delle scelte migliori che potessi fare.

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Abbiamo scelto di alloggiare in ostello per una semplice ragione: la nostra priorità era essere dentro la Medina (ovvero il centro della città, la città antica) a costi contenuti. Abbiamo speso circa 6 euro a notte per dormire a due passi dalla piazza principale di Marrakech, ovvero la Jemaa el-Fnaa.

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L’ostello l’ho trovato su Booking.com, mio fedele alleato in quanto a viaggi. Il nome dell’ostello è Purple Camel Hostel.

Il motivo per cui lo risceglierò nel mio prossimo viaggio a Marrakech è semplice:

  • Ospitalità: il proprietario è incredibilmente aperto, si siede con gli ospiti e racconta il suo Marocco. Non credo ci sarebbe potuto essere altro valore aggiunto al mio soggiorno in Marocco. IO VOLEVO CONOSCERE IL “VERO MAROCCO”.
  • Ambiente: è arredato molto bene, combinando la tradizione e garantendo gli standard europei a cui siamo abituati. Non ha nulla in meno rispetto ad un ostello di fascia medio-alta in Europa. Oltre al cortile interno dove si svolge la colazione (inclusa nel prezzo), c’è una terrazza che è diventata la mia migliore amica in quei giorni: ho scritto pezzi del mio prossimo libro, chiacchierato con amici provenienti da tutto il mondo.
  • Prezzo: altamente competitivo; nel complesso la scelta migliore tenendo conto di fattori quali la posizione, la qualità delle camere, etc.
  • Extra: aria condizionata, nonostante a dicembre non fosse necessaria.
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Camera da letto, Purple Camel Hostel, Marrakech
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Terrazza dell’ostello, Purple Camel Hostel, Marrakech
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Il cortile interno, uno dei miei luoghi preferiti. Dove poter fare colazione e chiacchierare con gli altri ospiti dell’ostello.

Una delle cose che mi ha stupito, come sempre del resto, è la varietà di umanità che si incontra in ostello. Durante questo mio viaggio in Nordafrica, ho conosciuto diverse persone. La prima, una donna di mezza età del Regno Unito innamorata dell’Africa, luogo che visita regolarmente e dove si avventura da sola. Ci ha lasciato un po’ di sé con i suoi disegni all’henné sulle nostre mani e con i suoi racconti della “sua” Africa. Uno degli ultimi giorni abbiamo conosciuto due ragazzi, provenienti dalla Repubblica Ceca e dalla Polonia, con cui abbiamo trascorso la nostra ultima sera a scambiarci i nostri racconti di avventure all’estero come se fossero figurine rare.

L’esperienza in ostello resta una delle mie preferite perché permette di empatizzare: gli spazi sono limitati. E si condivide molto alla fine, non solo lo spazio. Per forza di cose ci si abitua alle abitudini altrui, anche se solo per pochi giorni. Ci si racconta e ci si fida del diverso. Non si ha paura. L’ostello mi ha resto una vera e propria cittadina del mondo dove si sono intrecciata le storie di diversi angoli di Europa con le tradizioni marocchine.

Ve lo devo ancora dire che il Marocco mi ha cambiato la vita?

Erica Isotta Surace

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Ma la vera domanda è: 

Quando esce il mio prossimo libro?

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