Se hai mollato tutto per amore

C’è chi parte per imparare una lingua. Chi per fare un’esperienza di vita. C’è chi parte per scappare. Molti. Chi lo fa per ritrovarsi. Alcuni, quelli che si dice pensino troppo. C’è chi parte per l’ebbrezza che solo la strada sa dare. Chi parte per farsi la serata della vita a Mykonos. C’è chi parte per non fermarsi più. Chi parte per dimezzare le distanze. C’é chi parte per sentirsi a casa da qualche altra parte. Chi parte per vivere una vita che altrimenti non potrebbe. Chi parte per raggiungere qualcuno.

E poi ci sono io.

Io sono partita per amore, sempre. Per amore del viaggio, della strada e della conoscenza. Sono partita per insegnare inglese a dei bambini che invece mi hanno insegnato la vita. Sono partita per lavorare per un’azienda e sono finita a lavorare per i miei sogni. Sono partita per conoscere persone e alla fine mi sono scoperta sola, ma felice. Sono partita per vivere la vita che avevo sempre sognato, a Londra, con il mio uomo. Sono partita per amore. Sono partita perché mi amavo troppo e volevo di più per me stessa.

Volevo addormentarmi mentre aspettavo una nuova alba. Volevo cercare di stare sveglia la notte dopo. Volevo cercarmi in ogni città, mentre mi ci perdevo, senza trovarmi più.

E poi ieri mi sono trovata a partire per tornare. Erano le sei del mattino e avevo 3000 chilometri di strada davanti. Mi sono specchiata nel finestrino del ventitreesimo aereo preso quest’anno e mi sono resa conto di una cosa.

Non avevo solo 3000 chilometri e due aerei, ma anche una ragione per tornare.

Perché a volte cerchiamo scuse che non sono ragioni. Partiamo perché ci serve, ma non lo ammettiamo. Raccontiamo al mondo le nostre bugie: l’erasmus, imparare lo spagnolo e un nuovo lavoro. Le nostre scuse mettono a tacere tutti e tutto, ma non quella vocina dentro di noi. Quella che ci tiene svegli la notte, quella che ci vuole deboli, fragili e irrimediabilmente vulnerabili.

Ci serve partire.

Ci serve allontanarci da tutto quello che è conosciuto e familiare verso nuovi orizzonti. Ci serve fare valigie, perdere treni e rincorrere persone in giro per il mondo. Ci serve vivere dall’altro lato del mondo. Ci serve prendere e mollare tutto. Ci serve anche dire addio all’aeroporto. Ci serve innamorarci di un luogo, cominciare a chiamarlo casa. Ci serve innamorarci di una persona, cominciare a chiamarla casa.

Ci serve perché mentre ci perdiamo in queste cose, in queste stesse cose ci troviamo.

Ed ecco la nostra ragione.

Partire per tornare.

Tornare a noi.

Torniamo a noi.

Erica Isotta

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Ma la vera domanda è: 

Quando esce il mio prossimo libro?

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  1. alessandra ha detto:

    Bellissimo questo post, molto belle le parole
    http://www.alessandrastyle.com

    Mi piace

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