In Irlanda con Matteo

Se penso agli ultimi dodici mesi non mi posso proprio lamentare: in famiglia va tutto bene, nessun problema all’Università e vivere a Milano mi piace sempre di più, ma dal punto di vista emotivo sono stati mesi molto complicati.

Sono arrivato ad inizio luglio (e quindi alla fine della sessione estiva) con l’ennesima delusione in campo sentimentale ed una situazione totalmente irrisolta con uno dei miei più grandi amici, quindi sono tornato a casa dai miei genitori e dai miei amici di sempre (anche qui altri drammi) semplicemente con la prospettiva di non fare niente dalla mattina alla sera, mangiare bene e dormire tanto.

All’ottavo giorno di routine disintossicante mia mamma mi ha proposto un tour last-minute dell’Irlanda: sicuramente non era nella top ten delle vacanze dei miei sogni, ma un po’ per curiosità un po’ per insofferenza al caldo ho preparato il solito trolley nero che mi porto dietro da quando studio a Milano e siamo partiti.

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Inutile dire che sono partito con qualche pregiudizio: sono stato a Londra molte volte, spesso e volentieri per più di due settimane, e ho girato abbastanza bene Inghilterra e Scozia durante le solite vacanze studio in college. Se vi aspettate i grattacieli futuristici di Londra o il caos di Birmingham in cui non è possibile camminare avete completamente sbagliato posto: anche Dublino (ovviamente la città più grande e popolata dell’isola) non è mastodontica, pur essendo moderna e ovviamente al passo coi tempi.

L’Irlanda ha un fascino legato alle piccole cose, come per esempio ai pub in cui gli amici di sempre vanno da anni e in cui si mescolano vecchi e giovani senza problemi… e poi, a pochi passi dalle città, c’è la natura: una natura grande, silenziosa e quasi ovunque incontaminata.

Ho girato molto per le strade irlandesi dalla costa Ovest a quelle Est, da Dublino a Galway passando per Kilkenny, e ho avuto tanto tempo per stare da solo a fissare il panorama fuori dal finestrino, magari ascoltando un po’ di musica.

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Sono molto più a mio agio nelle grandi città, nelle capitali incasinate i cui ritmi sono forsennati e impossibili da reggere per tutta la vita, eppure l’Irlanda mi ha conquistato: questa piccola isola un po’ ai lati rispetto al centro del mondo è riuscita lì dove New York, Parigi e Barcellona hanno fallito… mi ha fatto ritrovare un po’ di pace interiore.

Ho avuto il tempo e le pause necessarie per guardarmi dentro, per capire (o almeno per iniziare a capire) cosa c’era che non andava, dove, cosa e con chi avevo sbagliato: certamente nulla di magico, non mi sono trasformato all’improvviso nel prossimo Dalai Lama… però vi assicuro che per me è stata una vacanza rigenerante.

Sono tornato in Italia e ho avuto modo di chiarire con l’ultimo di una serie di ragazzi con cui evidentemente non c’era futuro: l’ho fatto in modo aperto e senza dover sfogare troppa rabbia (qualche frecciatina c’è stata comunque), adesso ci sentiamo di tanto in tanto e stiamo provando a diventare amici… sembrerà strano, ma a me va bene così.

Sul versante amicizie ho capito di aver commesso una serie di errori, la maggior parte con leggerezza e alcuni con un pizzico di cattiveria, e proprio quando stavo pensando di provare a parlargli di nuovo mi ha contattato lui: c’è stato tanto imbarazzo, almeno da parte mia, ma tra qualche giorno ci rivedremo a Milano e speriamo bene!

Insomma un ragazzo cresciuto tra il caos e la folla di Napoli e Milano e convinto amante delle città da almeno un milione di abitanti si è riappropriato di un po’ di tranquillità andando tra immensi prati verdi, silenzio, pecore OVUNQUE e scogliere mozzafiato.

Mi permetto di darvi 3 consigli:

  1. andate in Irlanda;
  2. una volta lì NON permettetevi di ordinare Corona o altre birre “straniere” perché vi guardano malissimo e non ne vale la pena;
  3. mettetevi alla prova come viaggiatori: se siete “gente di città” (come il sottoscritto), ogni tanto provate ad entrare in contatto con la natura, con il silenzio e con la tranquillità; se invece siete gente più da campeggi/arrampicate e cose simili ogni tanto concedetevi un giro in qualche città sovraffollata… magari all’inizio vi sentirete un po’ a disagio, ma con tutta probabilità sarà lo shock positivo di cui avete bisogno!

Testo e foto di

Matteo Di Maio

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