Non voglio che tu mi renda felice

Non cerco nessuno che mi renda felice. Non posso permettermi che la mia felicità dipenda da qualcun altro. Ho imparato a rendermi felice da sola. A ricucire le ferite con biglietti aerei e asciugare le lacrime con le salviettine che ti consegnano a bordo. Non cerco qualcuno che mi renda felice. Non cerco nessuno in realtà. Non ho nemmeno molte aspettative e a questo punto sono anche a corto di speranze.

Diciamo che se qualcuno dovesse mai arrivare, sarebbe bello se fosse in grado di prendere i miei giorni di sole, ma soprattutto quelli di pioggia. È troppo facile stare accanto a qualcuno solo quando si sta bene. Quando il suo libro viene pubblicato. Quando i suoi viaggi la portano in giro per il mondo. Io vorrei avere accanto qualcuno che mi aspetta a casa quando le luci dei riflettori si spengono. Quando nessuno mi chiama per un’intervista. Quando non ho voglia di organizzare cene e cucinare per venti persone. Quando non prendo un aereo per un mese. Quando sono in ospedale perché mi sono fatta male di nuovo.
Non chiedo che arrivi proprio nessuno perché di persone ne sono arrivate tante. Vorrei soltanto qualcuno che avesse il coraggio di restare. E lo so che è chiedere tanto perché finché non li vedete i miei giorni no, potreste essere portati a pensare che siano giorni qualunque. Ma io mi ci faccio assorbire dalle giornate negative. Mi faccio risucchiare e mi trovo in quella spirale dove le giornate cominciano in pigiama e finiscono allo stesso modo, senza tappe intermedie. Passo le giornate a rotolarmi a letto e non ho voglia. Non ho voglia di mangiare. E quando mangio, lascio che i piatti si accumulino sul lavello. Non ho voglia di fare nulla. Mi trascino dal letto al divano e fatico a trovare la motivazione che cerco di dare agli altri nei miei giorni più felici. Ecco, nei miei giorni bui, non ho voglia di rendermi felice. Comincio a pensare che nessun viaggio possa mai veramente riparare qualcosa che è stato rotto così prepotentemente. Mi assale la paura di tutte le scelte che ho preso, ma soprattutto di quelle che non ho saputo prendere perché hanno permesso ad altri di scegliere per me. In quei giorni, che sono questi, voglio solo stare da sola, soffocando la testa sotto il cuscino e sguazzando nel mio malumore. Per questo dico che sarebbe bello avere qualcuno che non cerca di riportarmi a essere “la solita”. Perché questa sono io.

Questa sono io. Sono felice, triste, indecisa, pronta a prendere voli last minute per andare letteralmente in capo al mondo. Sono iperattiva, ma potrei tranquillamente trascorrere un intero weekend a letto. Sono allegra e di compagnia, ma non dovreste stupirvi nel trovarmi in un ristorante a cenare da sola perché apprezzo la mia compagnia più di quella di chiunque altro. Non ho paura di restare da sola. Sono rimasta da sola in momenti peggiori. Sono stata abbandonata dalla persona che era per me la più importante del mondo proprio quando la vita mi aveva voltato le spalle. Sono sopravvissuta quando credevo che non sarebbe mai successo. Non voglio qualcuno che mi renda felice, la mia felicità risiede in me.

Vorrei qualcuno che resti anche quando i colori sbiadiscono e le giornate si fanno tristi. Qualcuno che mi prenda per mano e si rotoli nel letto con me. Sarebbe bello avere qualcuno con cui digiunare insieme e una volta raggiunto il limite, ordinare quantità oscene di cibo d’asporto. Voglio qualcuno con cui condividere tutti i miei giorni brutti perché quelli belli sono già troppo affollati. Voglio qualcuno che sia casa quando il resto del mondo mi sembra parlare un’altra lingua.

Non voglio essere qualcuno con cui essere felice, quello ce l’abbiamo tutti.

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