Voglio cambiare le cose

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Mi sono resa conto di non aver fatto nemmeno un post sulla mia brevissima gita in Polonia, a Sczezin. È ora di rimediare.

Come molti di voi già sapranno, amo la Polonia. Ci sono capitata per caso un paio di anni fa e continuo a tornare. Avete presente quei posti dove andate e in vacanza e togliete una spinta dalla bucket list perché non avete intenzione di tornarci più? Ecco, la Polonia è stata esattamente il contrario. È stato amore a prima vista. La Polonia mi ha dato tanto, ma ciò che è stato davvero incredibile è che per la prima volta nella mia vita ho avuto un posto in cui tornare.

Ho vissuto un paio di mesi in ogni posto: dividendomi tra Irlanda, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Olanda e adesso Germania. Voli frequenti verso Milano solo per riempire nuovamente la valigia e abbracciare la mia famiglia. Mi sono persa durante i miei viaggi. C’è stato un chiaro punto di non ritorno. Settembre 2014. Un momento in cui ho realizzato che non importava quanto duramente ci provassi, non sarei più riuscita a vivere in Italia.

No, non sono la fanatica dell’estero che “in Italia fa tutto schifo, me ne sto altrove”. Amo il mio paese. Conosco il suo potenziale. Miro a poter cambiare le cose, un giorno. Però ho ancora tanta strada da fare e, mentre cercavo questa strada, mi sono persa. Mi sono persa tra le tante opportunità che molti dei miei coetanei non esplorano perché troppo impegnati. Impegnati con cosa poi vorrei proprio saperlo. Non c’è tempo. La fidanzata non vuole. Prima mi laureo, poi si vedrà. E intanto c’è un mondo dove le esperienze all’estero contano sempre di più. No, non contano perché fanno curriculum. Contano perché ti cambiano. Ti mettono alla prova in modi che non riuscirai mai a sperimentare a casa. Ti portano al limite, in tutti i sensi possibili e immaginabili. Ti rendono quello che dovresti essere. Viaggiare non è mettere foto di posti bellissimi su Facebook. Viaggiare è conoscere. Più conosco, più mi sento ricca. Ho sentito di appartenere a così tanti posti che ormai è difficile tornare a Milano. Sentirei di starmi accontentando a ventitré anni e mi sono promessa di non farlo. Mi sono promessa di non tirarmi indietro anche quando fa paura. Anche quando non ho più un posto da chiamare casa. Mi sono probabilmente persa, ma mi sono sicuramente ritrovata.

E nemmeno in questo post ho parlato della Polonia. Benissimo, avanti con il non-sense.

Erica Isotta

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