Scrivere a me, per me con Alessia

il

Qualche settimana fa, in uno dei miei momenti di noia pomeridiana, scrollando svogliatamente la mia bacheca di Facebook nel tentativo di combattere il caldo muovendo il meno possibile qualunque parte del mio corpo, mi sono imbattuta in un video dell’attrice Emilia Clarke. Lei, su uno sfondo bianco, che si racconta tramite una lettera alla sé stessa del passato.

Mi ha colpito, perché mi sono resa conto con sorpresa che ci piace molto guardare in avanti, ma ci dimentichiamo troppo spesso che guardare indietro è un balsamo per l’anima, non sempre e solo una coltellata al cuore. Che per sapere dove stiamo andando, dobbiamo essere consapevoli del posto da cui veniamo. Che per sapere cosa vogliamo, dobbiamo sapere cosa abbiamo fatto.

Siamo una somma infinita di persone, sguardi, emozioni, posti, sapori, colori, odori: come facciamo a riconoscere il volto che vediamo allo specchio, se non vi percepiamo il mosaico di esperienza che c’è dietro?

E mi rendo conto che avrei voluto, da piccola, che qualcuno mi desse un assaggio del futuro, per costruire il mio passato: fare un passo indietro, per farne uno avanti. Darsi lo slancio, tirando il corpo e l’anima indietro come un elastico, per potersi proiettare in avanti. Un piccolo spoiler. Avrei voluto che la donna che sono dicesse alla bambina che ero, cosa avrei potuto diventare. Nel bene e nel male.

Dunque,

“Cara, piccola Alessia,

sappi che il mondo non è fatto solo per ferirti, ma neanche solo per carezzarti. Impara a calare la guardia quando serve e alzarla se ne senti il bisogno: lascia entrare chi vuole amarti, e chiudi la porta a chi non ha intenzione di accettarti per ciò che sei. Sei importante, e sei tu, non l’immagine che gli altri vogliono cucirti addosso, ciò che conta.

Non c’è nulla di strano nello stare seduta a leggere per ore: non sei “fatta male”, e soprattutto questo non ti rende speciale! Attraverserai la fase dello special-snowflake, ma non temere: ci sarà chi saprà tenerti coi piedi per terra. Però accetta quegli inviti ad uscire, ogni tanto: altrimenti smetteranno di arrivare. Divertiti con spensieratezza: non sei lo zimbello di nessuno, fare quella battuta non ti renderà antipatica agli occhi degli altri. E credimi, se lo sei già, una battuta non gli farà cambiare idea.

Accetta il tuo corpo, perché è la culla nella quale ti addormenti ogni sera, e nella quale ti svegli ogni mattina. Curalo, amalo, miglioralo, ma non odiarlo, non ferirlo. (E non mangiarla di nascosto, quella fetta di pane con la Nutella: le calorie non spariscono se nessuno ti vede mangiarle!)

Soffrirai, e tanto. E gioirai, e tanto. A volte cadrai per terra e ti sbuccerai le ginocchia, e penserai che la ferita non smetterà mai di bruciare, ma smetterà. Passerà. Le cicatrici e le macchie che ti porti addosso sono una storia da leggere e rileggere, non uno stigma.

Chi se n’è andato, a volte l’ha fatto per non tornare più: non aspettare, ché il destino ha vie indecifrabili, e se le vostre dovranno incontrarsi ancora, lo faranno solo se continuerai a camminare in avanti. Impara a lasciar andare chi vuole andarsene: chiudere polsi in fredde manette non ha mai reso felice né carcerato, né carceriere. E sì, Alessia: a volte sarai tu la carcerata. Ma quelle manette sono manette di carta, e sei solo tu a volerle tenere chiuse. Quando sarai pronta si distruggeranno da sé.

A volte ti sembrerà di non riuscire più a respirare. A volte annasperai, e vorrai solo mollare.

Non farlo mai. Hai una forza dentro che può rompere ogni catena e spostare montagne e solo se non ne dubiterai non ti abbandonerà.

A qualcuno il tuo percorso sembrerà una minuzia, una piccolezza, ma ciò che conta è che per me, per te, sei arrivata lontano. E lungo la strada hai vissuto, hai riso e pianto e stretto mani e baciato labbra e accarezzato visi che non dimenticherai mai. Sarai stupida, sconsiderata, arrogante, sbaglierai, ma la cosa più importante è che imparerai.

E soprattutto, Alessia, la cosa più importante di tutte: amerai. Amerai con una violenza e un ardore che non ti saresti mai aspettata da te stessa, quell’ardore che hai tante volte attraversato con la carta, nei libri. Amerai persone, cose, luoghi. Amerai una fotografia, una canzone, un fiore, un viso, un’anima. Amerai Maglie, e i tuoi genitori lì con te, amerai la piccola villetta della nonna a Santa Cesarea, di quelle a schiera che le guardi d’inverno e sembrano tutte uguali e d’estate hanno anima e cuore non dissimili da quelli delle persone che le abitano, amerai Milano e la sua capacità di farti sentire solo anche se circondato da persone, perché amerai anche la solitudine; amerai le tue amiche, le tue sorelle, anche se ti faranno arrabbiare e urlare, perché ci saranno sempre, come una lanterna che non smette di illuminare; amerai ogni città, ogni piccolo borgo, ogni posto che visiterai, e ti perderai nel mare della tua terra, per ritrovarti, senza fiato, così lontana dall’ultima boa che ti sembrerà impossibile tornare a riva (spoiler: ce la farai, sempre). Amerai la pasta col sugo, la pizza, i pasticciotti, i calzoni, (anche le verdure! Strano, eh?) il caffè in ghiaccio il tredici agosto alle quattro del pomeriggio quando la calura ti inaridisce la bocca e appesantisce le palpebre. Amerai i tuoi libri, i tuoi disegni, amerai la musica e cercherai sempre di farla tua.

Amerai la scuola, amerai averla finita e amerai ricordarla. Amerai tuo fratello, che anche se non te lo dice spesso con le parole, ti ama tanto a sua volta (e ti fa regali immensi, da un bacio sulla guancia a un pacchetto di caramelle alla sua risata da bambino). Amerai ogni tuo amico, e amerai il suo fantasma quando sarà andato via. Amerai ogni momento doloroso, perché ti lascerà tanto da imparare.

Amerai le sfide, e per quanto odierai fallire, fallirai. E col tempo, amerai anche il tuo fallimento, perché sei riuscita spesso a farne qualcosa di bello.

Amerai il viaggio, e amerai tornare a casa.

Anche se ti sembra assolutamente impossibile, amerai con così tanta determinazione da superare ogni ostacolo tu, chiunque altro e la vita vi metta e mettiate contro.

E, in ultimo, ma non meno importante, Alessia, voglio svelarti un segreto.

Non solo amerai: verrai amata. Con delicatezza, con impeto, a lungo, o solo per poco ma verrai amata. Quindi non temere, piccola Alessia, la vita è un viaggio meraviglioso, e te lo assicuro: da qui c’è ancora tantissimo da fare, tantissime montagne da scalare e sentieri da battere, ma non posso nascondertelo… la vista, fino ad ora, è stata da togliere il fiato, e ci puoi scommettere che potrà solo migliorare.”

Testo di

Alessia Urso

Instagram

Vuoi scrivere per Quando Torni? Clicca qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...