Come far entrare tutto in valigia

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“Se fermaste cento persone in partenza all’ingresso di un aeroporto notereste una statistica, una proporzione inequivocabile: grande viaggiatore, piccolo bagaglio. E viceversa.”

Come ormai saprete bene, il tema dei viaggi mi è molto caro. Stamattina ero in treno verso l’ufficio e stavo leggendo un libro, intitolato “Solo bagaglio a mano”. Il libro è stato scritto da Gabriele Romagnoli, scrittore e giornalista italiano, e pubblicato nel 2015. Premetto: non l’ho ancora finito, ma già la prima metà mi ha completamente travolto.

Quindi, come si fa a far entrare tutto in valigia? Come farci stare tutto? E poi per quale motivo i viaggiatori più grandi hanno bagagli più piccoli?

Selezionare l’indispensabile è difficile, mentre avere a disposizione una grande valigia ci permette di mettere “quello che ci sta” e non ciò che ci serve. Viaggiare molto ti porta in posti dove non saresti mai arrivato, non tanto in realtà fisiche diverse quanto nuovi livelli di introspezione, di conoscenza di te stesso.

La prima volta che sono partita per un’esperienza all’estero, sono andata in Irlanda per tre mesi. Sono partita con due grosse valigie imbarcate, un bagaglio a mano e la borsa. Ero sovraccarica di oggetti. L’attaccamento a tutti questi oggetti materiali durante un viaggio rappresentava una mia immaturità nel vero e proprio concetto di spostamento, di percorso personale: il viaggio richiede leggerezza per dartene ancora di più.

Questa è ormai la mia sesta esperienza all’estero di medio-lungo periodo. Sono partita per Berlino con un bagaglio a mano Ryanair da dieci chili, senza sapere se sarei mai tornata a Milano per recuperare qualcos’altro, se “mi sarei dovuta portare più cose”. Quella sera in aeroporto ho realizzato che la cosa più importante che dovevo portare non mancava: me stessa. Non mi stavo lasciando indietro. Perché del superfluo si può a fare a meno: in qualunque luogo io mi trovi, qualora dovessi avere bisogno di vestiti, scarpe o altri effetti personali, potrò acquistarli. Selezionare l’indispensabile è un modo per conoscere meglio sé stessi: di fronte al limite di dieci chili di bagaglio riusciamo davvero a mettere in valigia quello che ci piace di più, di cui non possiamo fare a meno. Il limite che paradossalmente ci rende liberi e leggeri. Capire quanto nella nostra vita è in eccesso.

Questa è una delle cose che ho imparato viaggiando: non importa quanto sarà grande la tua valigia perché il bagaglio più pesante sarà sempre sulle tue spalle. Per aver vissuto intensamente, incredibilmente. Per esserti lasciato scavare, consumare e logorare dagli eventi. Per essere sopravvissuto. Per aver vissuto con l’indispensabile, per aver riconosciuto tutto quello che hai. Allontanarsi permette davvero di mettere a fuoco tutto ciò che conta davvero, ciò che è indispensabile.

Nella tua valigia non ci entrerà mai tutto.
Seleziona l’indispensabile.
Accetta quello che sei.
Non avere paura.

Erica Isotta

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