Istanbul sulla mia pelle

Due anni e mezzo fa una terra è entrata prepotentemente nel mio cuore. Non ha bussato, non ha chiesto il permesso. Si è fatta strada da sola. Mi è scoppiata dentro il cuore con le sue miscele di profumi , con i suoi tramonti rosso fuoco e con le sue stradine ripide.

Sto parlando di Istanbul, ponte tra l’Oriente e l’Occidente.

14138382_10208203531538596_403334974_n.jpg

Un viaggio condiviso con un grande cuore che la vita mi ha regalato – Jessica compagna di università e di risate. Descrivere Istanbul non è facile e, forse, non è nemmeno giusto catalogarla con una manciata di aggettivi. Per questo farò parlare il cuorelui che è sempre stato il mio navigatore.

Istanbul richiede occhi che sappiano trovare la bellezza nascosta in ogni angolo. Occhi attenti. Occhi che non si stancano di meravigliarsi. Istanbul è il canto del muezzin. È il Balik Ekmek sul ponte di Galata al tramonto. È il profumo del tè alla mela e dei lokum. È un continuo sali e scendi. È la moschea blu a piedi scalzi. È la Cisterna Basilica in cui è difficile trattenere lo stupore.

14171945_10208203531258589_1693053870_n.jpg

Istanbul è manciate generose di sorrisi. È uno strato soffice di leggerezza. È il cielo che cambia colore in un battito di ciglia fino a diventare rosso accesso. Un cielo che ti ricorda di fermarti e di non farti travolgere dalla frenesia della città. Un cielo che ti riconduce al passo lento. È navigare sul Bosforo e veder scorrere la vita da un traghetto. È perdersi nel bazar. È gli occhi incuriositi di chi ti ferma per conoscerti. È entrare e infilarsi nella vita dei turchi. È farsi spazio. È Balat- Fatih- Fener tre quartieri in cui si respirano culture che si mescolano. Palazzi fatiscenti e scrostati. Bambini che ti rincorrono.

È l’Istanbul nascosta che mi ha fatto quasi perdere l’aereo del ritorno.

14159900_10208203531458594_1367955201_n.jpg

Sono quartieri che ti trattengono. Strade in salita che si intersecano. È una finestra sul mondo. È respirare meraviglia. È il profumo di spezie che ti entra dentro e si infila tra le pieghe dei vestiti. È occhi liquidi e profondi. È un susseguirsi di colori contrastanti. È il vento che ti scompiglia i capelli, quel vento che profuma di oriente e occidente.

Istanbul ti entra dentro, non bussa. È uno scoppiettio di emozioni.

Istanbul mi ha resa migliore, mi ha insegnato che ogni angolo è pronto a stupirci.

Istanbul è sulla mia pelle.

Testo e foto di

Milena Bruschi

Segui le avventure di Milena su Instagram a questo link

Vuoi scrivere per Quando Torni? Clicca qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...