Per l’ultima volta, per ora.

Che ne sarà di noi, delle nostre abitudini. Sfiorire sfiorandosi. Sforare i tempi concessi e prendersi, staccarsi dal mondo. Visto paradiso, ma soprattutto vista paradiso quando mi trovo nei tuoi occhi, così diversi dai miei. Tu così diverso da me. Che ne sarà di noi che non parliamo nemmeno la stessa lingua. Che se non ci fosse stata l’Europa, gli Erasmus, la mobilità internazionale e gli stage all’estero non ci saremmo mai trovati. La sola possibilità mi atterrisce. Che ne sarà di noi, del tuo profumo di libertà. Tu che accetti le mie ali, i miei voli intercontinentali e la mia paura degli addii. Tu che mi hai promesso un prossimo volo, un prossimo abbraccio. Io che ripenso all’ultimo e mi perdo mentre ti perdo nella folla in aeroporto. Farò suonare il metal detector con questo cuore metallico che chiede i rinforzi mentre mi sfiori per l’ultima volta. L’ultima volta, per ora. Fioriremo ancora, come la nostra prima primavera insieme. Come la prima volta che mi hai sfiorato il viso, il visto, il passaporto perché non c’è nulla che valga di più adesso che la possibilità di tornare da te. Vinceremo per sfiorarci, per coincidere di nuovo, da qualche altra parte ancora. O forse vinceranno loro e sfioriremo, ma intanto sfioriamoci. Per l’ultima volta. Per ora.

Erica Isotta

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Questo testo è un estratto di “Quando Torni”, il mio secondo libro in uscita il primo ottobre 2016. 

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