DownUnder: due mesi in Australia

Quando mia madre è arrivata da me tutta convinta e felice dicendomi che avrei passato quell’estate in Australia mi sono sentita come se mi stesse cadendo il mondo addosso.

Io? In Australia? Due mesi da sola? Dall’altra parte del mondo senza mamma e papà?

Non avrei mai pensato di farcela eppure dopo pianti, incubi e crisi sono partita.

Non avevo grandi aspettative per quel viaggio, in fondo pensavo che due mesi non potessero cambiare il mio carattere così tanto.

Invece già solo i pochi minuti tra i saluti alla mia famiglia e il check-in in qualche modo mi avevano cambiata.

Ho scoperto di essere indipendente, ho scoperto di riuscire a cavarmela da sola senza avere sempre mamma e papà accanto.

Non penso di aver avuto una faccia troppo convinta all’atterraggio a Melbourne quando un passeggero, guardandomi, mi ha detto: “Coraggio, sorridi che siamo arrivati”. Il suo commento mi è servito.

Scesa dall’aereo ho sfoderato il mio sorriso più bello e smagliante e sono andata dalla mia “nuova famiglia”. La scuola era completamente diversa dalla nostra e in molti versi più  stimolante è stata la cosa che mi ha aiutato di più ad aprirmi. Ad ogni ora dovevo cambiare classe, cambiare compagne, conoscere e presentarmi a persone diverse.

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Dire che ero italiana era la cosa che mi faceva più piacere, ci sono tantissime famiglie italiane emigrate in Australia durante la guerra e parlare delle mie abitudini e delle mie tradizioni era bello perché tutti ascoltavano con interesse quello che avevo da dire.

Finalmente mi sentivo bene, mi bastavo anche da sola, non mi serviva qualcuno che mi tenesse per mano e mi accompagnasse ovunque, potevo farcela e ce l’ho fatta.

Ora posso dire che passare due mesi lontana da casa non solo ti cambiano e ti fanno conoscere un’altra cultura, ma la cosa più importante che scopri viaggiando è un lato di te che non pensavi di avere,ogni viaggio, ogni destinazione ti fa scoprire qualcosa di te stesso, scopri qualcosa che a casa non avresti mai trovato.

In questi anni pieni di social network è bello allontanarsi da tutto e da tutti, allontanarsi per riflettere, per conoscere e per scoprire che la vita vera non è quella di chi sta sempre connesso ma è quella di chi si mette in gioco lasciando la sua “comfort zone” e partendo per un viaggio che potrebbe cambiargli la vita.

Dopo quest’esperienza mi sento diversa, più ricca di esperienze ma soprattutto mi sento più libera, libera di decidere del mio futuro, libera di scegliere cosa sia meglio per me e libera di partire per conoscere altre culture e soprattutto altre “me”.

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Testo e foto di

Maria Cristina Speciale

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