L’amore ai tempi di Ryanair

Avere ventidue anni nel 2016., dove vivere le relazioni all’età è diventata una vera e propria impresa.

Siamo nati nel periodo storico con i divorzi in crescita, le torri gemelle in caduta libera e la crisi economica dietro l’angolo pronta a rivoluzionare le vite di milioni di persone.

Dopo Berlusconi, Saranno Famosi, due Papi e Donald Trump che annuncia la sua corsa alle presidenziali repubblicane, pensavo che la mia generazione ne avesse passate abbastanza. Insomma, che ci meritassimo una tregua, una luce in fondo al tunnel.

Invece no.

Le relazioni degne di essere definite tali, quelle romantiche che ti raccontava la nonna, quando il vicino di casa le portava un fiore sotto casa, sono finite, distrutte dal Sexting, Tinder e dalle doppie spunte blu su Whatsapp.

Mi chiedo come sia stato possibile passare dall’uomo romantico e sessista all’uomo che se la donna non te la sbatte in faccia in maniera palese non si dichiarerà mai perché ha paura di sentirsi rifiutato.

Molti danno la colpa a Steve Jobs per aver fatto dello smartphone una moda, altri danno la colpa a Maria De Filippi per aver creato Uomini e Donne. Io no, io credo che la  colpa sia della società e ovviamente del fondatore di meetic.com.

Ti trasferisci, vivi in una città anche per alcuni anni, inizi ad abituarti ti crei un gruppo di amici. Dopo una serie di storie senza senso con ragazzi random, finalmente in mezzo alla giungla popolata da tronisti, fashion blogger e uomini della finanza che si credono Leonardo Di Caprio in “The Wolf Of Wall Street”, ma che in realtà sono al quarto stage non retribuito, trovi LUI, un ragazzo con cui poter far nascere finalmente qualcosa di più serio di una limonata in discoteca.

Decidi di buttarti, primo appuntamento, secondo, gli presenti gli amici, le passeggiate al parco e sei semplicemente felice. Nulla di più.

Dopo un paio di mesi arriva una mail, LA mail: ti hanno selezionata per un tirocinio di cui non ricordavi neanche di aver fatto richiesta, lo stage dei sogni, ovviamente all’estero, perché tutte le aziende italiane in cui avevi mandato il cv non hanno neanche avuto la grazia di scriverti che eri stata rifiutata.

E parti.

“Tre mesi non cambieranno nulla”

Lui ti rassicura.

“Tranquilla c’è Skype, Facetime e poi con Ryanair non costa nulla venirti a trovare”

Così parti e ricominci da capo. Ti riadatti ad una nuova città, nuovi colleghi, nuovo lavoro. Le relazioni a distanza non sono facili e ci sono le prime litigate.

Passano i dannati tre mesi e tu torni. Cambiata, stravolta, confusa, ma torni. Felice. Felice di essere tornata. Felice di essere finalmente con lui.

E lui è li è ti dice che l’azienda l’ha trasferito oltreoceano perché stanno tagliando fondi per la sede in Italia. Così ti fingi contenta e ripeti le stesse cose che ti ha detto lui quando sei partita.

“Tranquillo c’è Skype, Facetime e poi con Ryanair non costa nulla venirti a trovare”

Provate a farla funzionare per un po’, poi entrambi vi rendete conto che ormai siete due estranei e non ha senso continuare.

Un’altra mail ti hanno presa a Berlino in un’organizzazione non profit, ti pagano.

Parti di nuovo, una nuova città, nuovi amici nuovi colleghi e cerchi di ricostruirti un nuovo posto nel mondo.

Nove mesi in Inghilterra.

Tre mesi a New York.

Quattro a Berlino.

Sei a Milano.

Lasciamo un pezzo di cuore in ogni città, in ogni aereo e in ogni treno. E ogni volta che torniamo sappiamo che una parte di noi apparterrà sempre a qualcun altro a mille chilometri di distanza.

Testo di

Camilla Villano

Instagram

Trovate il blog di Camilla qui

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Effie ha detto:

    Camilla, scrivi molto bene. Mi hai davvero coinvolta. Complimenti!

    Una tua nuova fan 🙂

    Mi piace

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