Io parto da sola

Era da diverso tempo che guardavo la cima del Machu Picchu su una foto che avevo come sfondo del desktop del mio computer e ogni volta che la guardavo dicevo: “un giorno sarò lì, un giorno ti scalerò, un giorno realizzerò il mio sogno di vederti con i miei occhi”.

E così è stato: dopo la laurea sono partita…da sola. Si da sola perché a volte ad aspettare qualcuno si lascia sempre indietro qualche sogno e questo sogno non poteva proprio aspettare. Così ho avuto fede in me stessa. Era il mio primo viaggio oltre oceano, il mio primo viaggio con sedici ore di volo, il mio primo viaggio con lo scalo all’aeroporto di Madrid a rischio attacco terroristico, il mio primo viaggio a sei ore di fuso orario dalla mia famiglia…tutto da sola. Sapevo che avrei potuto credere in me stessa, che mi sarei dovuta e potuta fidare.

Insomma, so che posso contare sulle spalle, sulle mie forze, sulla mia intelligenza per affrontare qualsiasi avversità, perché quando ho un obiettivo, nessuna paura mi frena e il Perù era li ad aspettarmi.

Molti mi hanno chiesto se non avessi paura di affrontare tutto questo da sola, ad andare così lontano. Avrei incontrato gente che non conoscevo, parlato una nuova lingua che non avevo mai studiato prima. La mia risposta?!

“Si, un po’ di paura c’è, ma è il rischio da correre per realizzare il mio sogno”

Sono partita.

Alle quattro del mattino la sveglia suonò per iniziare la scalata verso il Machu Picchu. Quasi due ore di scalata, la fatica era grande, ma da buona viaggiatrice ho scelto il percorso a piedi e il mio organismo non era abituato ai 3000 metri di altitudine, ma ce l’ho fatta!

Ho raggiunto la cima del Machu Picchu. Sono rimasta impietrita davanti a così tanta bellezza per non so quanto tempo. Non volevo staccare lo sguardo da quella cima, quella cima che fino a poco tempo prima vedevo dallo schermo del mio pc e che in quel momento era realmente davanti ai miei occhi.

Prima di partire ho detto più volte a me stessa: “se dovessi raggiungere quella cima nulla in futuro mi potrà più fermare”.

Il viaggio a Machu Picchu ha cambiato la mia prospettiva di vita: ora so che posso farcela in qualsiasi cosa, la montagna mi ha dato una forza interiore indescrivibile e mi auguro che ciascuno possa sperimentare questa esperienza, anche attraverso altre esperienze.

Partire soli, scoprire e superare i propri limiti. Mettersi davanti alle avversità, cercare di andare sempre oltre, di raggiungere i propri sogni anche se questi all’apparenza sembrano impossibili. Non voglio utilizzare la frase banale che nulla è impossibile perché è stata fin troppo abusata e in parte non è neanche vera, ma vorrei dirvi che il possibile si trova in molte più cose di quanto pensiate. Basta credere in se stessi, nelle proprie forze e capacità e avere fiducia nel prossimo. Non rinunciate ai vostri sogni perché se aspettate di partire con qualcuno – chiunque esso sia: il fidanzato, l’amica, il fratello -, non partirete mai.

Partite a prescindere da tutto perché ogni vostra destinazione nel mondo vi cambierà in meglio. Non abbiate paura di sfidare voi stessi.

Il mondo vi aspetta a braccia aperte.

Testo e foto di

Sara Ventura

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